Per chi è in procinto di aprire un’attività commerciale o per chi volesse integrare quella esistente, è disponibile il contributo sino a un massimo di 5.000 euro come incentivo per gli esercenti che intendano dotare i propri impianti o i propri punti vendita di distributori alla spina.

20 milioni di euro, sono i numeri che riguardano il budget stanziato dal MITE il Ministero della Transizione ecologica per supportare la crescita economica delle piccole e medie imprese.

L’incentivo in questione, che trae beneficio dall’importo qui sopra menzionato nasce dal decreto n.254 del 22 settembre 2021 e che al 23 ottobre 2021 denominato “Prodotti Sfusi” è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è disponibile alla pagina 15.

La misura è pensata e rivolta agli esercenti del settore commerciale di vicinato, dotati sia di piccole, medie e grandi strutture di vendita, ed è riservata a tutti coloro che sono decisi all’apertura di nuovi punti vendita destinati alla vendita di prodotti sfusi e che abbiano sostenuto le spese ammissibili per dotare i propri impianti nel 2020 e nel 2021.

Come riportato dal sito di Invitalia “padigitale.invitalia.it”:

“É prevista la concessione di un contributo a fondo perduto, pari all’ammontare della spesa sostenuta nell’anno 2020 e documentata, per ciascun punto vendita, nel limite massimo di euro 5.000,00 per ciascun esercente commerciale di vicinato e di media e di grande struttura.”

Il sito, che è il diretto sportello digitale dove presentare la domanda per la partecipazione al bando, ha aperto la richiesta di presentazione in data 23 novembre 2021. Tutte le istanze di presentazione di accesso al bando dovranno essere presentate entro 60 giorni a partire dalla data di apertura dello sportello.

Il contributo a fondo perduto verrà riconosciuto da parte del Ministero della Transizione Ecologica, se verranno rispettati tutti i requisiti previsti.

Sarà fondamentale anche l’ordine di presentazione e il relativo rimborso spese e il budget sarà fornito sino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Ma vediamo più da vicino quali sono i requisiti per partecipare al bando. 

Quali sono i requisiti per ricevere i contributi a fondo perduto del bando “Prodotti Sfusi”

Per partecipare al bando “Prodotti Sfusi” promosso dal Ministero della Transazione ecologica, è fondamentale essere muniti di Spid e di firma digitale.

Come per tutti gli accessi alla Pubblica Amministrazione, la registrazione al bando deve avvenire con l’accesso mediante i sistemi digitali e mediante la certificazione di firma.

Il sito per la presentazione delle richieste è Invitalia e questo è il link diretto per l’accesso tramite log-in

Per tutte le eventuali domande o i quesiti a cui lo stesso sito non risponde tramite Faq è disponibile una mail di riferimento info.prodottisfusi@mite.gov.it  a cui è possibile scrivere se non è chiara la modalità di presentazione o se si desiderano semplicemente ricevere ulteriori informazioni.

Una volta individuato il sito, vediamo quali sono i requisiti per partecipare al bando.

Come riportato da fiscoetasse.com:

“Il contributo economico a fondo perduto per i prodotti sfusi è riconosciuto, in via sperimentale, agli esercenti commerciali di vicinato e a quelli di media e di grande struttura, i quali:  

attrezzano spazi dedicati alla vendita ai consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina

aprono nuovi negozi, destinati esclusivamente alla vendita di prodotti sfusi. “

Non è necessario aprire un nuovo punto vendita, può trattarsi anche semplicemente di una parte dello spazio in un punto vendita esistente che si desidera allestire per la finalità di distribuzione dei prodotti sfusi.

Possono accedere al bando e al relativo contributo gli esercenti commerciali di vicinato e quelli di media e di grande struttura, che rientrano nell’articolo 4, comma 1, lettere d), e) ed f) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.114.

Distinguiamo subito cosa si intende per esercenti di vicinato, di media e grande struttura elencati nell’articolo 4.

Per esercizi di vicinato, si intendono tutti quegli esercizi la cui superficie di vendita non risulti essere superiore ai 150 mq se la popolazione residente è inferiore a 10.000 abitanti; se la popolazione residente risulta essere sopra i 10.000 abitanti devono essere superiori ai 250 mq (art. 4, comma 1, lett. d).

Si definiscono medie strutture di vendita, tutti quegli esercizi che possiedono una superficie di vendita compresa tra i 150 e i 1.500 mq nei comuni la cui popolazione residente è inferiore a 10.000 abitanti e dal 250 ai 2.500 mq. per i comuni sopra i 10.000 abitanti (art. 4, comma 1, lett. e).

Vengono identificate come grandi strutture di vendita quegli esercizi la cui superficie è al di sopra dei limiti precedenti relativi le medie strutture di vendita (art. 4, comma 1, lett. f).

Il contributo viene riconosciuto in via sperimentale agli esercenti sopra elencati che attrezzano o hanno attrezzato nel 2020 o nel 2021 spazi dedicati alla vendita per i consumatori di prodotti alimentari e detergenti, sfusi o alla spina, nonché all’apertura di nuovi negozi o punti vendita destinati esclusivamente alla vendita di prodotti sfusi.

Si specifica inoltre che per rispettare la normativa, i contenitori offerti dall’esercente, devono essere riutilizzabili ai sensi dell’art. 218, lettera e) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e se impiegati per prodotti alimentari, rispettare la normativa e le caratteristiche dei materiali che vanno a contatto con gli alimenti.

A quanto ammonta l’ammontare massimo del contributo?

L’ammontare massimo del contributo che sarà a fondo perduto è pari all’ammontare della spesa sostenuta nell’anno 2020 o 2021 che chiaramente deve essere documentata. 

Il Ministero ha disposto una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per ciascuna delle due annualità 2020 e 2021, che sarà disponibile sino ad esaurimento delle risorse.

Per ciascun punto vendita è previsto un limite massimo di euro 5.000 per ciascun esercente commerciale di vicinato e di media e di grande struttura.

Il contributo economico non è cumulabile, con altre agevolazioni previste dalle normative nazionali o europee. Questo vale per le medesime voci di spesa sostenute.

Le spese ammissibili documentate devono essere state sostenute nel 2020 – 2021 e devono essere come documentato nelle FAQ del sito del Ministero:

“oggetto di attestazione di effettività ed attinenza rilasciata dal presidente del collegio sindacale, ovvero da un revisore legale iscritto nel registro dei revisori legali o da un professionista iscritto nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili o nell’albo dei periti commerciali o in quello dei consulenti del lavoro, ovvero dal responsabile del centro di assistenza fiscale.”

Quali sono le spese considerate ammissibili per ricevere il contributo a fondo perduto

Le spese definite ammissibili e che vengono considerate, oltre ad essere tracciate, utili all’ottenimento del contributo a fondo perduto, sono le seguenti e sono relative all’adeguamento dei locali:

  • design e progettazione del punto vendita o dello spazio che viene dedicato all’interno di un punto vendita esistente;
  • acquisto di attrezzature che servano per la distribuzione dei prodotti sfusi - in questo punto sono compresi anche l’arredamento, l’allestimento sia del punto vendita o anche solo dello spazio dedicato a tale mansione;
  • spese relative all’informazione, alla comunicazione, alla pubblicità del progetto;

Sono escluse dalle spese ammissibili i costi utilizzati per l’acquisto dei contenitori utili alla distribuzione e alla vendita dei prodotti insieme alla loro igienizzazione sia che si tratti di contenitori per prodotti alimentari che non.

L’esercente può promuovere il riutilizzo dello stesso contenitore per gli acquisti successivi al primo attraverso il sistema cauzionale.

Quali obblighi ha il beneficiario del contributo a fondo perduto

Il beneficiario che riceve i contributi ed è risultato idoneo nella presentazione della domanda ha anche degli obblighi per poter mantenere il contributo valido e attivo. Se non attuati c’è il rischio di provocare la revoca dell’agevolazione.

Secondo l’art. 5 del Decreto del 22 settembre 2021, l’attività deve essere mantenuta aperta per i primi 3 anni successivi dall’ottenimento del contributo.

Per confermare l’apertura, il beneficiario deve inviare al 31 gennaio di ogni anno e per i 3 anni successivi una dichiarazione sostitutiva in atto notorio, i cui contenuti verranno resi disponibili insieme alle modalità sul sito del MITE mite.gov.it.

Scatta la revoca del contributo se viene accertata anche dopo l’accoglimento della domanda l’insussistenza di anche uno solo dei requisiti previsti, oppure se l’attività chiude prima dei tre anni accordati o viene terminata/sospesa prima.

In ogni caso il Ministero si riserva di eseguire controlli per la verifica delle condizioni e sugli interventi finanziati.

Quale è procedura per l’ottenimento del contributo a fondo perduto?

La procedura per il riconoscimento del contributo economico è la seguente, le imprese interessate, tramite accesso alla piattaforma informatica devono presentare la domanda entro i seguenti termini:

  • per le spese sostenute nell’anno 2020, entro e non oltre i 60 giorni dalla data del 23 novembre 2021 ovvero dalla data di attivazione della piattaforma; 
  • per le spese sostenute nel corrente anno il 2021, entro e non oltre il 30 aprile del 2022;

La domanda deve essere firmata digitalmente dall’interessato in formato PAdES (PDF Advanced Electronic Signatures) e deve riportare:

  • l’anagrafica, la tipologia di esercente e la dichiarazione della sussistenza dei requisiti relativi alla tipologia menzionata nell’art. 4, comma etc.; 
  • la finalità di spesa che deve rientrare tra quelle ammissibili; 
  • l’ammontare del contributo richiesto;
  • una dichiarazione che attesti di non usufruire di altre agevolazioni per le medesime voci di spesa;
  • una dichiarazione per il rispetto delle condizioni e dei limiti degli aiuti “de minimis”;
  • specificare l’uso dei contenitori utilizzati e se sono riutilizzabili;
  • una dichiarazione che gli stessi contenitori, se impiegati per l’uso di prodotti alimentari, rispettino la normativa vigente;

Infine la domanda dovrà essere corredata da un documento di identità in corso di validità di chi ne fa richiesta, del suo codice fiscale e delle fatture o dell’elenco delle ricevute attestanti la spesa oggetto della richiesta.

Tutto certificato dall’attestazione dell’effettività e dell’attinenza delle spese sostenute come da regolamento.