Decreto Sostegni Bis in dirittura d'arrivo. Secondo le ultime indiscrezioni il provvedimento dovrebbe essere portato in Consiglio dei Ministri giovedì prossimo, ovvero il 13 maggio. In base a quanto filtra da Palazzo Chigi, la bozza prevede novità decisamente importanti per i giovani fino a 36 anni che intendono chiedere un mutuo per l'acquisto della prima casa. 

Decreto Sostegni Bis: in arrivo forti sconti per gli under 36

Il Decreto Sostegni Bis dovrebbe infatti approvare una serie di esenzioni da alcune delle imposte previste nell'ambito dell'acquisto della prima casa (registro, ipotecaria, catastale e sostitutiva su mutuo), un credito di imposta da recuperare attraverso la dichiarazione dei redditi nel caso di immobili soggetti a IVA, nonché una riduzione del 50% dell'onorario notarile sulla compravendita. Il tutto a favore degli under 36.

Decreto Sostegni Bis: l'agevolazione sull'acquisto prima casa da privato

Ma a quanto potrebbe ammontare il beneficio complessivo se il Decreto Sostegni Bis dovesse passare in Consiglio dei Ministri nella formulazione della bozza? Facile.it e Mutui.it hanno effettuato due simulazioni. Nel primo caso viene simulato l'acquisto di un under 36 di una casa da un privato al prezzo di 150 mila euro. Considerando le imposte di registro, ipotecaria, catastale e l'imposta sostitutiva sul mutuo (il cui importo è ipotizzato in 120 mila euro), il totale ammonterebbe a 1.942 euro, escluso l'onorario notarile. Con il Decreto Sostegni Bis tutte queste spese verrebbero azzerate, determinando quindi un beneficio di pari valore (senza contare le spese notarili dimezzate).

Decreto Sostegni Bis: quanto risparmia l'under 36 che acquista da impresa

Ancora maggiori sarebbero i vantaggi nel caso di acquisto di prima casa di nuova costruzione da un un’impresa, quindi con vendita soggetta a IVA. Ipotizzando lo stesso valore dell'immobile e dell'importo del mutuo il risparmio a livello di imposte sarebbe pari a 900 euro, più un credito di imposta di 6 mila euro (pari all’IVA del 4% sul valore dell’immobile) da portare in diminuzione delle imposte sui redditi delle persone fisiche. Oltre ovviamente alla riduzione delle spese notarili.

(Simone Ferradini)