In un precedente articolo abbiamo trattato il tema de “I contributi a fondo perduto”. Questa agevolazione economica è stata scelta dal Governo Draghi, con il decreto legge Sostegni, per aiutare i vari professionisti di settore, erogando liquidità tramite una specifica richiesta da porre all’ente pubblico dell’Agenzia delle Entrate.

In quell’occasione abbiamo parlato di due modalità per ottenere i pagamenti, ossia:

  • Con un pagamento diretto sul proprio conto corrente,
  • Sotto forma di credito d’imposta in compensazione (ad esempio: il modello F24).

Nel primo caso si parla di un comune accredito sul proprio conto corrente, mentre nel secondo la prassi, prevede l’osservanza di alcune regole da eseguire e prima di procedere, è bene chiarire alcuni termini e aspetti.

Sicuramente, il dover gestire un’impresa piccola o grande che sia, in una situazione come quella che stiamo vivendo, non è semplice e il più delle volte comporta non solo curare gli aspetti produttivi o commerciali, ma soprattutto intraprendere e amministrare anche gli aspetti finanziari e contributivi. Una definizione a riguardo, che può esserci utile è quella sul sito Ufficiale del MISE (Ministero dello Sviluppo economico):

"Il credito d’imposta in compensazione è tra le forme finanziarie più importanti, specialmente nel caso delle PMI. Quest’ultime, sono sempre attente alla ricerca di finanziamenti o agevolazioni fiscali per fare investimenti in beni materiali e immateriali".

Il “credito d’imposta in compensazione” non va confuso con il finanziamento. Certo, sono entrambi agevolazioni da parte dello Stato verso le imprese, ma hanno modalità differenti. Il credito d’imposta viene utilizzato per ottenere una sorta di sconto sulle tasse da pagare mentre per finanziamento s’intende comunemente la possibilità di sostenere una spesa o un investimento grazie alla liquidità ricevuta. 

Parleremo nel dettaglio del “credito d’imposta in compensazione” perché sta assumendo un ruolo sempre più importante, ed è introdotto nel piano economico del governo. Per capire come richiedere il credito d’impostaè quindi necessario sapere nei particolati cosa è e come funziona.

Credito d’imposta in compensazione: cos’è, in cosa consiste

Per capire cos’ è il credito d’imposta dobbiamo partire dalla definizione! Il credito d’imposta è un qualsiasi credito che il contribuente, e in primis le aziende, possono vantare nei confronti dello Stato. Il “credito d’imposta” è detto di compensazione proprio perché “compensa” eventuali debiti dell’azienda per quanto riguarda l’erario e il pagamento delle imposte.

Una volta ammesse le condizioni è possibile farne richiesta di rimborso nella dichiarazione dei redditi, ma non concorre né alla formazione del reddito (ai fine Ires o Irpef) né alla formazione della base imponibile (Irap). 

Il credito d’imposta, dunque è utilizzabile esclusivamente nella forma di compensazione. Di solito avviene attraverso il modello F24 indicandolo con il codice tributo fornito dalla stessa Agenzia delle Entrate. Per compilare il modulo bisogna prestare molta attenzione altrimenti si può incorrere in sanzioni “automatiche”

In altre parole, la sua funzione è sempre quella di andare a compensare, e a pagare, le eventuali imposte a debito risultanti durante l’anno.

crediti d’imposta, come dicevamo, fanno parte del Piano Nazionale Industria 4.0stabilite già in via definitiva nelle disposizioni della Legge di Bilancio 2020. Il valore del credito d’imposta in compensazione può variare in base alle direttive che di solito sono ben esposte nel bando.

Infatti, ogni ente pubblico come: il Ministero, le Regioni sono in grado di decidere: 

  • la percentuale del credito d’imposta,
  • il tetto massimo di spese su cui calcolarlo.

Queste due nozioni devono essere applicate a norma di legge. Nella lettura del bando infatti va letta accuratamente la voce “Spese ammissibili”. La parte più difficile del “credito d’imposta in compensazione” è doverlo calcolare. Per questo motivo ci corre utile fare l' esempio pubblicato da Italiaoline (ipotizzando che ci sia un credito d’imposta pari al 30% per spese fino a 700.000 euro):

“Se l’azienda “X” ha utilizzato 540.000 euro per beni che rientrano tra le “spese ammissibili” allora si otterrà un credito d’imposta pari a 162.000 euro, cioè si calcolerà il 30% di 540.000 euro. L’azienda, quindi, usufruirà di questi soldi per scontare vecchi debiti, abbassare le tasse oppure per chiedere un rimborso nella propria dichiarazione dei redditi”.

Credito d'imposta in compensazione: i decreti normativi alla base del modello F24

Le regole per il credito di imposta in compensazione, ottenibili con il modello F24sono state modificate. Difatti la nuova normativa è entrata in vigore il 1° gennaio 2020 con D.L. n 124/2019 (conosciuto anche come “Decreto fiscale 2020”). Le nuove disposizioni impongono al contribuente/azienda di inviare il modello solo in modo telematico sia per i soggetti privati che per titolari (e non) di partita IVA. Il modello F24 è utile per assolvere alcuni sgravi fiscali come: 

  • crediti risultanti dalle dichiarazioni fiscali
  • debiti fiscali e contributivi.

Dunque, con le novità del D.L. n 124/2019 i contribuenti hanno l’obbligo di presentare il modello F24 soltanto per via telematica ed unicamente in presenza di determinate condizioni. 

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate, per chiarire i dubbi relativi alle modifiche, è intervenuta con la risoluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019, dando istruzione sulle principali operazioni da fornire per formulare nella modalità corretta l’istanza per la compensazione dei crediti fiscali.

Dopo queste premesse è giusto approfondire le modalità e le procedure da eseguire per la presentazione delle compensazioni tramite modello F24

Crediti d'imposta in compensazione: la prassi corretta da seguire

Nello specifico, per comprendere il complesso meccanismo delle regole per le dichiarazioni di credito d’imposta in compensazioni (previste con il modello F24) ci viene in aiuto il DL n. 124 del 26 ottobre 2019 che vincola il contribuente/azienda a:

  • L’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazioneper importi superiori a 5.000 euro, per poter utilizzare in compensazione e da cui emerge il credito;
  • L’ampliamento del novero delle compensazioni di crediti d’impostache devono essere effettuate presentando il modello F24.

Il primo punto riguarda le equiparazioni regolative per la compensazione dei crediti IVA al pari delle imposte dirette. In sostanza vengono incluse tutte le tipologie di credito: IVA; IRPEF, IRES, IRAP, (comprese addizionali ed imposte sostitutive). Come ci viene sottolineato sul sito ufficiale dell'Agenzia delle Entrate

È obbligatorio, fare la richiesta di preventiva presentazione della relativa dichiarazione annuale per poter attuare le compensazioni tramite modello F24 per importi superiori a 5.000 euro.

Invece, nel secondo punto viene indicato come il modello F24 debba essere necessariamente utilizzato per poi poter usufruire delle compensazioni dei crediti maturati in qualità di sostituti d’imposta (anche per i soggetti non titolari di partita IVA). Tra le compensazioni, in cui ricade il credito della preventiva presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito, vanno considerate:

  1. Le Imposte sostitutive;
  2. Le Imposte sui redditi e addizionali;
  3. L’IRAP;
  4. L’IRES e IRPEF;
  5. L’IVA.

Il credito, salvo rare eccezioni, andrà compensato dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 10° giorno successivo a quello della presentazione della dichiarazione o dell’istanza. Il comunicato stampa dell'11 marzo 2021 riporta:

L’obbligo della dichiarazione preventiva, riguardanti i crediti da utilizzare in compensazione, dovranno possedere un importo superiore a 5.000 euro annui mentre per quelle di qualsiasi credito, che raggiungono una quota di 5.000 euro sono da considerarsi “libere” e possono essere effettuate anche anticipatamente alla presentazione della dichiarazione annuale.

Il decreto fiscale 2020 prevede che le disposizioni si applichino ai crediti maturati a decorrere dal periodo di tributi in corso al 31 dicembre 2019 ma non c’è possibilità di retroattività al periodo del 2018

Credito d'imposta in compensazione: la modalità telematica di invio dei modelli F24

Come abbiamo detto in precedenza, l’obbligo di consegna del modello F24 in modalità telematica, per le compensazioni dei crediti di imposta, si riferisce non soltanto ai soggetti titolari di partita IVA ma anche per i privati.

Nella procedura per l’esecuzione di ogni modello F24 si deve riportare, quindi, la corretta compilazione della colonna “importi a credito” e deve necessariamente essere inviato tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione "Come effettuare i versamenti":

"Il modello F24 può essere inviato tramite due portali web come Entratel o Fisconline e riguarda sostanzialmente le compensazioni di crediti maturati dal sostituto d’imposta per il recupero delle eccedenze di versamento delle ritenute e dei rimborsi erogati ai dipendenti, (ad esempio i rimborsi 730 ed il Bonus Renzi deve necessariamente essere esposto in compensazione nel modello F24)".

Per caricare il modello F24 bisogna avvalersi dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate:

  1. In modo diretto dal contribuente o dal sostituto d’imposta, accedendo ai servizi “F24 web” o “F24 online”;
  2. Oppure tramite l’ausilio di un intermediario abilitato a tale compito.

Anche in caso di “modello F24 “a saldo zero” vale ugualmente l’obbligo di presentare tale documento soltanto con i servizi telematici delle Entrate.

Infine, ricordiamo che rimangono inalterate le disposizioni riguardanti il Ravvedimento Operoso (art. 13 del Dlgs n. 472/97) che consiste nella possibilità di regolarizzare i propri inadempimenti fiscali a seguito di mancato, omesso o insufficiente versamento di imposte e tributi prima che si venga formalmente avvisati di eventuali procedure di ispezione, verifica o accertamento, pagando sanzioni ridotte per i modelli F24 presentati in ritardo. 

Credito d'imposta in compensazione: le indicazioni nella risoluzione dell'Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, a fronte delle nuove disposizioni legate alla compensazione dei crediti fiscali con modello F24 telematico, ha rilasciato la Risoluzione n 110/E emessa in data 31 dicembre 2019:

Con questo documento procedurale vengono fornite tutte le istruzioni necessarie per eseguire ed effettuare correttamente la dichiarazione di “credito d’imposta in compensazione” secondo il modello F24.

Vediamo, quindi, di seguito i chiarimenti messi in dotazione dall’ente erogatore dell’Agenzia delle Entrate.

Prima di tutto, ripetiamo volentieri che le imposte interessate dall’obbligo di preventiva presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito per le compensazioni, sono univocamente identificate da codici riportati nella tabella allegata alla risoluzione da parte dell’Agenzia delle Entrate, e sono:

  • Le Imposte sostitutive;
  • L’ Imposte sui redditi e addizionali;
  • L’IRAP;
  • L’IVA.

La stesura della domanda deve esser fatta ponendo molta attenzione perché non solo ci si può imbattere in sanzioni ma i crediti non potranno essere compensati a partire dal decimo giorno successivo come prevede la procedura.

Un altro punto da ribadire è che le novità, ottenute con il Decreto Fiscale, si concentrano soltanto sui crediti d’imposta maturati dal 2019 e non potranno in alcun caso ricadere sulle imposte dei redditi e sui relativi addizionali, riguardanti il periodo d’imposta 2018, che seguono invece la normativa precedente. La risoluzione n. 110/E dell’Agenzia delle Entrate, in effetti:

"Si sofferma a lungo anche sulla seconda novità, ovvero quella relativa all’obbligo di presentazione del modello F24 in modalità telematica. Le imposte per le quali è previsto l’obbligo di presentazione, che pesa su tutte le categorie di contribuenti, sono indicate in modo chiaro nella tabella presentata all’interno della risoluzione stessa".

Oltre alle seguenti tipologie di tasse: imposte sostitutive; imposte sui redditi e addizionali; IRAP; IVA; si riferisce anche ad agevolazioni e crediti indicati nel quadro RU (2020) della dichiarazione dei redditi.
La presentazione del modello F24 per via telematica può avvenire esclusivamente attraverso le modalità elencate qualche riga più su.

Il ultimo, la Risoluzione n.110/E ha spiegato che viene esonerato dall’obbligo il contribuente/azienda che:

“Il credito nel modello F24 rappresenti una mera modalità alternativa allo scomputo diretto del credito medesimo dal debito d’imposta pagato nello stesso modello F24″

Con scomputo diretto si intende una forma di detrazione (in una certa quantità) da un totale di un debito.