In molti pensavano e ritenevano che il capitolo patrimoniale fosse definitivamente chiuso e che il conto corrente fosse salvo. Forse è un po' troppo presto per avere delle certezze ed essere sicuri che i propri risparmi non vengano toccati. Una delle domande, che negli ambienti politici ci si sta porgendo proprio in questi giorni, è proprio legata alla via da intraprendere per superare la crisi.

Cosa sarà necessario inventarsi: una patrimoniale, un prelievo forzoso od un'azione volontaria. I risparmi fermi sul conto corrente non mancano. Molti Italiani, almeno quelli che possono ancora farlo non avendo perso il lavoro, continuano a risparmiare: un arma di difesa dalla crisi. Si accantona e non si spende, in attesa di tempi migliori. Il rischio poi, anche per quanti stiano andando avati a lavorare, di ritrovarsi a casa fa paura. Mettere da parte un gruzzoletto, che possa servire per affrontare un periodo di crisi economica, à la soluzione migliore per non trovarsi in difficoltà economica.

La necessità di una patrimoniale!

La domanda che tutti i contribuenti si stanno ponendo è se la patrimoniale sul conto corrente sia proprio necessaria? Più che tasse, balzelli e tributi in Italia sarebbe necessario incentivare gli investimenti e la spesa dei consumatori: solo in questo modo si potrebbe far ripartire l'economia. A questo si affianca la necessità di rivedere le attività aperte: socialità, shopping ed attività varie. Le persone hanno necessità di svagarsi e fare delle spese spensierate: oltre ad essere un utile svago psicologico, aiuta la ripresa economica. Sappiamo tutti che la salute deve venire prima di tutti ed in questa sede non abbiamo intenzione di criticare nessuna decisione. Ovviamente ogni scelta comporta delle conseguenze e la lotta al coronavirus avrà anche quella sull'economia. Domani, quando il Covid 19 sarà solo un brutto ricordo, sarà necessario ricostruire un paese sulle ceneri di un economia ridotta al lumicino.

La pandemia si lascerà alle spalle una pesante eredità da affrontare. La domanda è come farlo: a rimetterci, certamente, saranno sempre e soltanto gli Italiani, che saranno obbligati a mettere nuovamente la mano sul portafoglio. Ecco perché il tema della patrimoniale o di un eventuale prelievo forzoso sul conto corrente non è mai tramontato.

Bisogna colpire il conto corrente?

In questi mesi sono molti i politici che si sono dimostrati a favore di una patrimoniale, che vada a colpire direttamente il conto corrente. Ad essere d'accordo c'è per esempio Pier Ferdinando Casini, che nel corso della trasmissione Agorà, ha affermato di concordare sul fatto che quanti hanno di più debbano dare di più. Dello stesso parere è anche Paola Nugnes, senatrice del Movimento 5 Stelle, che dalle pagine dell’Huffington Post ha affermato di essere favorevole ad una patrimoniale. Anche in questo caso è stato ribadito il concetto che chi ha di più deve dare di più.

In un primo momento, non appena era esplosa la pandemia, la patrimoniale venne esclusa tenacemente dal Governo. Una decisione dettata da una motivazione ovvia: una simile manovra avrebbe potuto scoraggiare gli investimenti in Italia, soprattutto da parte di quanti fossero detentori di grandi patrimoni. Si è tornati a parlare della misura quando è stata inclusa, grazie ad un emendamento, nella Manovra fiscale 2021. Ricordiamo, in sintesi, che la proposta a firma Nicolae Fratoianni e Matteo Orfini, rispettivamente Leu e Pd, prevedeva un'imposta diretta sui grandi patrimoni, quelli che superano i 500mila euro. Lo scopo è quello di reperire delle risorse da reimpiegare in altri settori. Ad oggi i firmatari hanno rinunciato alla discusisone ed hanno ritirato l'emendamento.

Questa scampata patrimoniale, avrebbe colpito i patrimoni - indipendentemente che fossero su un conto corrente o meno - con un preciso schema di proporzionalità:

  • patrimoni da 500.000 a 1.000.000 di euro: tassa dello 0,2%;
  • patrimoni superiori ad 1.000.000 e fino a 5.000.000 di euro: tassa dello 0,5%;
  • patrimoni superiori a 5.000.000 e fino a 50.000.000 di euro: tassa dell’1%;
  • patrimoni superiori a 50.000.000: tassa del 2%.

L'ipotesi era quella di riuscire a recuperare qualcosa come 16 miliardi di euro.

Conto corrente: un altro modo per far cassa!

Un altra via per riuscire a far cassa attraverso il conto corrente degli Italiani è quello del prelievo forzoso. Sicuramente una strada molto più odiosa rispetto a quella della patrimoniale, ma già utilizzata in passato. Basta ricordare cosa fece Giuliano Amato nel 1992. Il pensiero che qualcuno metta mano ai nostri risparmi, magari nella notte, mette sicuramente i brividi. Qualcuno, però, non sembra essere particolarmente preoccupato da questo e considera questa strada come una via da imboccare necessariamente per affrontare la crisi.

Pier Paolo Baretta, viceministro all'Economia, ha però ipotizzato uno scenario migliore, smentendo la possibilità dell'introduzione di una patrimoniale.

L’idea è quella di una mobilitazione di massa dell’intero Paese, ma in forme assolutamente volontarie - spiega Baretta -. Proveremo ad attrarre il risparmio in canali d’investimento virtuosi e con garanzie rafforzate.