Complice lo scoppio della pandemia, nel 2020 e nei primi mesi del 2021 è calata l'attività di controllo del Fisco che ha allentato un po' la stretta sui contribuenti.

La priorità è stata data soprattutto ai vari bonus e contributi elargiti dal Governo per fronteggiare la crisi economica, ma già in queste settimane è stata annunciata qualche stretta.

Fisco: ripartono le attività di controllo. Anche GdF in azione

Dall'Agenzia dell'Entrate si è appreso che il Fisco è pronto a far partire controlli a tappeto per i contributi a fondo perduto non spettanti, con il recupero degli stessi l'irrogazione di sanzioni molto pesanti.

Parallelamente a queste verifiche dell'Agenzia dell'Entrate, proseguono le attività della Guardia di Finanza che anche nel 2020 non si sono mai fermate del tutto.

Conto corrente: blitz della Guardia Finanza. Che succede?

A finire nel mirino ora sono i conti correnti che gli italiani hanno all'estero: partono infatti i controlli a tappeto della Guardia di Finanza che saranno portati avanti nelle prossime settimane.

A darne notizia è la circolare n. 018399 del 2 luglio 2021, firmata dal generale della Guardia di Finanza, Giuseppe arbore, a capo del III reparto operazioni, tutela entrate. 

Secondo quanto anticipato da Italia Oggi, nel documento delle Fiamme Gialle si legge che lo scopo di questi controlli è di rafforzare "gli strumenti di contrasto del fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all'estero, consentendo di acquisire informazioni di rilevante interesse operativo relative a operazioni transfrontaliere dietro le quali possono celarsi condotte di evasione fiscale e altri illeciti collegati".

Conto corrente: chi sarà controllato e come

In concreto, l'attività di controllo della Guardia di Finanza si materializzerà in una verifica dei nomi e dei codici fiscali di contribuenti italiani per i quali gli operatori finanziari e i professionisti hanno portato a termine operazioni con l'estero.

Le Fiamme Gialle nelle prossime settimane invieranno un questionario con richieste di informazioni ad una molteplicità di operatori finanziari, quali intermediari, banche, società di investimento, società di criptovalute, istituti di moneta elettronica, fiduciarie, società che erogano finanziamenti, società del gioco on line, cui si aggiungono anche commercialisti, avvocati e notai.

La Guardia Finanza metterà nel mirino in particolare le operazioni con l'estero che superano la soglia dei 15.000 euro, indipendentemente dal fatto che si tratti di un'operazione unica o di più transazioni collegate in qualche modo tra loro.

I questionari e le richieste di informazioni riguarderanno non solo le persone fisiche, ma "anche le operazioni con l'estero eseguite per conto o a favore di società di capitali, enti commerciali e società di persone commerciali, a prescindere dal fatto che siano o meno residenti".

Conto corrente: a cosa punta la Guardia di Finanza

L'obiettivo delle Fiamme Gialle è quello di dare vita ad una banca dati sull'estero, da cui partire in seguito per eventuali indagini di natura tributaria.

Come si legge infatti nel documento anticipato da Italia Oggi, "Le informazioni acquisite potranno costituire tuttavia, la fonte di innesco di attività ispettive di natura tributaria, nell'ambito delle quali potrà essere valutata l'opportunità di attivare, con le procedure previste, le tradizionali indagini finanziarie avvalendosi del relativo regime probatorio".

Conto corrente: multe salate per chi non risponde al questionario

Sarà molto importante rispondere alle richieste della Guardia di Finanza con una certa celerità, visto per farlo si avrà a disposizione un lasso di tempo compreso tra i 15 e i 30 giorni dal momento in cui si riceve il questionario, a seconda dell'entità delle richieste.

La mancata risposta entro i termini previsti farà scattare delle multe molto salate, visto che per le persone fisiche saranno comminate sanzioni trai 250 e i 2.000 euro, mentre per le società si parte da un minimo di 2.000 euro fino ad un massimo di 21.000 euro.