Doppia situazione contraddittoria per chi ha una Partita IVA. Da un lato dal 25 agosto, i professionisti e partita IVA possono contare sul'esonero dal versamento dei contributi. Il cosiddetto anno bianco consentirà a lavoratori autonomi e professionisti di non pagare i contributi previdenziali alle loro casse di appartenenza. La domanda può essere presentata fino al 30 settembre pena la perdiat del dirito.

Sempre l'Inps con messaggio 2903 del 19 agosto 2021 avvisa i contribuenti con Partita IVA che partono i controlli sui mancati versamenti del 2015 dei contributi dovuti alle casse di riferimento, inclusa la Gestione Separata. 

Il saldo tra anno bianco e controlli sui contributi previdenziale potrebbe alla fine essere zero.

Esonero contributi Inps: chi sono i beneficiari

La legge di bilancio 2021 ha introdotto l'anno bianco per le partita iva e professionisti iscritti alle casse previdenza di riferimento opppure alla Gestione Separata Inps. Il beneficio è una decontribuzione previdenziale per i soli lavoratori  che hanno sofferto perdite economiche importanti nel 2020 rispetto al 2019. La perdita accusata e dimostrabile deve essere di oltre il 33%, rapportando il reddito prodotto nel 2020 con quello realizzato nel 2019. Tuttavaia, il reddito di riferimento è quello del 2019, non deve aver superato i 50.000 euro. Sono esclusi dall'esonero i premi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

Tra le condizioni richieste per poter ottenere la decontribuzione, c'è quello dell'iscrizione ad una gestione previdenziale Inps o alle casse professionali specifiche. A tal riguardo la circolare Inps n.124/2021 elenca quali sono le casse interessate:

Gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO): Gestioni autonome speciali degli artigiani, dei commercianti, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri;

Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e che dichiarano redditi ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR);

Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo n. 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996;

Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, come professionisti e altri operatori sanitari di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3, già collocati in pensione;

Casse professioni autonome disciplinate dal decreto legislativo n. 509/1994 e dal decreto legislativo n. 103/1996 come professionisti, medici, infermieri e altri operatori di cui alla legge n. 3/2018, già collocati in pensione.

Esonero dai contributi 2020: 33% di perdita di fatturato

L'elemento che fa scattare l'anno bianco per professionisti e lavoratori autonomi con partita IVA è la riduzione di fatturato nel 2020 rispetto al 2019 di oltre il 33%. Tuttavia possono accedere a questo beneficio solo coloro che nel 2019 avevano realizzato un fatturato non superiore a 50.000 euro. Considerando l'importo si tratta di lavoratori che svolgono attività professionali che permetterebbero il regime forfettario, per il quale ricordiamo non si deve superare i 65.000 euro di fatturato. 

L'iscrizione alla cassa o all'Inps deve essere attiva nel 2020 e comunque che risultino iscritti alla Gestione previdenziale per la quale è chiesto l’esonero alla data del 1° gennaio 2021. Sono esclusi tutti coloro che invece hanno avviato l'attività dopo questa data. 

Inps chiarisce anche che nel caso di redditi derivanti dalla partecipazione a più studi professionali o in più società, il requisito reddituale dovrà essere verificato sul codice fiscale dello studio o della società nei quali è esercitata in modo prevalente l’attività stessa. Invece se si svolge attività sia individuale che partecipazione a studi professionali, il reddito da considerare è quello della ditta individuale. 

Il richiedente, inoltre, deve dichiarare di essere in regola con il versamento della contribuzione obbligatoria e di non avere superato l'importo di aiuti concedibili.

Come presentare la domanda esonero contributi

L'Inps con messaggio n. 2909/2021 spiega che dal 25 agosto sulla propria piattaforma si potrà inserire la domanda per la richiesta di esonero contributivo per i titolari di partita IVA che esercitano attività professionale o autonoma e che nel 2020 hanno subito una riduzione del proprio fatturato di oltre il 33% rispetto al reddito del 2019 che non deve aver superato i 50.000 euro. 

La domanda potrà essere inserita in modo telematico fino al 30 settembre. Per ogni tipologia di adesione alle casse previdenziali, l'Inps ha predisposta una specifica domanda. 

La domanda potrà essere inviata ad un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

In particolare, vanno utilizzati i seguenti percorsi:

iscritti alla «gestione speciale artigiani e commercianti»: «cassetto previdenziale per artigiani e commercianti» > «Esonero contributivo art.1, co 20-22 bis L.178/2020»;

lavoratori iscritti alla «gestione speciale autonoma dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri»: «cassetto lavoratori autonomi agricoli» > «Comunicazione bidirezionale»;

professionisti iscritti alla gestione separata: «cassetto previdenziale liberi professionisti» > «Domande Telematiche» > «Esonero contributivo L. 178/2020».

Esonero contributi Inps: fino a 3.000 euro di cancellazione

Il decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, del 17 maggio 2021, numero repertorio 82/2021, all’articolo 1, comma 1, specifica che l’esonero parziale spetta nel limite massimo individuale di 3.000 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile per ciascun lavoratore autonomo o professionista.

Nella domanda il richiedente deve dichiarare, sotto la propria responsabilità, il possesso dei requisiti e l'assenza delle situazioni d'incompatibilità. Tra le cause di incompatibilità c'è l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato o l'erogazione di una pensione diretta (costituisce un'eccezione l'assegno di invalidità), ma anche l’indennizzo per cessazione di attività commerciale.

Controlli sui contributi versati nel 2015: Inps avvia l'iter

Se con una mano l'Inps concede, con l'altra mano riprende. Con messaggio messaggio 2903 del 19 agosto 2021, l'Inps ha comunicato che sono in partenza gli avvisi ai titolari di partita IVA che hanno omesso per l'anno 2015 il versamento dei contributi dovuti alla Gestione Separata Inps

Questo tipo di controllo c'era già stato nel 2010 con l'operazione Poseidone. Obiettivo è scovare i titolari di partita IVA che in relazione ai versamenti dovuti nel 2016 per i redditi 2015 non hanno versato i contributi previdenziali Inps.  

L'individuazione dei titolari di partita IVA cui l'Inps sta inviando le comunicazioni, è resa possibile grazie all'incrocio dei dati tra Inps e Agenzia delle Entrate. La prima in quanto possiede i dati dei contributi versati per ogni partita IVA e la seconda invece ha i dati reddituali. Gli avvisi partiranno laddove l'incrocio di questi dati determina:

  • assenza della compilaazione del quadro RR della dichiarazione reddituale;
  • mancato versamento dei contributi alla Gestione Separata INPS.

In presenza di queste due condizioni, al titolare di partita IVA è stato inviato un invito di iscrizione alla Gestione Separata INPS, insieme al conto dei contributi dovuti e le relative sanzioni.

Contributi Inps: chi deve versarli

Tutti i lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi e professionisti, con partita IVA, o soci amministratori di società di capitali (che non cedono opere d'autore) sono tenuti a versare i contributi previdenziali all'Inps. Nel primo caso ci pesa il datore di lavoro. Per i lavoratori autonomi o professionisti con partita IVA invece sono loro stessi che devono versarli. A chi? Per alcune professioni ci sono delle casse previdenziali specifiche, come quella per i giornalisti, oppure per le attività commerciali, o le casse forensi per gli avvocati. Chi non ha una cassa previdenziale specifica, deve iscriversi alla Gestione Separata Inps

Ma proprio a seguito dell'operazione Poseidone del 2010, la Corte di Cassazione ha indicato le situazioni di obbligo dell'iscrizione alla Gestione Separata Inps e al versamento dei contributi. Ad esempio le sentenze n. 30344 e n. 30345 del 2017 hanno ribadito l’obbligo di iscrizione alla Gestione separata degli ingegneri che svolgono anche attività di lavoro subordinato. Il versamento del solo contributo integrativo alla Cassa professionale non esonera dall’iscrizione alla Gestione INPS e dal versamento dei relativi contributi per le attività non coperte dalla Cassa di categoria.

Stesso orientamento è stato ribadito con la sentenza n. 32167 del 12 dicembre 2018, con la quale è stato disposto l’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per gli avvocati non iscritti obbligatoriamente alla Cassa Forense e alla quale hanno versato esclusivamente il contributo integrativo.