Cosa serve per affittare una casa: non solo burocrazia e documenti ma anche utili dritte

Step importanti da seguire, per dare in locazione un immobile: su certi aspetti non si può improvvisare. Ecco cosa serve per affittare una casa.

Che si tratti di un affitto a studenti universitari, a una famiglia oppure occasionale, ci sono degli step da seguire per procedere con la locazione di un immobile.

Ecco cosa serve per affittare una casa, tra documenti e burocrazia ma anche per quanto riguarda la scelta dell’inquilino o le garanzie per gli affitti brevi.

Cosa ci vuole per affittare una casa

Prima di mettere l’annuncio di fittasi, innanzitutto è bene stabilire in maniera congrua quale è l’affitto da richiedere. Questo tiene conto di diversi fattori, come ad esempio la posizione della casa, il quartiere in cui si trova e la vicinanza ai mezzi pubblici e ai servizi igienici ma non solo.

Si valuta, in base alla media dei canoni della zona, anche la metratura, le condizioni dell’immobile, se è ammobiliato oppure no e via di seguito.

Inoltre bisogna essere pronti a rispondere ad alcune domande possibili:

  • il canone può aumentare nel tempo?

  • quali sono le spese incluse nel contratto, ad esempio per quanto riguarda le utenze?

  • gli animali domestici sono ammessi?

  • come si gestiscono i rifiuti?

  • ci sono regole particolari da rispettare nel condominio (a parte la civile convivenza)?

  • chi e in che misura si occupa della manutenzione o piccole riparazioni in casa?

  • ome funziona la caparra?

Ad esempio, se si è nei pressi dell’Università conviene senza dubbio affittare a studenti universitari, che necessitano però di mobili ed elettrodomestici ma spesso anche solo di un posto letto in una camera doppia o tripla, motivo per cui è più facile guadagnare di più.

Una famiglia invece, il più delle volte, necessita di un appartamento libero da arredare con ciò che si porta dietro, da un trasloco all’altro.

Per quanto riguarda gli affitti brevi, la regolamentazione è ancora differente. Ecco quali sono le sue specificità.

Cosa serve per affittare una casa solo per brevi periodi

L’affitto breve prevede un periodo di locazione al massimo di 30 giorni. In questo caso, la rendita che ne deriva non è soggetta a Iva, per il proprietario che mette in affitto l’immobile. Non è inoltre necessaria alcune registrazione di contratto, presso l’Agenzia delle Entrate.

Quest’ultimo può anche richiedere una cauzione all’inquilino la quale ovviamente, in assenza di danni, gli verrà restituita. Il proprietario è tenuto inoltre a rilasciare all’inquilino una quietanza di pagamento.

Rientrano nella categoria degli affitti brevi, le locazioni a uso turistico o case vacanza. Anche in questo caso, la permanenza deve essere inferiore a 30 giorni ma, se l’attività portata avanti non è più occasionale bensì imprenditoriale, allora occorre altro al proprietario, per poter affittare la casa.

Tra gli adempimenti a cui far fronte troviamo:

  • la segnalazione delle persone presenti in struttura alla questura, non oltre le 24 ore dall’arrivo

  • ottenere l’autorizzazione dal proprio comune di competenza per esercitare l’attività

  • accreditare la struttura presso la questura di propria competenza

    far pagare agli ospiti la tassa di soggiorno

  • se il soggiorno dell’ospite si prolunga oltre i 30 giorni, allora bisogna registrare un contratto di locazione.

È evidente che, per rispondere in maniera completa alla domanda: “Cosa serve per affittare una casa”, nel caso di affitti brevi bisogna includere anche un’adeguata promozione dell’attività sul territorio e sui social nonché pubblicità mirata della struttura.

Che documenti ci vogliono per registrare un contratto di affitto

Solitamente le spese per la registrazione del contratto di locazione si ripartiscono tra le due parti (inquilino e proprietario) La registrazione si riferisce al primo anno di contratto mentre per gli anni successivi si parla di rinnovo.

Il primo step è quello più complesso, dal momento che bisogna produrre documenti specifici nonché redigere il contratto.

Ecco quanto costa registrare il contratto di affitto all’Agenzia delle Entrate.

Occorrono senza dubbio i seguenti documenti, per registrare un contratto di affitto:

  • carta d’identità e codice fiscale del locatore (chi dà in locazione) e del locatario (chi riceve in locazione) ma anche di eventuali conviventi di quest’ultimo

  • APE ovvero la certificazione energetica

  • visura catastale e planimetria catastale

  • certificato di agibilità e documenti referenze per affitto.

La disponibilità di questi documenti presuppone ovviamente che tutto sia a norma, per quanto concerne l’immobile, in linea con le disposizioni della legge al riguardo.

Le condizioni igieniche dell’appartamento devono essere ottimali, gli impianti a norma e con elettrodomestici funzionanti nonché, come è ovvio, l’assenza di eventuali vincoli come ipoteche, pignoramento oppure la presenza di cartelle Equitalia.

Inoltre è buona norma fornire all’inquilino anche il regolamento di condominio e l’atto di provenienza, se l’appartamento si trova per l’appunto in un complesso residenziale.

Come già accennato, l’iter è più complicato solo nella fase iniziale mentre, per gli anni successivi, sarà sufficiente pagare il rinnovo presso l’Agenzia delle Entrate.

Natalia Piemontese
Natalia Piemontese
Consulente lavoro online e professioni digitali, classe 1977. Sono Natalia, Piemontese di cognome, pugliese di nascita e calabrese d'adozione. Laureata in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Bari, ho conseguito un Master in Selezione e Gestione delle risorse umane. Mamma bis, scrivo sul web dal 2008. Sono specializzata in tematiche del lavoro, business nel digitale e finanza personale. Responsabile del blog #mammachebrand, ho scritto un e-book "Mamme Online, come gestire casa, lavoro e figli".
Seguici
161,688FansLike
5,188FollowersFollow
774FollowersFollow
10,800FollowersFollow

Mailing list

Registrati alla nostra newsletter

Leggi anche
News Correlate