Il Governo italiano fa sul serio! E gli italiani se ne accorgeranno. Dal 1 gennaio 2021 in caso di insufficiente disponibilità sul conto corrente, l'istituto bancario è autorizzato a respingere i pagamenti automatici che arrivano sul conto, come le bollette dell'elettricità e del gas, o a non far sconfinare il conto stesso. Nel lungo periodo, questa situazione comporta per la banca l'obbligo di segnalare il proprio cliente alle banche dati dei "cattivi" pagatori fino a provocare l'azione di pignoramento da parte del creditore. Ed in base alle direttive UE che a breve saranno recepite dall'Italia, anche i soldi trasferiti su conti esteri, nell'Unione Europea, potranno essere pignorati. E per finire fino al 1 gennaio 2022 non si potranno utilizzare i contanti oltre 1.999,99 euro e neanche prelevarli senza entrare nell'occhio dell'Agenzia delle entrate. Un vero incubo per il nostro salvadanaio.

Blocco del conto corrente se in rosso

Nuove regole dal 1 gennaio 2021 per i pagamenti degli addebiti automatici: se non ci sono disponibilità sufficienti a pagare, il conto non potrà più andare in rosso, e la banca respingerà i RID. Come meglio precisa Antonio Patuanelli, presidente dell'ABI:

Anzitutto riepiloghiamo la novità: dall'1 gennaio sono entrati in vigore i nuovi, più corti, limiti europei per la classificazione dei debiti come deteriorati con l'automatica classificazione in default di imprese e cittadini che abbiano ritardi di pagamenti superiori ad oltre 90 giorni rispetto alle scadenze concordate con le rispettive banche. 

Le nuove regole europee sullo stato di "salute" del conto corrente impongono alle banche di rifiutare un addebito diretto nel caso in cui il saldo presente sul conto corrente non sia sufficiente a pagare l'importo. Così imprese e famiglie si potranno vedere rigettati i pagamenti delle utenze come luce, acqua, gas, o i RID attivati per il pagamento delle imposte come la Tari, ma anche i pagamenti degli stipendi. In mancanza di disponibilità superiori ai pagamenti dovuti e tale per cui il conto non vada in rosso una volta effettuati gli addebiti, la banca blocca l’operazione e cancella il relativo Rid (disposizioni automatiche di pagamento). Le implicazioni sono deleterie sia per le famiglie che le imprese. Mentre prima una certa flessibilità era concessa ai titolari di conto corrente per poter gestire picchi di pagamento mediante l'istituto dello sconfinamento, ora devono prestare attenzione e monitorare in prossimità delle scadenze dei pagamenti se ci sono sufficienti fondi per poter eseguire le operazioni, pena la cancellazione degli stessi da parte della banca.

Soldi sul conto estero: pignorato in caso di debiti

L'armonizzazione europea bancaria che ha portato con l'EBA a rendere in tutta Europa più stringenti le regole per la solidità e solvibilità dei conti correnti di privati e famiglie, porta con se anche la norma ad hoc sul pignoramento del conto corrente aperto in un qualsiasi paese dell'Unione Europea ma il cui titolare risulta debitore verso soggetti terzi residenti in altri paesi dell'UE. Così se pensi di trasferire la tua liquidità su un conto corrente aperto presso una banca di un paese dell'Unione Europea per sfuggire ai tuoi creditori, non sarà più così. Il sequestro conservativo dei rapporti con le banche ed a garanzia dei crediti transfrontalieri sarà operativo anche in Italia. L'obiettivo è proteggere il creditore ed i suoi interessi consentendo il recupero delle somme spettanti anche se il suo debitore per far sparire i soldi apre un conto corrente in un altro paese dell'UE e lì trasferisce i soldi. La norma però vale solo per i debiti civili e commerciali. Il conto corrente aperto in Francia, potrà essere oggetto di pignoramento da parte di un creditore italiano. 

Cosa cambia con il pignoramento dei conti correnti esteri

A beneficiare di questa nuova regolamentazione è il creditore. Infatti se un debitore italiano dimostra di non avere soldi sul conto corrente aperto in Italia, ma si scopre che ne ha altri aperti in altri paesi dell'Unione Europea, esempio Francia o Spagna, ecco che il creditore avrà a disposizione degli strumenti per poter richiedere il pignoramento anche dei conti correnti transfrontalieri. Questo varrà anche nel caso in cui il creditore è italiano ma il debitore francese o spagnolo. Le norme europee permettono ai creditori di uno Stato dell'Unione Europea di setacciare la situazione finanziaria del debitore o dei debitori che non rispettano gli obblighi di pagare. In che modo? Nono solo prendendo informazioni sui debitori, ma anche incrociando i dati presenti nelle banche dati previdenziali, nell'archivio dei rapporti finanziari oltre che attraverso l'anagrafe dei conti correnti. Se da queste verifiche si accerterà la sussistenza di liquidità su conti correnti esteri, il creditore potrà richiedere il pignoramento di questi conti, domandando il blocco degli eventuali rapporti bancari del debitore con una banca all’estero. Chiariamo una cosa! Tale procedura non può essere eseguita in autonomia ma lo Stato italiano ha individuato nel presidente del tribunale il riferimento per l’ottenimento delle informazioni sui conti correnti dei debitori. Si dovrà procedere dunque con una richiesta al Tribunale e da qui sarà attivata la procedura di blocco del conto corrente.

Prelevare dal conto corrente può far scattare le manette

Prelevare o versare contanti sul proprio conto corrente potrebbe nascondere delle insidie. La domanda che ci si pone spesso è: ma come, non posso usare come voglio i soldi che ho sul conto corrente? La risposta non potrebbe che essere scontata. Ognuno fa del proprio denaro, presente sul conto corrente, ciò che vuole. Ma attenzione! Le strette all'uso del contante impongono di rispettare i limiti esistenti sia al prelievo che al versamento, e soprattutto nell'utilizzo. 

Prelevare soldi dal proprio conto corrente ha dei limiti fissati dalla legge. La soglia che potrebbe far scattare l'attenzione delle autorità come la Guardia di Finanza o l'Unità di Informazione Finanziaria (che fa capo a Banca d'Italia) è di 10.000 euro al mese. Andare allo sportello bancario e chiedere all'addetto di banca di voler prelevare dal proprio conto corrente 11.000 euro, fa scattare una segnalazione alla UIF. Chi effettua questa segnalazione? La banca presso la quale è aperto il conto corrente. Se l'UIF, che è destinataria della segnalazione da parte della banca, ravvede un'operazione sospetta di riciclaggio di denaro sporco, ecco che potresti trovarti davanti la porta un ufficiale della Guardia di Finanza ad invitarti a dare spiegazioni. 

Usare i soldi del conto corrente : quanto conviene?

I soldi sul conto corrente possono essere usati come meglio si crede. Ma attenzione. I controlli sono dietro l'angolo e poi bisogna giustificare perchè si aveva a disposizione quella somma,e da dove arrivava. Soprattutto se i dati presenti in Anagrafe tributaria rilevano discrepanze tra dichiarazione dei redditi, stile di vita (proprietà di immobili e beni mobili registrati come le auto) e giacenze finanziarie. Dunque quando prelevi, meglio tenere i soldi in casa ed usarli per i tuoi pagamenti periodici o per fare piccoli regali ai tuoi figli o nipoti. Anche sull'uso del contante c'è però un limite. Questo limite si è modificato tantissimo negli ultimi anni. Dal 1° luglio 2020, il limite è sceso a 1.999,99 euro e rimarrà valido fino al 31 dicembre 2021. Per poi passare a 999,9 euro dal 1 gennaio 2022. Ma conviene prelevare i soldi dal conto corrente? La risposta non è univoca, in quanto sicuramente il prelievo fa abbassare la quota di giacenza sul conto e ciò permette di non pagare l'imposta di bollo (se la giacenza è inferiore a 5,000 euro), oppure di abbassare il valore dell'Isee. Prelevare soldi consente anche di evitare che essi perdano di valore; somme parcheggiate sul conto corrente senza remunerazione perdono di valore per effetto sia dei costi del conto corrente che dell'inflazione. Dall'altro lato però oggi con il cashback pagare con strumenti elettronici nei negozi fisici, consente di avere un bonus del 10% fino a 150 euro ed un extra bonus di 1.500 euro. Inolre il contante non può essere usato senza prestare attenzione ai limiti imposti. 

Quali sanzioni sono applicate per uso del contante

Il trasferimento superiore al limite, quale ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Frazionare il pagamento in contanti è vietato. Ma pagare una parte in contanti, fino al limite consentito e la restante mediante strumenti tracciati, come il bonifico, il bancomat, la carta di credito è invece amesso. 

Cosa accade se non rispetti i limiti o dopo le segnalazioni all'UIF si rilevano degli illeciti? Le sanzioni disposte per le violazioni alla norma sull'uso dei contanti sono:

  • da 2.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021;
  • da 1.000 euro a 50.000 euro per le violazioni commesse e contestate dal 1° gennaio 2022.