Come previsto, il 22 marzo il Consiglio dell'UE ha approvato il DAC 7 (direttiva del Consiglio 2011/16 / UE), stabilendo nuove regole, a livello europeo, che richiedono alle piattaforme digitali di segnalare il reddito guadagnato dai venditori sulle loro piattaforme alle autorità fiscali dell'UE. 

La Direttiva sulla cooperazione amministrativa (c.d. Dac7) proposta a luglio dalla Commissione europea e approvata l’1 dicembre dai ministri delle Finanze dell’Unione., ha ottenuto il via libera per la revisione dal parlamento europeo, riunitosi  il 10 marzo scorso. Le nuove regole entreranno in vigore dal 1º gennaio 2023. Obiettivo: recuperare circa 30 miliardi di euro nei 27 Paesi Ue.

Rendere l'economia digitale più trasparente

Il Commissario Europeo all'Economia Paolo Gentiloni ha accolto con favore il regolamento affermando che :

“le autorità devono aggiornare le norme fiscali per soddisfare l'importanza delle piattaforme digitali nell'economia moderna”.

Prima dell'adozione del DAC7, Gentiloni aveva affermato che le normative aggiornate sarebbero un impulso alla trasparenza: 

“Le autorità nazionali si scambieranno automaticamente le informazioni sui ricavi generati dai venditori su queste piattaforme, e quei venditori beneficeranno di procedure amministrative più semplici. Questa è una buona notizia per le casse pubbliche e una buona notizia per gli imprenditori onesti “.

Obiettivi: rendicontazione e audit congiunti

Le nuove regole introducono un obbligo di rendicontazione per le piattaforme digitali situate sia all'interno che all'esterno dell'UE e uno scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri sui ricavi generati dai venditori su queste piattaforme .

Per altro questo dovrebbe portare a una semplificazione, visto che con una sola normativa da seguire la burocrazia dovrebbe essere drasticamente ridotta. Le piattaforme non dovranno più adeguarsi a regole di rendicontazione diverse tra i paesi membri ma solo quelle dettate a livello europeo. 

Oltre a introdurre questo nuovo obbligo di rendicontazione per le piattaforme digitali, sono state, inoltre,  introdotte una serie di modifiche generiche che non si limitano alle  piattaforme digitali, compreso un quadro giuridico per la conduzione di audit congiunti tra due o più Stati membri a partire dall’ 1gennaio 2024.

In pratica, diventerà più facile ottenere informazioni su gruppi di contribuenti da parte degli Stati grazie ad un meccanismo di collaborazione più efficace e immediato rispetto a quello attuale.

Le nuove regole si ispirano al lavoro svolto presso l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE), ma sono molto più ampie in termini di portata e imprese coinvolte .

Da dove è partita l’Unione Europea

Formalizzata la proposta iniziale nel luglio 2020, in una videoconferenza dei ministri dell’economia e delle finanze dell’UE (ECOFIN), tenutasi il 1° dicembre 2020, i ministri hanno discusso e raggiunto un accordo a livello tecnico sulle modifiche alla direttiva del Consiglio Europeo sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale, rinominata DAC 7. Recepiti i via libera di Commissione e Parlamento europeo, il varo definitivo è stato annunciato a febbraio, per materializzarsi il 22 marzo.

Direttiva rivista sulla cooperazione amministrativa (DAC7)

Il 22 marzo 2021 il Consiglio ha adottato all'unanimità il DAC7 rivisto per rafforzare la cooperazione amministrativa e includere la rendicontazione delle vendite attraverso piattaforme digitali. Il testo riveduto del DAC7, adottato dal Consiglio, segue ancora gli obiettivi della proposta originale della Commissione del 15 luglio: 

  • introduzione di requisiti di rendicontazione per le piattaforme online e un quadro di scambio di informazioni correlato;
  • ampliamento delle norme esistenti in materia di assistenza amministrativa, compresa l'introduzione di uno scambio di informazioni automatico sulle royalty e l'agevolazione degli audit congiunti.

Quali le novità 

Rispetto alla proposta iniziale del 15 luglio della Commissione, sono state apportate alcune modifiche al campo di applicazione e alla tempistica per l'attuazione dei nuovi obblighi di comunicazione. 

Tra le varie modifiche, le attività di crowdfunding sono state rimosse dalla proposta. 

Inoltre, nella proposta iniziale, le nuove disposizioni si applicherebbero a partire dal 2022. Nel testo finale, gli Stati membri dell'UE dovranno adottare le modifiche proposte entro il 31 gennaio 2022 e applicare le nuove disposizioni dall’ 1gennaio 2023. 

Il testo prevede inoltre la rendicontazione dei dati entro il 31 gennaio dell'anno successivo all'anno solare in cui il venditore è identificato come Venditore oggetto di comunicazione, vale a dire entro il 31 gennaio 2024 per i venditori individuati nel 2023. 

Inoltre, le piattaforme extra UE sarebbero esentate dalla comunicazione alle amministrazioni fiscali dell’UE:

 "nei casi in cui esistano disposizioni volte a garantire che informazioni equivalenti siano scambiate tra una giurisdizione non Ue e uno Stato membro. " 

Come accennato in precedenza, il DAC7 è molto più ampio in termini di ambito e attività interessate rispetto alle  regole del modello OCSE pubblicate a luglio 2020. Una delle principali differenze in termini di ambito è l'inclusione della vendita di beni nel DAC7, che è attualmente non nell'ambito delle regole del modello OCSE

Inoltre, non è chiaro se una piattaforma digitale non UE sarebbe esonerata dalla segnalazione a un'amministrazione fiscale dell'UE se tale piattaforma fosse soggetta a norme di tipo OCSE nel suo stato di origine. 

Prossimi passi:DAC8

A seguito dell'adozione formale del DAC7 da parte del Consiglio, gli Stati membri avranno tempo fino al 31 gennaio 2022 per recepire le modifiche nel diritto nazionale. Le nuove disposizioni si applicheranno dal 1 ° gennaio 2023 e la prima comunicazione dei dati sarà richiesta entro il 31 gennaio 2024.

Nel frattempo, la Commissione ha già avviato i lavori sulla prossima iterazione della direttiva (DAC8) per quanto riguarda lo scambio di dati rilevanti dal punto di vista fiscale per nuovi mezzi alternativi di pagamento e investimento, come le criptovalute e la moneta elettronica. Il 10 marzo 2021 la Commissione ha avviato un  processo di consultazione pubblica  sulla futura revisione del DAC8, con il periodo di feedback che terminerà il 2 giugno 2021. La Commissione prevede di presentare una proposta nel terzo trimestre del 2021.

Quali saranno le implicazioni

Gli emendamenti adottati sottolineano l’ intenzione dell'UE di sviluppare e ampliare la trasparenza fiscale come mezzo per garantire la conformità fiscale. L'obbligo di segnalare i redditi guadagnati attraverso le piattaforme digitali e lo scambio di tali informazioni ha lo scopo di aiutare gli Stati membri a ricevere una serie completa di informazioni sui venditori sulle piattaforme digitali. Un quadro armonizzato in tutta l'UE per le segnalazioni mira ad aumentare la certezza del diritto e fornire maggiore chiarezza agli operatori della piattaforma digitale, che attualmente potrebbero dover affrontare diversi obblighi di segnalazione nei singoli paesi.

In particolare, gli obblighi di rendicontazione sono più ampi degli obblighi proposti dall'OCSE e non sono limitati alle piattaforme nell'UE. Poiché gli obblighi si estendono alle piattaforme che agevolano i venditori residenti nell'UE o riguardanti beni immobili nell'UE, l'impatto della proposta è globale. Con la proposta di entrata in vigore il 1° gennaio 2023, le piattaforme digitali dovrebbero stabilire tempestivamente processi di due diligence e raccolta di informazioni.

Le aziende interessate dovrebbero valutare quali modifiche ai loro processi e alla tecnologia potrebbero essere necessarie per consentire il reporting contemplato nel DAC7 rivisto.