Si avvicinano le date da cui sarà possibile presentare la propria dichiarazione dei redditi, anche con la recente modalità precompilata dall’Agenzia delle Entrate. Dal 23 maggio infatti sarà possibile per tutti i cittadini accedere alle proprie informazioni, di cui il fisco è già a conoscenza, necessarie a dichiarare i redditi percepiti nel 2022, e le possibili detrazioni fiscali che ne possono derivare.

Per detrazioni fiscali si intendono quelle agevolazioni sull’IRPEF, ovvero sulle imposte che ogni anno i lavoratori versano allo stato tramite il proprio lavoro. Quifinanza.it offre una definizione esaustiva di cosa sono:

“In particolare, le detrazioni fiscali si utilizzano per ridurre la somma da pagare per le imposte, ad esempio diminuendo il carico fiscale sottraendo da tale somma alcune spese detraibili come i lavori di ristrutturazione della casa.”

Procedere con la dichiarazione dei redditi, tramite appositi modelli forniti dall’Agenzia delle Entrate, è un obbligo di legge, e i cittadini possono accedere anche a specifici vantaggi, specialmente quando sostengono determinati tipi di spesa. I contribuenti infatti possono presentare durante la dichiarazione tutte le spese, tramite apposita documentazione, sostenute l’anno precedente, in questo caso il 2021, e ottenere delle detrazioni fiscali importanti.

Per fare un esempio, per le spese sanitarie è possibile avere accesso al 19% di agevolazioni per gli acquisti di farmaci, medicinali e apparecchiature mediche, ma anche per il pagamento delle visite mediche, del 2021. Allo stesso modo le detrazioni si possono ottenere anche presentando altri tipi di spesa, come le spese per le ristrutturazioni di un immobile di proprietà, le spese per la scuola e così via.

Nel 2022 tuttavia bisogna ricordarsi di un fattore non indifferente: è necessario presentare spese sostenute con pagamenti digitali e tracciabili, come quelle avvenute con il bancomat, per poter beneficiare delle detrazioni fiscali. Tutti i dettagli e i casi di esonero, nell’articolo.

Detrazioni fiscali 2022: il calcolo sull’IRPEF

Le detrazioni fiscali sostengono i cittadini tramite agevolazioni sull’IRPEF, ovvero sulle imposte sui redditi che i cittadini devono ogni anno allo stato. Questo vuol dire che i contribuenti possono ricevere alcuni sconti sulle imposte, in riferimento a quelle che riguardano i redditi percepiti dalle persone fisiche.

Rientrano qui le detrazioni possibili per lavoratori dipendenti, o assimilati, ma anche alcuni lavoratori autonomi professionisti e imprese. Uno dei casi in cui queste detrazioni fiscali non sono possibili è quello dei lavoratori autonomi in regime fiscale forfettario.

Si tratta di lavoratori che operano con un regime fiscale già avvantaggiato, e con una aliquota unica al 15%, o, nei primi anni di attività, al 5%. Per questi particolari professionisti non è possibile presentare le spese sostenute durante l’anno precedente per ottenere delle detrazioni fiscali. Chi lavora con questa partita IVA infatti non applica l'IVA e paga solamente l'imposta sostitutiva, con le percentuali vantaggiose viste prima.

Escludendo questo caso particolare, per tutti i soggetti che provvedono alla dichiarazione dei redditi, con opportuni moduli, potrebbe essere vantaggioso presentare le spese sostenute l’anno precedente, in alcune particolari aree, per ricevere un sostegno fiscale. Questa presentazione non è obbligatoria, tuttavia può portare a numerosi vantaggi sul pagamento delle imposte, e sulla riduzione delle stesse.

Le detrazioni fiscali vengono applicate sull’IRPEF, per cui il soggetto interessato può veder scendere l’imposta in base alle spese sostenute l’anno precedente, in specifici settori come: la scuola, sia universitaria che a l’asilo nido per i figli, le spese medico-sanitarie citate prima, le spese per la ristrutturazione di immobili, le spese per le rate del mutuo o dell’affitto, le spese per erogazioni liberali verso associazioni e onlus.

Quasi tutte queste spese prevedono una detrazione fiscale del 19%, ma in alcuni casi questa percentuale può salire ulteriormente. In particolare negli ultimi anni lo stato ha introdotto numerosi bonus e agevolazioni a proposito della riqualificazione energetica e il miglioramento sismico degli immobili.

Detrazioni fiscali e deduzioni: la differenza

Può accadere, per i non esperti in materia, di confondere il concetto di detrazioni fiscali con quello di deduzioni fiscali. Non si tratta della stessa cosa. Mentre nel primo caso, come visto prima, si tratta di agevolazioni che i cittadini possono chiedere al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, quindi a posteriori rispetto alle spese sostenute, le deduzioni fiscali vanno a determinare il reddito imponibile.

Il reddito imponibile è quella quantità di reddito destinata ad essere tassata. Le deduzioni fiscali agiscono prima della determinazione delle imposte, mentre le detrazioni intervengono in un momento successivo. 

Le deduzioni fiscali comportano alcune spese che possono essere sottratte al reddito in un momento precedente all’imposizione fiscale, e vanno a ricalcolare il reddito imponibile, come specifica un articolo di Informazionefiscale.it su questo argomento: 

“Il reddito imponibile infatti (quello che viene utilizzato come base per calcolare l’importo dei tributi) è il risultato del reddito effettivo meno le deduzioni fiscali.”

Per i non esperti in materia, può essere particolarmente complesso distinguere le deduzioni fiscali dalle detrazioni fiscali, tuttavia per semplicità, le deduzioni vengono applicate in un momento precedente, le detrazioni fiscali in un periodo successivo, durante la dichiarazione dei redditi.

In ogni caso è consigliato rivolgersi ad un centro CAF o ad un commercialista quando si procede con la presentazione della dichiarazione dei redditi, o per avere chiarimenti su possibili dubbi in merito alle tasse che si versano allo stato. In questo articolo faremo riferimento esclusivamente alle detrazioni, ovvero alle agevolazioni sulle tasse che i cittadini lavoratori possono ottenere.

Detrazioni fiscali e bancomat: le nuove regole

Recentemente il governo ha aumentato il proprio impegno nella lotta all’evasione fiscale, ovvero al mancato versamento delle imposte da parte dei cittadini, che ancora si trova ad un elevato livello in Italia. La lotta all’evasione fiscale passa attraverso diverse iniziative, come la lotteria degli scontrini, e attraverso misure specifiche per limitare l’uso del denaro in contante in circolazione.

A questo proposito viene favorito l’utilizzo di metodi di pagamento digitali, che sono completamente tracciabili e portano ad una maggiore trasparenza verso il fisco. I nuovi obblighi introdotti dall’ultima Legge di Bilancio e da successivi decreti impongono per esempio a tutti gli esercenti, dall’estate 2022, di aggiornare i propri sistemi di pagamento per consentire a tutti i clienti di pagare con il bancomat e sistemi similari, escludendo il contante.

Allo stesso modo, nel 2022, per ricevere alcune detrazioni fiscali importanti in fase di dichiarazione dei redditi, è necessario che tutte le spese sostenute nel 2021, e presentate per le detrazioni, siano state pagate con il bancomat, o con metodi tracciabili similari.

Risulta piuttosto importante quindi ricordarsi di non pagare in contanti per una specifica spesa, quando la si vuole presentare in dichiarazione dei redditi per portarla in detrazione fiscale. Il bancomat è lo strumento privilegiato per il tracciamento dei pagamenti, perché lo scontrino riporta con esattezza la tipologia di pagamento, la somma spesa, la data e le informazioni generali sulla spesa. 

Va ricordato che dall'estate 2022 sarà obbligatorio per tutti gli esercenti avere un POS per consentire questi pagamenti. Anche questa è una delle misure fortemente volute per contrastare l'evasione fiscale.

In ogni caso secondo le nuove norme, chi intende richiedere le detrazioni fiscali nel 2022, in riferimento alle spese del 2021, deve aver sostenuto queste spese con bancomat o mezzi similari che garantiscono la tracciabilità. Tuttavia esiste una precisa eccezione alla regola, anche per quest’anno, che vedremo tra poco.

Detrazioni fiscali per le spese sanitarie e bancomat

Il bancomat è lo strumento maggiormente consigliato per il pagamento delle spese da presentare durante la dichiarazione dei redditi, tuttavia non tutte le spese prevedono l’obbligo della tracciabilità. Esiste infatti ancora una eccezione per il 2022, e riguarda le spese di natura medica e sanitaria.

I cittadini possono quindi ancora acquistare farmaci e medicinali in farmacia, con e senza foglio medico, anche in contanti. Tuttavia in questo caso è necessario registrare la spesa con ulteriori documenti, come lo scontrino, una fattura o un documento similare.

Nel 2022 è possibile portare in detrazione le spese mediche sostenute nel 2021, sia per sé che per i propri familiari a carico, purché documentate, anche se pagate in contanti. Sono incluse le spese per i farmaci, le visite mediche generaliste o specialistiche, gli interventi chirurgici, l’acquisto di macchinari per la salute o apparecchiature e protesi.

Per poter ottenere tuttavia la detrazione fiscale del 19% su questi acquisti, è necessario superare la soglia di 129,11 euro, in riferimento alla spesa complessiva annuale in questa tipologia di prodotti o servizi. Per una spesa complessiva inferiore a questa, non verranno erogate detrazioni fiscali di questo tipo.

Va anche ricordato che a partire con molta probabilità dal 2023 verrà attivata l’iniziativa del cashback fiscale, per cui i cittadini potranno ricevere subito, e sul proprio conto corrente, il rimborso del 19% che solitamente si ottiene solamente presentando la dichiarazione dei redditi una volta all’anno.

In questo modo le detrazioni fiscali si potranno richiedere in modo facoltativo, ovvero non sarà obbligatorio attendere fino alla presentazione dei redditi. Il cittadino potrà quindi scegliere per quale delle due modalità di ricezione del credito optare. Tuttavia per quest’anno rimane ancora tutto invariato, e la possibilità di chiedere le agevolazioni è riservata in sede di dichiarazione dei redditi.