Eccoci giunti nel periodo dell’anno in cui parte ufficialmente la corsa alla dichiarazione dei redditi. Quella del 2021 sarà piena di tantissime novità perché riguarderà l’anno della pandemia, quello in cui in molti hanno dovuto usufruire di ristori e sussidi per poter continuare a mandare avanti la propria attività o semplicemente per continuare a vivere una vita almeno dignitosa.

Le novità, poi, riguardano tutte le detrazioni fiscali alle quali si accede dopo aver sfruttato bonus come quello del 110% sulla ristrutturazione del palazzo al fine di migliorarne la classe energetica.

Come ogni anno, sarà reso disponibile dalla Agenzia delle Entrate il modello precompilato 730 che deve essere utilizzato dai lavoratori dipendenti e dai pensionati e poi il modello Redditi al quale invece accedono i titolari di partita Iva. Tutti i contribuenti che abbiano la residenza fiscale in Italia devono obbligatoriamente presentarla ogni anno, salvo alcuni casi per i quali è previsto l’esonero. Lo scopo è quello di fissare l’importo delle tasse dovute e di richiedere tutte le detrazioni fiscali accumulate nel corso dell’anno.

Dichiarazione dei redditi: le scadenze del 2021

Le scadenze sono tutte state posticipate. Anche per quest’anno infatti, il termine ultimo per presentare la dichiarazione dei redditi non sarà luglio e questo dipende dal fatto che la scadenza per la Certificazione Unica 2021, inizialmente prevista per il 13 marzo, è stato poi posticipata al 31 marzo, facendo quindi automaticamente slittare tutte le altre date. Le due cose sono necessariamente connesse perché l’Agenzia delle Entrate ricava dalla CU la maggior parte dei dati che inserisce nei modelli precompilati del 730 e del Redditi.

Il dl Sostegni, quindi, ha allungato i tempi, stabilendo che l’Agenzia metterà a disposizione il 730 precompilato a partire dal 10 maggio e non dal 30 aprile. Il termine ultimo per la presentazione da parte dei contribuenti, poi, è stato fissato al 30 settembre.

Per quanto riguarda il modello Redditi, invece, ci sono due scadenze da tenere a mente. Se si intende presentarlo in forma cartacea spedendolo tramite ufficio postale, allora lo si potrà fare tra il 2 maggio e il 30 giugno; se invece si vuole inviarlo in via telematica, allora la scadenza è fissata al 30 novembre.

Dichiarazione dei redditi 2021: tutte le novità

Come già anticipato all’inizio, sono tante le novità che riguardano la dichiarazione dei redditi 2021 in virtù dell’eccezionale situazione vissuta nel 2020. Quest’anno, entreranno per la prima volta nel modello 730 e nel modello Redditi il superbonus 110% (per il quale si può già richiedere la prima rata, fatto salvo che si sia optato per la cessione del credito) e tutti gli altri sgravi fiscali introdotti per contrastare la crisi dovuta all’emergenza pandemica. Rientrano anche il bonus per l’acquisto di bici e monopattini (quello per il quale ci fu il famoso click day lo scorso novembre), il bonus vacanze dell’importo di massimo 500 euro e, infine, il nuovo bonus Renzi in vigore dall’1 luglio 2020, consistente nel taglio del cuneo fiscale che ha portato a un aumento in busta paga per tutti i lavoratori dipendenti con reddito inferiore a 28mila euro.

Per quanto riguarda il modello Redditi (quello che deve essere compilato dai titolari di partita Iva), rientrano il bonus affitti, il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e la sospensione dei versamenti.

Per quanto riguarda la tracciabilità dei pagamenti, la Legge di Bilancio ha introdotto importanti novità in merito. Novità che si riversano anche sulla dichiarazione dei redditi di quest’anno, nella quale rientrano le detrazioni fiscali relative ad alcune spese.

La Legge di Bilancio dice che, per quanto riguarda il modello 730, è obbligatoria la tracciabilità dei pagamenti per poter accedere alle detrazioni fiscali del 19%. Inoltre, sono stati posti dei limiti di reddito per poter accedere ai rimborsi Irpef: a partire dai 120mila euro annui, lo sgravio di riduce progressivamente fino ad annullarsi per chi ha redditi superiori ai 240mila euro all’anno.

Dichiarazione dei redditi 2021: novità anche sulle spese sanitarie

Per quanto riguarda le spese sanitarie, alcune possono ancora essere effettuate in contanti senza che si perda la possibilità di accedere alle detrazioni spettanti. Queste sono: l’acquisto dei farmaci e di tutti i dispositivi medici, il pagamento di visite effettuate nelle strutture pubbliche e il pagamento di visite effettuate in strutture private ma comunque accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale.

Diverso è il discorso se le visite specialistiche vengono fatte in strutture private non convenzionale con il SSN. In questo caso, per poter accedere alle detrazioni, è obbligatorio pagare le prestazioni in modalità telematica (bancomat, carte di credito, bonifici) in modo che il pagamento possa essere tracciato e si possa accedere alla detrazione del 19%.

Dichiarazione dei redditi 2021: chi è obbligato a farla

Nel 2021, secondo le ultime direttive, sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi tutti coloro che hanno prodotto un reddito nel 2020 e tutti quelli che devono obbligatoriamente portare avanti le scritture contabili pur non avendo prodotto alcun reddito nel 2020 (per esempio i titolari di partita Iva).

I soggetti obbligati a farla sono: i lavoratori dipendenti che nel 2020 hanno avuto più datori di lavoro e che quindi sono in possesso di più Certificazioni Uniche, nel caso in cui l’imposta che corrisponde al reddito sia superiore di oltre 10, 33 euro del totale di tutte le ritenute subite; tutti i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto dall’Inps somme di denaro a titolo di integrazione salariale; tutti i lavoratori dipendenti che, anche in possesso di una sola CU, usufruiscono di detrazioni d’imposta non spettanti e di deduzioni dal reddito; i lavoratori dipendenti che hanno ricevuto retribuzioni da privati senza dover presentare per legge la ritenuta d’acconto; tutti i contribuenti che hanno maturato redditi sui quali l’imposta si applica separatamente; tutti i lavoratori dipendenti (ma solo se l’importo dovuto va oltra i 10, 33 euro per ogni addizionale) ai quali non sono state trattenute le addizionali comunale e regionale all’Irpef.

Queste le regole. Nella pratica, nel 2021 presentano il 730: tutti i lavoratori dipendenti più i pensionati e quelli che percepiscono mobilità, i soci delle cooperative agricole, i sacerdoti, i giudici e i titolari di cariche elettive, coloro che sono impegnati nello svolgimento di lavori socialmente utili, i lavoratori con contratto a termine in scadenza in meno di un anno.

Dichiarazione dei redditi 2021: chi ne è esonerato

I soggetti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi sono coloro che hanno facoltà di farlo, ma non sono obbligati. Questi sono tutti coloro che hanno come forma esclusiva di fonte di reddito un’abitazione principale o altri fabbricati; un lavoro subordinato come quello disciplinato dai contratti co.co.co; una borsa di studio; un reddito derivante da BOT o titoli di Stato soggetti a imposta sostitutiva; redditi soggetti a imposta sostitutiva diversi da quelli soggetti a cedolare secca.

Ci sono poi coloro che sono esonerati dall’obbligo a causa dei limiti del loro reddito. Cioè: introiti al di sotto dei 500 euro derivanti terreni e fabbricati; reddito nel limite di 8mila euro derivante da un lavoro dipendente svolto in non meno di 365 giorni all’anno; reddito di pensione nel limite di 7.750 euro sempre negli stessi limiti di giorni; reddito derivante da pensione o altro, nei limiti di 8mila euro, per i contribuenti dai 75 anni di età in su.

Ancora, sono esentati coloro il cui reddito è rappresentato da un assegno ricevuto periodicamente dal coniuge (escluso quello per il mantenimento dei figli) entro il limite di 7.750 euro all’anno; i redditi derivanti da un lavoro assimilabile a quello dipendente entro i limiti di 4.800 euro (è il caso per esempio dei liberi professionisti che lavorano in ritenuta d’acconto); il reddito derivante da compensi per lo svolgimento di attività sportiva dilettantistica nei limiti di 28.158,28 euro.

Dichiarazione dei redditi 2021: attenzione all’eccezione!

Come ha specificato la stessa Agenzia delle Entrate sul suo portale, ci sono alcuni lavoratori o pensionati che, pure avendo presentato il modello 730 della dichiarazione dei redditi, hanno necessità di compilare anche alcune voci del modello Redditi. Vediamo chi sono.

Devono compilare il quadro RM tutti coloro che nel 2020 hanno percepito capitali dall’estero sui quali non siano state applicate le ritenute previste dalla normativa fiscale italiana; interessi e premi da titoli o obbligazioni (sia pubblici che privati) sempre nel caso in cui non siano già state soggetti a trattenute; guadagni derivati da depositi per i quali è prevista un’imposta pari al 20%; guadagni derivanti dal noleggio, anche occasionale, di imbarcazioni e navi da diporto per i quali è anche prevista un’imposta pari al 20% e, infine, trattamenti di fine rapporto erogati da soggetti che non hanno qualifica di sostituto d’imposta.

Compilano il modulo RW i contribuenti che nel corso del 2020 hanno investito o avuto attività finanziarie all’estero.

Infine, compilano il quadro RT tutti i contribuenti che nel 2020 hanno realizzato plusvalenze da partecipazioni non qualificate, fatto salvo che si tratti di quelle scaturite da cessioni di partecipazioni in società che hanno la residenza in Paesi a fiscalità privilegiata; e tutti quelli che hanno realizzato minusvalenze da partecipazioni sia qualificate che non qualificate o hanno subito perdite da rapporti da cui potrebbero derivare altri redditi. Perdite che hanno intenzione di riportare poi negli anni successivi.