Si sa la burocrazia e le procedure della normativa italiana sono lente e l’introduzione di un bonus o un’agevolazione con un decreto legge non è garanzia solida che questo venga attuato realmente.

Servono infatti una serie di passaggi intermedi come la conversione in legge dello stesso decreto e i decreti attuativi per i singoli provvedimenti.

Per fortuna però arriva finalmente a compimento e con la firma dell’esecutivo Draghi il provvedimento che per il 2021 cancella la seconda rata di IMU, che si paga a dicembre e offre addirittura il rimborso per gli importi versati a giugno.

Non si tratta di una misura permanente e neanche aperta a tutti i cittadini senza esclusione, perché questa manovra nasce nelle circostanze specifiche della pandemia da Covid-19 e si accompagna al blocco sfratti. Perché infatti si possa applicare rimborso ed esenzione dall’IMU 2021 è necessario che l’inquilino all’interno dell’abitazione sia moroso.

Tale provvedimento era stato introdotto con il DL Sostegni bis, poi fissato dalla sua conversione in legge lo scorso luglio e infine a fine settembre è giunto il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 29 ottobre, che fissa la normativa e regola la presentazione delle domande di rimborso e di esenzione.

Sono altri poi i soggetti che per misure permanenti o di emergenza non dovranno quest’anno versare la tassa sugli immobili.

Vediamo perciò per chi è cancellatasospesa l’IMU 2021 e come ottenere il rimborso della prima rata già versata lo scorso giugno. 

IMU 2021 cancellata. Così Draghi attutisce gli effetti del blocco sfratti 

Prima di addentrarci nel funzionamento di questo provvedimento vediamo chi sono i suoi destinatari, cioè per chi l’IMU 2021 è sospesa e cancellata. 

Bisogna prima di tutto fare una premessa e spiegare come nasce questa manovra che elimina per molti l’IMU 2021 e che si somma ad una serie di altri provvedimenti già in vigore che sospendevano la tassa, ma solo alle Partite Iva.

Il DL Sostegni bis oltre ad intervenire sull’IMU 2021 tra  le altre cose prorogava la durata del blocco sfratti, ora, tale misura è nei fatti retroattiva, cioè si applica a tutti gli inquilini morosi a prescindere se la morosità sia contemporanea e conseguente alla pandemia. Cioè vige anche per quanti erano morosi prima dello scoppio dell’epidemia di Covid-19. 

Questa situazione ha avuto conseguenze sociali complesse, perché se da un lato le tante misure restrittive che si sono susseguite hanno causato una crisi economica globale, che di fatto ha messo molti inquilini in difficoltà nel pagare le spese quotidiane, tra cui l’affitto. Dall’altra parte vi sono i proprietari immobiliari anche loro avvolti dalla crisi economica e a cui viene meno uno dei sostentamenti pianificati, cioè quello da un eventuale canone di locazione.

L’esenzione dall’IMU 2021 va quindi a compensare in qualche modo gli effetti del blocco sfratti sui proprietari degli immobili, garantendo a questi, qualora l’inquilino fosse moroso da prima che la pandemia iniziasse, almeno uno sgravio fiscale sulle tasse.

Più specificatamente la normativa stabilisce il diritto al rimborso della prima rata già versata dell’IMU di quest’anno e dall’esenzione per la seconda rata di dicembre si applica agli immobili, ad uso abitativo, i cui inquilini abbiano un provvedimento di sfratto in atto notificato prima del 28 febbraio 2020.

Istruzioni per l'istanza di rimborso e la dichiarazione di esenzione dall’IMU 2021

E veniamo al vivo della questione, cioè come funziona l’esenzione e il rimborso dell’IMU 2021.

Partiamo dai rimborsi, come si sa i proprietari di un immobile che non sia una “prima casa” sono tenuti al versamento di una tassa annuale, l’IMU, che può pagarsi a giugno in un’unica soluzione o in due rate a giugno, l’acconto, e a dicembre, il saldo.

A quanti in possesso dei requisiti descritti nel precedente paragrafo spetta il rimborso per gli importi versati a giugno 2021, siano essi relativi alla prima rata o all’importo intero. Per avere il rimborso sarà  necessario presentare domanda come stabilisce il decreto 259/2021 al proprio comune, poiché l’IMU è un imposta gestita a livello locale.

Sarà quindi necessario compilare e presentare un modulo con documenti allegati, con cui si certifica il possesso dell’immobile e anche la concessione dello stesso in locazione ad uso abitativo. Ovviamente, si dovranno indicare gli estremi del provvedimento di sfratto e anche gli estremi relativi al versamento per l’IMU effettuato a giugno, con la specifica degli importi pagati. In ultimo, sarà necessario specificare le credenziali bancarie, cioè il conto corrente su cui si vuole che sia erogato il rimborso. I termini di presentazione dell’istanza scadranno il 30 giugno 2022.

Analogamente l'articolo tre dello stesso decreto del MEF stabilisce che quanti presentano una dichiarazione al proprio comune, in presenza sempre dei soliti requisiti, siano completamente esenti dal versamento della seconda rata, ovvero il saldo che si paga a dicembre 2021

Quindi, il decreto stabilisce come fare ad avere il rimborso dell’IMU 2021 per gli importi già versati e come ottenere l’esenzione dagli importi che dovrebbero essere pagati a dicembre.

Ovviamente essendo la nuova IMU 2021 accorpata alla TASI, tale esenzione si applica anche a quest’ultima.

Le altre possibilità di esenzione dal pagamento dell’IMU

Per quanto riguarda le altre esenzioni, diciamo che i soggetti non tenuti al versamento della tassa sugli immobili possono dividersi in due grandi gruppi: quelli che non pagano l’IMU perché rientrano nei provvedimenti di emergenza e quelli che invece sono esenti perché per loro l’esenzione era già prevista dall’ordinamento italiano.

Prima del DL Sostegni bis, ad eliminare l’IMU di quest’anno ci avevano già pensato la Legge di Bilancio 2021 e il primo Decreto Sostegni, con provvedimenti rivolti però alle Partite Iva operanti in alcuni settori.

Il Decreto Sostegni di marzo scorso ha infatti stabilito che i lavoratori autonomi con perdite di fatturato minime del 30% tra 2019 e 2020 fossero esenti dal versamento dell’acconto, cioè la prima rata di IMU 2021 quella che doveva pagarsi entro il 16 giugno.

Ancora, per le Partite Iva operanti nel settore del turismo tutta l’IMU di quest’anno è cancellata, ma in entrambi casi perché l’esenzione sia applicabile il gestore dell’attività e il proprietario dell’immobile devono essere la stessa persona.

In via permanente, a prescindere dalla situazione epidemiologica, i pensionati che risiedono all’estero in uno stato extra UE e che lì percepiscono una pensione, hanno diritto a pagare l’IMU ridotta del 50%, ma tale sconto può applicarsi ad un solo immobile di loro proprietà.

Infine, con provvedimenti mirati in Italia gli immobili situati in territori colpiti da sisma o altre calamità naturali diventano sempre esenti dall’IMU nei periodi successivi all’emergenza.

Ricordiamo in ogni caso che l’IMU fa parte dei tributi locali e in quanto tale un margine decisionale è affidato direttamente ai comuni, che quotidianamente pubblicano in merito aggiornamenti sul loro sito ufficiale.

Sconto sull’IMU 2021 per tutti i cittadini, pagando con domiciliazione bancaria

Se queste sono le esenzioni in via permanente o transitoria, ci sono altri modi per risparmiare qualcosa sull’IMU. Certo non sono esenziono complete, ma permettono comunque di avere uno sconto sugli importi.

Come provvedimento approvato dall’esecutivo centrale ai Comuni è stata data la facoltà di offrire, entro il limite massimo del 20%, uno sconto ai propri residenti se questi scelgono di pagare l’IMU con domiciliazione bancaria, cioè chiedendo l'addebito diretto su conto corrente.

In ogni caso l’entrata in vigore di questo provvedimento è del tutto a discrezione delle autorità locali che non solo scelgono se aderire o meno, ma anche in che misura applicare lo sconto, che comunque non può superare il 20% dell’importo. Ancora una volta aggiornamenti in merito possono essere verificati sul sito del comune di residenza.

L’IMU non è l’unico tributo per cui si ottiene uno sconto pagando con domiciliazione bancaria, ad esempio in Lombardia i cittadini che pagano secondo questa modalità il bollo auto ottengono il 15% di sconto.

Tutti questi provvedimenti sono infatti volti da un lato ad evitare l’utilizzo dei contanti al posto di sistemi tracciabili, dall’altro la domiciliazione bancaria evita il problema delle morosità poiché i soldi vengono prelevati automaticamente dal conto.

Per quanto riguarda le scadenze IMU 2021, ricordiamo che quanti sono esclusi dai vari provvedimenti di esenzioni e hanno versato l’acconto a giugno sono tenuti dal pagamento del saldo che dovrà avvenire entro il prossimo 16 dicembre e per cui non sono previsti posticipi di sorta.

Informazioni utili relative al pagamento dell’IMU di quest’anno sono contenute nel video YouTube a cura di Rinalda Borra:

  

Riforma del Catasto e IMU prima casa. Cosa bolle in pentola?

Concludiamo la nostra trattazione sull’IMU con uno sguardo al futuro e cioè che cosa si dice su quella che sembrava essere cosa certa con l’avvento del governo Draghi e cioè un aumento della tassazione sugli immobili.

Per quanto riguarda la riforma del catasto, che è una parte importante della manovra fiscale, per ora a quanto si conosce non vi sarà nessun aumento degli importi dell’IMU sulla seconda casa.

Sul fronte IMU prima casa, se è vero che dall’OCSE alla Banca d’Italia sono in molti a chiedere che l’abitazione principale sia tassata, anche in questo caso non è prevista, né dalla Legge di Bilancio, né nell’ambito della Riforma Fiscale o da qualsiasi altra manovra la sua introduzione. Anche perché non sarebbe certo questo il momento propizio per aumentare la tassazione ai cittadini, dopo la crisi economica globale, conseguente all’epidemia di Covid-19 e le misure restrittive attuate per contenerla, e la lenta ripresa che si avvia davanti a noi.

Insomma, per il momento, possiamo dormire sogni tranquilli e, almeno a breve termine, non è prevista nessuna introduzione dell’IMU prima casa.