Dichiarazione dei redditi 2021: Modificarla cosa comporta?

La dichiarazione dei redditi precompilata può essere accettata così com’è e inviata tramite i canali specificati dall'Agenzia delle Entrate. Può, inoltre, essere modifica o integrata e, successivamente, spedita all’ente. Nel secondo caso, però, possono scattare dei controlli formali da parte del Fisco, per verificare se le informazioni inserite corrispondono alla situazione reale reddituale del contribuente.

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L’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei lavoratori dipendenti e dei pensionati il 730 precompilato  a partire dal 10 maggio 2021.

La documentazione relativa alla dichiarazione dei redditi si può trovare presso il sito dell’ente, all’indirizzo www.agenziaentrate.gov.it. I contribuenti possono inviare il modello 730 precompilato fino al 30 settembre 2021. Per chi, invece, presenta il modello Redditi la scadenza è fissata al 30 novembre 2021. 

È possibile inviare la documentazione così come è stata predisposta dall’Agenzia delle Entrate, ma anche fare delle modifiche, o delle integrazioni. Se il contribuente apporta delle modifiche al documento, le conseguenze in termini di controlli possono trasformare notevolmente la corresponsione di un ipotetico rimborso. 

Se il cittadino accetta la dichiarazione precompilata vi è un’esenzione dai controlli formali. Se, invece, procede a modificare la documentazione precompilata, scattano i controlli che sono diversi a secondo del soggetto che ha presentato e inviato i documenti, ovvero il contribuente, il sostituto d’imposta, il CAF o il professionista abilitato.

Dichiarazione dei redditi 2021: da quando è disponibile

La data di invio di tale documentazione è stata fissata a partire dal 19 maggio 2021. L’Agenzia delle Entrate, entro cinque giorni da questa spedizione, fornisce una ricevuta al contribuente che contiene lo stesso numero di protocollo telematico della richiesta. Nel file di presentazione sono indicati la data di invio della pratica e il riepilogo dei dati contabili.

La data di invio della documentazione della dichiarazione dei redditi precompilata per i titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, in origine doveva avvenire entro il 15 aprile di ogni anno, riferibile al periodo di imposta precedente. Lo definiva Il D.Lgs. n. 175/2014 all’art. 1:

[… ] l'Agenzia delle entrate […] rende disponibile telematicamente, entro il 15 aprile di ciascun anno […] la dichiarazione precompilata relativa ai redditi prodotti nell'anno precedente, che può essere accettata o modificata.

La scadenza è stata poi prorogata al 30 aprile, tramite il D.L. n. 124/2019, all’art. 16-bis. Con questo articolo viene di fatto modificato l’art. 1 del D.Lgs. n. 175/2014.

L’anno scorso, con il D.L. n. 9/2020, viene spostata ulteriormente la data di presentazione della dichiarazione dei redditi al 5 maggio 2020, ma solo per quell’anno. Quest’anno il decreto Sostegni la posticipa ulteriormente, prorogandola al 10 maggio 2021. 

La dichiarazione precompilata può essere: accettata, modificata o integrata. Accetta è quando il contribuente prende visione dei documenti relativi alla dichiarazione e li accetta così come sono. Quando nella dichiarazione precompilata vengono azzerati solo i dati proposti dall’Agenzia, la dichiarazione si considera modificata. Se nella dichiarazione precompilata vengono inseriti dei dati in più rispetto a quelli proposti dall’Agenzia delle Entrate (ad esempio un ulteriore familiare a carico) o un dato viene inserito in una riga precompilata in modo parziale, viene definita integrata.

Dichiarazione dei redditi precompilata: come accedere alla documentazione

Il contribuente, per accedere alla dichiarazione dei redditi precompilata, deve autenticarsi nella sua area personale, attraverso vari strumenti di autenticazione. Le credenziali possono essere diverse. Quelle del Fisconline, rilasciate dall’Agenzia delle Entrate, seguendo le modalità riportate nell’apposita sezione del sito internet dell’ente.

In alternativa il contribuente può autenticarsi con la Carta d’identità elettronica (CIE); la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o identità SPID; le credenziali dispositive rilasciate dall’INPS,  dalla Guardia di Finanza, o da altri soggetti individuati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Data di invio della dichiarazione dei redditi precompilata

L’Agenzia delle Entrate a partire dal 19 maggio 2021 ha “sbloccato” la dichiarazione dei redditi precompilata, aprendo il canale telematico e permettendo di fatto l’invio della stessa.

Può accadere che il contribuente non invii la dichiarazione come è stata proposta dall’Agenzia delle Entrate, in quanto potrebbe correggerla o integrarla per vari motivi. La precompilata, infatti, è una bozza che l’ente propone e che deve in ogni caso essere verificata, in quanto potrebbero non essere presenti tutti gli elementi necessari per rappresentare in modo fedele la condizione reddituale reale del contribuente.

La modifica della modulo della dichiarazione dei redditi comporta il verificarsi di maggiori controlli da parte dell’Agenzia dei Entrate.

Accettare e inviare la dichiarazione dei redditi precompilata senza alcuna modifica

La documentazione del 730/2021 viene considerata accettata quando il modulo viene trasmesso senza nessuna modifica dei dati presenti nella dichiarazione precompilata, ossia con modifiche che non condizionano la determinazione del reddito o dell’imposta.

L’art.5 del D.Lgs 175/2014 rappresenta la regola base e norma questo aspetto relativo alla presentazione della dichiarazione dei redditi accettata e inviata senza alcuna modifica. L’articolo, infatti, afferma che:

nel caso di presentazione della dichiarazione precompilata, direttamente ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, senza modifiche non si effettua il controllo formale sui dati relativi agli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti dai soggetti terzi […]. Su tali dati resta fermo il controllo della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto alle detrazioni, alle deduzioni e alle agevolazioni.

Tra queste modiche rientrano le indicazioni o la correzione dei dati anagrafici del contribuente. Dall’eccezione però si esclude il Comune del domicilio fiscale, che non deve essere modificato in quanto potrebbe comportare dei problemi per la determinazione delle addizionali regionale e comunali relativi all'IRPEF.

Rientrano nelle modifiche che non condizionano la determinazione del reddito o dell’imposta l’indicazione, o la modifica, sia del codice fiscale del coniuge non a carico dal punto di vista fiscale sia dei dati identificativi del soggetto che eseguono il conguaglio.

Non comporta una modifica sostanziale la compilazione del quadro I atto a scegliere l’uso in compensazione, parziale o totale, dell’eventuale credito risultante dal modello 730. Scegliere o meno di versare in misura inferiore gli acconti dovuti (rigo F6, colonne da 1 a 6). Richiedere di suddividere le somme dovute a titolo di saldo e acconto in rate mensili, secondo la normativa vigente (rigo F6, colonna 7).

Accettare la dichiarazione così come viene precompilata ha il vantaggio di essere esenti dai controlli formali dell’ente, anche se esiste la possibilità di un controllo relativamente alle condizioni soggettive che permettono le detrazioni (agevolazioni, familiari a carico, oneri certificati dai sostituti d’imposta). Con l’accettazione, inoltre, diventano definitivi gli eventuali crediti, i quali non verranno controllati e saranno direttamente rimborsati.

Non avvengono, invece, controlli formali sui dati forniti dai soggetti terzi. Questa è una conseguenza logica, in quanto il controllo effettuato sugli oneri e sui redditi forniti da soggetti terzi all’Agenzia delle Entrate sarebbero regolari. Su tali dati, però, possono essere fatti i controlli in merito alla fondatezza delle condizioni soggettive che permettono le detrazioni  (agevolazioni, familiari a carico, oneri certificati dai sostituti d’imposta). 

Dichiarazione dei redditi precompilata modificata: cosa succede?

Quando il contribuente rifiuta di usare la dichiarazione precompilata, procede alla modifica della stessa. Una volta terminata tale operazione, sempre utilizzando i canali di compilazione, procede all’invio. Le motivazioni possono essere diverse.

Ci sono alcuni tipi di reddito che non sono presenti nella dichiarazione precompilata, in quanto l’Agenzia delle Entrate, come da sua stessa ammissione presente nelle FAQ, al momento dell’elaborazione della documentazione relativa alla dichiarazione dei redditi non possiede queste indicazioni.

Ci sono delle aree della dichiarazione che non sono precompilate, ossia i redditi derivanti da pensione estere, da inserire nel quadro C del 730; i redditi di lavoro dipendente corrisposti da un soggetto che non risulta obbligato a emettere le ritenute d'acconto o prestato all'estero; determinati redditi ( ad esempio i redditi di terreni e fabbricati ubicati all'estero) da indicare nel quadro D del 730; i redditi di capitale documentati nella Certificazione degli utili e dei proventi equiparati (CUPE) o deducibili da altri documenti rilasciati da società emittenti, estere o italiane, o dai soggetti intermediari.

Se questi redditi sono stati percepiti dal contribuente nell'anno d'imposta, quest’ultimo deve modificare la sua dichiarazione precompilata mettendo le informazioni corrette. Solo dopo potrà procedere all’invio della documentazione. 

Modifica della dichiarazione precompilata: quali sono le conseguenze?

Cosa succede se, prima di inviare la dichiarazione precompila, la si modifica? Le conseguenze sono diverse a seconda di chi ha inviato la documentazione relativa alla dichiarazione dei redditi, ovvero direttamente il contribuente, il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale, il CAF o un professionista abilitato.

Se la modifica da parte del contribuente, o del sostituto d’imposta, risulta allertare il Fisco, scattano i controlli formali come afferma l’ex art.36-ter del DPR 600/73

Gli uffici periferici dell'amministrazione finanziaria, procedono, […] al controllo formale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d'imposta sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministro delle finanze, tenendo anche conto di specifiche analisi del rischio di evasione e delle capacità operative dei medesimi uffici.

Le modiche che fanno scattare i controlli da parte del Fisco devono incidere sull’imposta dovuta, come, ad esempio, l’inserimento di un reddito, di un onere detraibile o deducibile. Tutti i controlli che vengono effettuati sono sugli oneri detraibili o deducibili, comprese le spese sanitarie, universitarie, funebri ( spese comunicati da soggetti terzi).

I controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate possono avvenire usando la via automatizzata o attraverso la verifica della documentazione, entro 4 mesi dalla fine dell’invio della dichiarazione dei redditi.

Se la presentazione della dichiarazione precompilata, modificata e non, viene inviata da un CAF o da un professionista abilitato, il controllo da parte del Fisco viene effettuato nei confronti del CAF o del professionista abilitato.