Buone notizie in vista, sul fronte delle detrazioni fiscali. Sarebbe dovuto partire da quest'anno, 2021, per la dichiarazione dei redditi relativa all’anno di imposta 2020, l'obbligo di detrazione IRPEF solo se le spese avvengono tramite sistemi tracciabili di pagamento, da cui sono ovviamente esclusi i contanti.

La richiesta di sospendere però quest’obbligo e rinviarlo almeno per quest’anno è stata inoltrata per iscritto al Ministero del Lavoro e all’Agenzia delle Entrate, che pare abbiano dato parere positivo, dalla consulta dei Caf e dai consulenti del lavoro.

Questo vuol dire che per il 2021 tutte le detrazioni fiscali potranno essere richieste e applicate anche alle spese effettuate in contanti.

Nel 2021 la detrazione fiscale sarà possibile anche in contanti

A introdurre questa norma per le spese effettuate a partire dal 1 gennaio 2020 è stata la Legge di Bilancio 2020, che prevede l’impossibilità di detrarre il 19% di IRPEF, e qualsiasi altro tipo di detrazione fiscale, dalle spese effettuate in contanti. Fanno eccezione solo le spese per medicinali e prestazioni sanitarie del Servizio sanitario nazionale.

La normativa rientra in quelle misure volte a combattere l’evasione fiscale e l’utilizzo del contante, favorendo sistemi di pagamento che siano tracciabili e quindi verificabili.

Tuttavia, Giovanni Angileri, coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, ha evidenziato come l’obbligo di utilizzo di sistemi tracciabili di pagamento per avere le detrazioni fiscali non sia stato sufficientemente pubblicizzato dallo Stato. Quindi ora, alla vigilia dell’apertura della presentazione della dichiarazioni dei redditi, molti contribuenti non potranno avere il rimborso perché non erano a conoscenza della norma. 

Questo il motivo per cui si è deciso di interpellare direttamente il Ministro con una lettera e, a quanto riportano le fonti, sia il Ministero che l’Agenzia delle Entrate sarebbero favorevoli ad un rinvio, per l’introduzione di questo nuovo regolamento sulle detrazioni IRPEF.

In particolare, l’occasione per emendare la norma sarebbe offerta dall’imminente entrata in vigore del DL Sostegni bis, la cui approvazione è prevista tra la fine di aprile e l’inizio di marzo. Il nuovo Decreto potrebbe infatti contenere la sospensione dell’obbligo dei pagamenti tracciabili per le agevolazioni fiscali.

Per quali spese è detraibile l’IRPEF al 19%

La maggior parte delle detrazioni fiscali applicabili secondo il sistema tributario italiano è del 19%. Nel dettaglio sono detraibili a questa percentuale le seguenti spese:

  • sanitarie, proprie e per i membri del nucleo familiare a carico;
  • veterinarie;
  • per l’acquisto di cani guida per ciechi;
  • per i membri familiari affetti da handicap o DSA;
  • per l’attività sportiva dei figli;
  • per gli interessi dei mutui per l’acquisto della prima casa;
  • per i mutui agrari;
  • per l’istruzione, dall’asilo nido all’università, come gli affitti per gli studenti fuori sede;
  • per i costi di una badante;
  • del funerale;
  • per i costi di intermediazione immobiliare;
  • per le donazioni benefiche verso le società di mutuo soccorso, le società dilettantistiche, la Biennale di Venezia, le popolazioni vittima di calamità, le società di arti liberali e gli istituti scolastici;
  • per il riscatto degli anni di laurea;
  • di assicurazione su infortuni, invalidità, calamità naturale o polizze a vita;
  • per gli abbonamenti ai trasporti pubblici locali.

Per molte di queste spese però la detrazione del 19% si applica solo se il reddito ISEE non supera i 120.000 euro l’anno, limite dopo il quale la percentuale di detrazione decresce al salire del reddito e si azzera per i redditi uguali o superiori a 240.000 euro l’anno.

Per una precisazione su quali siano le novità in merito alle detrazioni fiscali nel 2021, il video YouTube dell’Ing. Alessandro Scheveger.

Altre spese per cui si può avere una detrazione fiscale

Queste sono le spese a cui si può applicare la detrazione fiscale IRPEF comune del 19%, tuttavia è possibile detrarre percentuali più alte a seconda delle circostanze.

Ad esempio, se si usufruisce di un bonus o un'agevolazione in particolare, è il caso del Superbonus 100% che permette, se si effettuano lavori edilizi di adeguamento sismico, di detrarre il 90% per le spese di una polizza contro le calamità naturali.

Ancora, le donazione verso associazioni No-Profit si possono detrarre al 26% e quelle verso gli enti locali come Comuni e Regioni, gli Enti religiosi o le associazioni di volontariato, al 30/35%.

Draghi prepara la Riforma dell’IRPEF

Se quanto detto vale in merito alle detrazioni fiscali, cioè al rimborso su alcuni costi sostenuti applicato mediante sconto sulle tasse. Nei progetti del governo Draghi vi è l’introduzione di una riforma completa dell’IRPEF allo scopo di creare un sistema di tassazione maggiormente progressigo.

La Riforma Fiscale dovrebbe infatti introdurre due nuove aliquote IRPEF tra il secondo e il terzo scaglione di redditi, le cui aliquote hanno al momento una percentuale troppo distante tra loro.

Nel sistema in uso, infatti, le percentuali di aliquota IRPEF che i contribuenti pagano sono così ripartite:

  • i redditi non superiori a 15.000 euro, pagano il 23%;
  • i redditi tra 15.000 e 28.000 euro, pagano il 27%;
  • i redditi tra 28.000 e 55.000 euro, pagano il 38%;
  • i redditi tra 55.000 e 75.000 euro, pagano il 41%;
  • i redditi superiori a 75.000 euro, pagano il 43%.

Il problema evidenziato dagli specialisti del Governo sta negli 11 punti percentuali che separano il secondo scaglione dal terzo. In parole povere, una volta superati i 28.000 euro l’anno di reddito, i contribuenti si trovano a dover pagare all’improvviso l’11% di tasse in più.

Questo ha due svantaggi, uno perché alimenta l’evasione fiscale allo scopo di non dichiarare un importo tale da far salire l’IRPEF dell’11%. Inoltre, preme sul ceto medio che è proprio quello che al momento dovrebbe essere, secondo il governo, maggiormente tutelato.

La soluzione sarà l’introduzione di due scaglioni aggiuntivi tra il secondo e il terzo, come si è detto, rispettivamente con un’aliquota al 32% e al 38%.

Accanto a questa modifica delle aliquote IRPEF, il governo Draghi con la Riforma Fiscale sta preparando un cambiamento anche alle aliquote Iva. Al momento le aliquote Iva sono quattro, una ordinaria al 22% e tre ridotte per alcune tipologie di prodotti. La Riforma dovrebbe abbassare il numero delle aliquote Iva a due, una della quali ridotta, compresa tra il 5/10%, per i beni di prima necessità e una ordinaria, al 20/21%.