Dividendi, ecco come vengono tassati in Italia!

Come vengono tassati in Italia i dividendi delle società di capitali? Giusto per intenderci, stiamo parlando delle S.p.A., S.a.p.a., S.r.l. e S.r.l.s..

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Come vengono tassati in Italia i dividendi delle società di capitali? Giusto per intenderci, stiamo parlando delle S.p.A., S.a.p.a., S.r.l. e S.r.l.s.. Gli azionisti che ricevono la loro periodica cedola, quanto devono lasciare allo Stato di tasse nel momento in cui questa viene staccata? In questo articolo ci vogliamo soffermare su un particolare argomento, che sta a cuore a molti investitori nel momento in cui arrivano i dividendi: di quanto devono essere tassati se a riceverli sono delle persone fisiche.

Quando si parla di dividendi percepiti dagli eventuali soci di una società di capitali, è necessario riferirsi agli articoli 44 e 46 del Tuir. Questa normativa, purtroppo, non ci fornisce una specifica definizione di cosa siano i redditi da capitale, ma ci presenta un elenco di quelle che sono le tipologie reddituali.

Fatta questa importante premessa, possiamo partire dando un'informazione importante. Nella tassazione dei dividendi è importante definire la loro provenienza. Quelli che andremo a trattare in questo articolo sono principalmente quelli che provengono da capitali, che sono stati impiegati in attività finanziarie di partecipazione. Chiariamo ancora meglio: stiamo parlando dei cosiddetti dividendi di partecipazione. Ci stiamo riferendo ai redditi che sono stati erogati dalle società di capitali ai propri soci. I dividendi sono tassati in maniera diversa a seconda della tipologia di partecipazione che il contribuente detiene nella società.

Dividendi, come vengono tassati nel 2022!

Quando si parla di tassazione dei dividendi è necessario fare riferimento alla Legge di Bilancio 2018, che ha provveduto ad equiparare la tassazione che grava sulle persone fisiche, che non siano in regime di impresa, ma che detengano delle partecipazioni qualificate o meno, alla tassazione con aliquota fissa la 26%. Entrando un po' di più nello specifico, è necessario mettere in evidenza che quando ci sono dei dividendi che vengono distribuiti da delle società di capitali, che abbiano la residenza nel nostro paese e questi derivino da partecipazioni qualificati, la tassazione - a partire dallo scorso 2019 - dovrà essere condizionata dal soggetto che riceverò questi dividendi:

  • questi saranno sottoposti alla ritenuta alla fonte del 26%, sull'intera base imponibile per le persone fisiche, che non abbiano adottato il regime di impresa. In questo caso il contribuente non dovrà portare proprio nulla sulla dichiarazione dei redditi, perché sarà la società ad effettuare e versare la ritenuta d'acconto. Sempre la società sarà tenuta a presentare la Cupe ed il relativo Modello 770;
  • le persone fisiche che operano in regime di impresa - quindi le ditte individuali - e le società di persone avranno una base imponibile pari al 58,14%, con l'esenzione del 41,86%. Su questa base imponibile saranno tenute ad applicare le aliquote Irpef ordinarie;
  • nel caso in cui a ricevere il dividendo sia una società di capitali, la base imponibile sarà pari al 5%, con esenzione del 95%.

Dividendi, la tassazione per le partecipazioni non qualificate

Nel caso in cui i dividendi siano distribuiti da società residenti, ma questa volta derivino da partecipazioni non qualificate, la tassazione che dovrà essere applicata varia a seconda del soggetto che la riceve, seguendo questo schema:

  • le persone fisiche che non sono titolari di una partita Iva subiranno una ritenuta alla fonte del 26%. Anche in questo caso non dovrà essere riportato nulla sulla dichiarazione dei redditi, perché è la stessa società che effettua la ritenuta d'acconto. La società dovrà presentare la Cupe ed il relativo Modello 770;
  • per le persone non titolari di partita Iva e residenti all'estero vi sarà una ritenuta alla fonte del 15%. Anche in questo caso, la società dovrà presentare la Cupe ed il relativo Modello 770;
  • se il contribuente ha la partita Iva, la base imponibile sarà pari al 58,14% (esenzione del 41,86%). Dovranno essere applicate le aliquote ordinarie;
  • base imponibile pari al 5% (esenzione del 95%) per le società di capitali. Attenzione: in questo caso l’esenzione è totale se la società considerata ha optato per il regime di trasparenza (tassazione in IRPEF direttamente in capo ai soci).

Dividendi, come si calcola l'esenzione imponibile

Una domanda che molti nostri lettori si porranno è perché la base imponibile per le persone fisiche, che operano in regime di impresa, sia proprio pari al 58,14%? Purtroppo, questa è un'eredità che ci arriva dalla Legge Finanziaria del 2008, che in un passaggio recitava:

Il comma 38 dell’art. 1 della citata legge finanziaria 2008 prevede, in particolare, che in relazione alla riduzione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, dal 33 al 27,5 per cento dell’aliquota dell’imposta sul reddito delle società, le percentuali indicate nei richiamati articoli del Tuir sono proporzionalmente rideterminate [...]. Nel procedere con il presente decreto all’adeguamento delle suddette percentuali di concorso al reddito complessivo, ci si è attenuti al rispetto di tali criteri sistematici. In questo senso, dunque, la misura del 49,72 per cento, indicata nell’articolo 1, è idonea a garantire un prelievo aggiuntivo Irpef tale da portare il prelievo complessivo (società-socio) al 43 per cento. In particolare, ipotizzando un utile prima dell’IRES pari a 100 e, quindi, un dividendo distribuibile pari a 72,5, la misura del 49,72 per cento si ricava dalla formula (15,50/72,5*0,43) e consente di prelevare un importo a titolo di Irpef di 15,50 che sommato al prelievo Ires pari dal 2008 a 27,5 determina un prelievo complessivo pari a quello che si otterrebbe assoggettando l’utile lordo al 43 per cento.

Applicando lo stesso ragionamento oggi, con un'aliquota Ires al 24% ed un'aliquota Irpef marginale del 43%, e sostituendo i relativi valori, otteniamo proprio il 58,14%.