Già con il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52 il Governo ha disposto l’applicazione di misure per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19.

Queste misure sono state ulteriormente allentate con il provvedimento dello scorso 18 maggio, meglio conosciuto come decreto “riaperture bis”, che ha visto nella possibilità di cenare e pranzare all’interno dei ristoranti a partire dal prossimo 1 giugno e nello slittamento del coprifuoco le più importanti novità.

Fino al prossimo 6 giugno, infatti, in zona gialla il coprifuoco scatta dalle ore 23:00 (non più, quindi, dalle ore 22:00) e termina alle ore 5:00 del giorno successivo. A partire dal 7 giugno e fino al 21 giugno, invece, il coprifuoco verrà ulteriormente ridotto, slittando dalle ore 24:00 alle ore 5:00 del giorno successivo. Dal 21 giugno, poi, se la situazione migliorerà o resterà quanto meno stabile, in zona gialla il coprifuoco verrà abolito e sarà possibile spostarsi liberamente senza alcun vincolo d’orario

Come detto poco sopra, il decreto-legge 18 maggio 2021, n. 65 “Misure urgenti relative all’emergenza epidemiologica da COVID-19” ha introdotto davvero numerose novità, alcune delle quali ancora in attesa di entrare in vigore. Tuttavia, non affronteremo il tema in questo articolo, poiché ne abbiamo già parlato in un articolo dedicato, illustrando nel dettaglio tutti i cambiamenti in arrivo.

Piuttosto, in questo articolo riprenderemo alcuni chiarimenti rilasciati sul sito ufficiale del Governo per capire cosa è possibile e cosa non è possibile fare in zona rossa, arancione e gialla. Come dichiarato dal Governo stesso, tuttavia, i chiarimenti tengono esclusivamente conto delle misure introdotte dalle disposizioni nazionali.

Le Regioni e le Province autonome possono adottare specifiche ulteriori disposizioni restrittive, di carattere locale, per conoscere le quali è necessario fare riferimento ai canali informativi istituzionali dei singoli enti.”

I dati attuali del nostro Paese fanno ben sperare in una più rapida ripresa. Al momento, infatti, tutta l’Italia si è tinta di giallo: tutte le Regioni sono classificate a basso rischio e hanno un Rt medio inferiore a 1, con uno scenario di trasmissibilità di tipo 1.

Come evidenziato anche dai colleghi di QuiFinanza.it, infatti:

“Nessuna Regione supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è sotto la soglia critica (19%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.056 a 1.689. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente al 19%, con 11.539 persone ricoverate, contro le 14.937 precedenti.”

Fatta eccezione per la zona bianca in cui persisteranno poche restrizioni (come l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine e il rispetto del distanziamento di almeno un metro dalle altre persone e di almeno due metri mentre si fa sport), nelle zone gialle, arancioni e rosse sono molte le disposizioni alle quali attenersi.

Diamo un’occhiata insieme a quelle più importanti. Per conoscerle tutte nel dettaglio, invece, rimandiamo alla pagina FAQ del Governo.

COVID-19, cosa non si può fare in zona gialla, rossa e arancione

Esistono delle disposizioni comuni che ogni cittadino è tenuto a rispettare, a prescindere dal colore della propria zona, nel rispetto e nella tutela della propria salute e di quella degli altri.

Anzitutto, come sottolineato anche sul sito del Governo, chi presenta sintomatologia da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5° C, nonché le persone sottoposte alla quarantena o all’isolamento fiduciario non possono in alcun modo spostarsi dal proprio domicilio.

In questo caso, l’uscita è consentita solo ed esclusivamente per effettuare gli accertamenti diagnostici prescritti dal medico, utilizzando un mezzo proprio. 

Inoltre, alle persone che non presentano sintomatologia e non sono sottoposte ad alcun tipo di quarantena, è consentito raggiungere le seconde case anche se situate in altre regioni o province, ma solo se l’abitazione è stata acquistata o affittata prima dell’entrata in vigore del decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2 e non è abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare. 

E’ possibile spostarsi negli orari non consentiti o nei territori sottoposti a limitazione degli spostamenti solo in caso di comprovate esigenze lavorative e situazioni di necessità, ovvero per motivi di salute, munendosi di auto-dichiarazione. 

E’ altrettanto possibile portare i figli dai nonni, ma è fortemente sconsigliato farlo, in quanto gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio. Come sottolineato anche dai colleghi di TiConsiglio.com,

“è preferibile optare per altre soluzioni, quali il lavoro da casa, i congedi parentali o i servizi di baby sitting, per i quali è disponibile il nuovo bonus baby sitter.”

COVID-19, cosa si può fare in zona gialla

Come già specificato, fino al prossimo 6 giugno in zona gialla è possibile spostarsi dalle ore 5 del mattino alle ore 23, e dalle ore 5 alle 24 dal giorno successivo al 20 giugno. A partire dal 21 giugno, invece, sarà possibile spostarsi senza limiti di orario.

Sino a quel momento, però, il coprifuoco potrà essere violato solo ed esclusivamente in caso di spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative e situazioni di necessità, e quindi per motivi di salute. 

In questa zona è consentito, nel rispetto dei limiti orari stabiliti per gli spostamenti, il consumo al tavolo esclusivamente all'aperto nei bar, nei ristoranti e nelle altre attività di ristorazione. Dal 1 giugno sarà invece consentito anche il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali. I clienti che alloggiano in alberghi e altre attività ricettive, invece, possono consumare cibi e bevante all’interno dei locali senza restrizioni ma nel rispetto delle linee guida e dei protocolli di settore.

In zona gialla possono poi tenersi spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, live-club (locali di musica dal vivo, nei quali non è consentita l’attività di ballo) e in altri locali o spazi, anche all'aperto, esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale. Non sono consentite le attività che hanno luogo in sale da ballo e discoteche.

A partire dal 1 giugno, poi, sarà consentita anche la presenza del pubblico agli eventi e alle competizioni sportive, secondo le stesse modalità previste per gli spettacoli. In altre parole, i posti dovranno essere preassegnati e dovrà essere garantita la distanza minima di un metro tra le persone non conviventi e il personale. 

E’ poi possibile visitare amici e parenti a un massimo di quattro persone oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione.

COVID-19, cosa si può fare in zona arancione

In zona arancione, gli spostamenti sono consentiti solo ed esclusivamente all’interno del proprio Comune o verso i Comune con più di cinquemila abitanti ed entro 30 km di distanza (fatta eccezione per i capoluoghi di provincia) dalle ore 5:00 alle ore 22:00. 

Chi è in possesso di una delle “certificazioni verdi” può spostarsi fuori Regione, anche verso zone rosse o arancioni. 

E’ poi consentito un solo spostamento verso un’altra abitazione al giorno, purché questa si trovi nello stesso Comune o in un Comune che conta un massimo di cinquemila abitanti ed entro i 30 km dal confine del proprio, fatta eccezione per i capoluoghi di Provincia. Allo stesso modo, è possibile invitare parenti per il pranzo, anche se è fortemente sconsigliato ricevere persone diverse dai conviventi.

E’ possibile raggiungere la seconda casa, purché fosse già fruibile prima del 14 gennaio, e andare in Chiesa o in altri luoghi di culto, purché lo spostamento avvenga dalle ore 5 alle ore 22. 

COVID-19, cosa si può fare in zona rossa

In zona rossa sono consentiti solo ed esclusivamente gli spostamenti strettamente necessari per svolgere l’attività lavorativa, per necessità, per motivi di salute e per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, munendosi dell’apposito modello di autodichiarazione predisposto dal Ministero dell’Interno e in dotazione anche alle Forze dell’ordine. 

Fatta eccezione per questi casi, dunque, non è possibile spostarsi dal proprio domicilio, né fare visita ad amici o parenti autosufficienti. In generale, sono vietati tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

E’ possibile portare il cane a passeggio, praticare sport solo individualmente e in prossimità della propria abitazione, e andare in chiesa, ma in quella più vicina alla propria abitazione. In ogni caso, sono vietati gli assembramenti ed è necessario rispettare la distanza di almeno un metro dalle altre persone.

COVID-19, e la zona bianca?

Le prime Regioni che, ai dati attuali, sono dirette verso la zona bianca sono il Friuli Venezia Giulia, il Molise e la Sardegna, per le quali il cambio fascia potrebbe avvenire già a partire dal prossimo martedì 1 giugno. Potrebbero poi seguire l’Abruzzo, l’Umbria, il Veneto e la Liguria, che secondo le previsioni passeranno alla zona bianca lunedì 7 giugno. 

In zona bianca non sono previste limitazioni per gli spostamenti ma è previsto ancora l’obbligo dell’uso delle mascherine, sia all’aperto che al chiuso. Per quanto riguarda il tipo di mascherina da utilizzare, non è previsto alcun obbligo di utilizzo di un particolare tipo, purché le mascherine siano realizzate in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata batteria e garantire - al tempo stesso - comfort e respirabilità.