Arrivati alla soglia dei diciotto anni, il regalo insistentemente chiesto ai propri genitori è un’auto. 

D’altronde, siamo stati tutti adolescenti in cerca di indipendenza. L’auto sembra un miraggio lontano che si avvicina man mano che trascorrono gli anni.

Ma quello che per noi ci sembra un semplice regalo, giuridicamente parlando, è una donazione a tutti gli effetti.

I vostri genitori, nel momento in cui acquistano per voi un’auto, di cui sarete gli esclusivi beneficiari, compiono un negozio giuridico sorretto da spirito di liberalità.

Tale istituto, invero, può realizzarsi nelle forme tipiche previste dal codice civile per le donazioni, le quali però implicano una serie di oneri aggiuntivi, anche in termini fiscali.

Oppure, il medesimo effetto potrebbe essere realizzato con negozi diversi, ma che realizzano un risultato equipollente. A tal proposito parliamo di donazioni indirette. 

Tuttavia, di seguito ci interrogheremo su quali sono gli adempimenti che il genitore dovrà affrontare, per dare al figlio l'auto acquistata.

Ma cos’è una donazione?

Giuridicamente, la donazione è una sorta di anticipazione della disposizione testamentaria.

Il titolare del bene potrebbe decidere, quando si è in vita,  di disporre del proprio patrimonio. 

In questo caso, il bene viene impiegato per l’acquisto di un’auto, che poi viene concesso al figlio. 

Tant’è che il donatario, ossia il figlio, deve imputare a legittima la donazione, alla parte del patrimonio del genitore che gli spetta per legge alla sua morte. 

Si presume che la donazione sia un anticipo di eredità.

Fino all’apertura della successione, coloro che sono menzionati nel testamento non hanno  che un’aspettativa futura. 

Mentre con la donazione non è così. Questo negozio diverge dalla disciplina del testamento, perché la volontà del donante non è dominate. Il negozio non è interpretato sulla base esclusiva della volontà del donante. 

La principale differenza risiede nel fatto che la donazione ha una struttura bilaterale,  e dunque c’è comunque un affidamento da considerare quella del donatario.

Quali sono gli elementi della donazione?

La donazione si caratterizza per lo spirito di liberalità, che campeggia nella definizione dell’art 799 c.c..

Tramite suddetto negozio una parte arricchisce l’altra, assumendo un’obbligazione o attribuendo un bene, per spirito di liberalità.  

L’atto, infatti, si caratterizza per una contestuale depauperazione del donante. 

L’elemento appartiene al foro interno del soggetto. Un orientamento afferma che sia un motivo individuali, 

Proprio per tale ragione che il contratto di donazione è circondato da altre cautele. Cerca di recuperare la mancanza di una ragione di scambio con l’elemento della forma solenne. 

La forma dell’atto pubblico con la presenza dei testimoni. La forma solenne surroga la mancanza di causa. 

Anche laddove sia previsto un modus, ossia un onere in capo al donatario, non attenua lo spirito di liberalità. 

Il modus può essere imposto per soddisfare interessi di natura morale, non economico.

La donazione d’auto: una donazione indiretta?

Sembra, poi, opportuno chiedersi se la donazione d’auto rientra perfettamente in predetto schema. 

Invero, possiamo constatare che raramente nella realtà il genitore donerà al figlio l’auto mediante atto pubblico in forma solenne.

Eppure, in tale ipotesi, non viene meno lo spirito di liberalità che connota l’azione del donante. 

Dunque, se non è una donazione  secondo lo schema codicistico, di cosa si tratta?

Come abbiamo accennato nei precedenti paragrafi, la donazione d’auto si realizza come una donazione indiretta. 

Questa è una forma di liberalità mediante atti di natura non donativa, cioè che si attua tramite negozi diversi dalla donazione. 

Tuttavia a tali negozi si applica la stessa disciplina delle donazione, ad eccezione della forma solenne. 

Una parte della dottrina riteneva che la liberalità non donativa potesse porsi in essere tramite un negozio mezzo, che non produceva l’effetto liberale, e un negozio fine che combinandosi con il mezzo, produce l’effetto liberale. 

In realtà non è necessario ricorrere per forza a questo meccanismo. Può trattarsi anche un solo negozio, bilaterale o unilaterale. Gli esempi sono molteplici. 

Il caso più comune è il contratto di compravendita e pagamento da parte del terzo. Questo è proprio il caso del genitore che interviene e paga il prezzo dell’auto per conto del figlio.

Come si realizza la donazione d’auto? 

La donazione indiretta dell’auto può realizzarsi secondo molteplici modalità.

Ad esempio, può effettuare un bonifico bancario dal suo conto a quello del discendente  della somma necessaria all’acquisto dell’auto.

 In tal caso, il padre indicherà nella causale la funzione stessa del bonifico, ossia che la somma è destinata all’acquisto dell’auto.

Oppure, il genitore può scegliere di procedere direttamente al pagamento della somma al rivenditore d’auto. 

In entrambi i casi si tratta di una donazione indiretta, e troverà applicazione la disciplina codicistica sulla donazione.

Cosa fare in caso di donazione d’auto?

Se si realizza la donazione d’auto secondo la prima modalità, il compratore effettivo è il figlio. 

Nell’atto di acquisto non comparirà il nominativo del genitore, non risultando quindi necessario un passaggio di proprietà.

Diversa è l’ipotesi in cui, invece, sarà lo stesso genitore ad effettuare l’acquisto. 

In questo caso, si tratta, all’esterno, di una compravendita d’auto tra privati.

Quindi il genitore, che intende donare la propria auto, dovrà svolgere una serie di operazioni.

In primo luogo, è tenuto a presentarsi presso un’Agenzia di pratiche auto presso lo sportello STA – Sportello Telematico dell’Automobilista, al fine di porre in essere il passaggio di proprietà, che realizza la donazione. 

In tal sede, comunicherà allo sportello alcuni documenti, tra cui: un documento d’identità valido; il certificato di proprietà – CDP – dal quale risulta il diritto sul bene; il certificato di residenza del donatario o l’atto notorio.

Quali sono i costi?

L’operazione che abbiamo descritto ha ovviamente dei costi. 

In primo luogo, dovrai pagare l’Imposta Provinciale Trascrizione. Questa, invero, ha entità differente a seconda della Regione e della Provincia di riferimento.

Tuttavia, il valore è piuttosto contenuto e si aggira tra i 200 e i 250 euro. 

A tale costo, si aggiungono altre tre imposta. 

Tra queste ricordiamo gli emolumenti Aci, il cui valore si aggira introno ai 30 euro circa.

A tale voce, si aggiunge poi la nota imposta di bollo, equivalente a 16 euro. 

Infine, potresti dover procedere anche all’aggiornamento della Carta di Circolazione. Anche in questo caso, il costo si aggira sui 16 euro. 

Quindi, la donazione d’auto potrebbe venire a costare al genitore non più di 350 euro, oltre all’ovvio, e ben più considerevole, costo dell’auto. 

Come ci si tutela dal fisco?

La donazione di un’auto ad un figlio potrebbe far scattare eventuali accertamenti dell’Agenzia delle entrate.

Quindi, è necessario porsi al riparo da eventuali rischi in cui si può incorrere. 

L’accertamento può scattare anche nei confronti di figli a carico o perfino convivente, quindi occorre tutelarsi. 

Come fare?

Beh in primo luogo, dovranno distinguere le due ipotesi di donazione, la prima se si procede al diretto acquisto dell’auto e la seconda se il genitore procede ad un versamento al figlio.

Nel primo caso è necessario effettuare il passaggio di proprietà e in tal modo si testimonia l’acquisto da parte di un soggetto terzo.

Mentre nel caso di versamento diretto, è necessario stabilire qual è la provenienza del denaro che hai ricevuto. Tramite tale dimostrazione potrai sottratti al controllo dell’amministrazione finanziaria. 

Come offrire la prova?

La Corte di Cassazione, invero, è proprio intervenuta al fine di individuare gli strumenti con cui il privato cittadino può offrire la prova della donazione all’Agenzia delle Entrate.

La Corte ha evidenziato come non sia sufficiente ricorrere alla mera prova testimoniale. 

Non è, infatti, sufficiente che il donate dichiara di aver provveduto al presente atto di donazione, che, realizzato nelle forme della donazione indiretta, non è sottoposta all’onere dell’atto pubblico.

Dunque, sarà sempre necessario fornire la prova scritta dell’avvenuto atto.

In tal senso, si consiglia sempre di procedere a pagamenti tracciabili, come bonifici con specifica causale, di modo che tramite l’estratto conto bancario.

Altro strumento a cui potrai ricorrere, che pur consente la prova scritta, è l’assegno non trasferibile.

In sintesi, ogni strumento di pagamento può essere idoneo, purché consenta di avere un documento che accerti l’avvenuto pagamento. 

E se la donazione nasconde una simulazione?

La donazione di un’auto ad un figlio potrebbe in realtà nascondere una simulazione, ossia un accordo con le quali le parti si accordano affinché simulino all’esterno un negozio che non è voluto o che non è corrispondente al reale rapporto.

Proprio per tale ragione che l’intestazione al figlio potrebbe essere un’intestazione fittizia, e nascondere una forma di elusione per il fisco.

Non è, infatti, difficile che bene di grande valore siano acquistati da taluno, ma si fa risultare che il bene sia in proprietà di altri. 

Proprio per tale ragione che un’operazione di questo tipo può essere sottoposta ad accertamento. 

Quindi, l’Agenzia delle Entrate potrebbe provvedere ad accertamento con metodo sintetico (detto redditometro) delle sostanze del donatario. 

L’ente dovrà, tuttavia, dimostrare la natura simulata della donazione.

Tale prova viene fornita presuntivamente, accertando che quel bene non è espressione della capacità contributiva del donatario. 

Il contribuente è altrettanto tenuto alla prova contraria. 

Regime fiscale della donazione

Laddove, il genitore decidesse di procedere alla donazione diretta sarebbe sottoposto ad un onere contributivo, costituito dall’imposta sulla donazione, 

In questo caso, essa è pari al 4% per il coniuge e i parenti in linea retta, da calcolare sul valore eccedente 1 milione di euro, per ciascun beneficiario. 

L’imposta in questione si applica solo agli atti che superano tale franchigia e non a quelli inferiori. Dunque non opera con riferimento alla donazione di un auto, anche se effettuata nella forma della donazione diretta, che sicuramente non supererà la franchigia.

La donazione indiretta, invece, è esente da imposte fiscali. Quindi non sarai chiamato a pagare nulla, tuttavia, dovrà essere espressamente indicato nell’eventuale contratto di compravendita.