Il testo del provvedimento da 40 miliardi di euro che andrebbe ad integrare il primo decreto Sostegni è stato presentato durante una riunione di maggioranza e scade il termine di attesa per l’approvazione del testo definitivo.

Il DL Sostegni bis arriverà sul tavolo del Consiglio dei Ministri.

Hanno partecipato alla riunione di maggioranza i sottosegretari al Mef, il ministro dell’Economia Daniele Franco, la viceministra Laura Castelli, il ministro dei rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e i rappresentanti dei partiti di maggioranza.

Tante novità sui nuovi aiuti, ristori per le imprese, i lavoratori e le famiglie che continuano ad essere in difficoltà a causa del Covid-19.

Focus sulle Partite Iva, sostegni alle attività che non hanno ancora potuto riaprire e ai lavoratori autonomi a prestazione occasionale senza Partita Iva.

Mentre è stata votata la fiducia alla Camera al governo sul primo decreto Sostegni da 32 miliardi di euro, nel frattempo si attende il via libera del CdM al DL bis che in primis dovrebbe varare un importante "pacchetto salva lavoro” in vista del fine blocco licenziamenti previsto per il 30 giugno 2021.

Pacchetto lavoro Orlando DL Sostegni Bis

Nel decreto Sostegni bis il “pacchetto lavoro” del ministro del lavoro Andrea Orlando prevede l’estensione del contratto di espansione alle aziende con almeno 100 dipendenti e un limite in vigore al momento di 250 dipendenti, che permetterà a molti lavoratori di anticipare la pensione di 5 anni, quindi diversi anni prima del previsto.

La misura verrebbe a costare tra i 200 e i 300 milioni di euro.

Previste anche misure per mantenere i livelli occupazionali anche dopo la fine del blocco licenziamenti con incentivi alle imprese e un paracadute licenziamenti.

Soprattutto si parla del contratto di ricollocazione o rioccupazione, ovvero una tipologia di contratto da applicare a tutti i settori legati ad un periodo di prova e un percorso di formazione, con sgravi contributivi al 100% per sei mesi e l’obbligo di restituire tutto nel caso il lavoratore non venga assunto.

Previsto anche un contratto di solidarietà per le imprese che hanno registrato cali di fatturato del 50% per una retribuzione al 70% ma con l’obbligo per l’azienda di mantenere i livelli di occupazione.

Per i settori turismo e ristorazione, tra i più colpiti dalla crisi del Covid, il pacchetto lavoro Orlando ha pensato ad un paracadute licenziamenti, un sistema cioè che prevede sgravi contributivi al 100% per le aziende che confermano il lavoratore dopo la fine della cassa integrazione Covid.

Tra gli aiuti previsti da DL Sostegni bis anche un nuovo bonus stagionali 2021 per due mensilità per un totale di 2.400 euro.

Bonus stagionali settori turismo, sport, spettacoli e agricoli: a chi spetta e quanto

Confermati i Bonus stagionali 2021, nuovi indennizzi per i lavoratori stagionali e occasionali anche senza Partita Iva, i lavoratori del settore turismo, sport e spettacolo e lavoratori del settore agricolo, questi ultimi penalizzati dal Covid e precedentemente esclusi dai sostegni.

Si tratta di due ulteriori mensilità del bonus Inps da 2.400 euro per i lavoratori stagionali e del turismo, gli importi per i lavoratori dello sport potrebbero variare e potrebbe essere riconfermato un contributo variabile tra i 1.200 e i 1.600 euro.

I lavoratori agricoli attendono un nuovo bonus dopo l’esclusione dagli aiuti nel marzo 2021 e il contributo potrebbe essere di 1.200 euro se si farà riferimento al decreto Rilancio oppure di 2.400 euro se ci si baserà sul bonus stagionali 2021 del primo decreto Sostegni.

Nel caso specifico degli autonomi a prestazione occasionale, senza partita Iva, il contributo eroga 2.400 euro in un unico versamento e il requisito è essere stati titolari di un contratto a prestazione occasionale tra il 1 gennaio 2019 e il 23 marzo 2021.

Necessario anche essere iscritti alla Gestione separata INPS e aver versato in questo lasso di tempo almeno un mese di contributi all’Istituto.

Proroga reddito di emergenza e degli sfratti 

Con il DL Sostegni bis nuovi aiuti alle famiglie in difficoltà con una proroga di 4 mesi del Reddito di emergenza e 500 milioni di euro ai Comuni per gli affitti e i buoni spesa.

Le 4 nuove mensilità del Reddito di emergenza riguarderanno i mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, dopo le tre del primo decreto Sostegni che hanno coperto marzo, aprile e maggio 2021.

Le modalità di assegnazione delle nuove mensilità del Reddito di emergenza dovrebbero essere le stesse del primo decreto Sostegni di marzo 2021.

Se le modalità di assegnazione delle nuove mensilità del Rem restassero quelle del primo decreto Sostegni, l’assegno da 400 a 800 euro mensili per nuclei familiari in difficoltà dovrebbe spettare a chi ha:

. residenza in Italia

. un valore del reddito familiare inferiore a una soglia pari all’ammontare del beneficio

Un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2020, verificato al 31 dicembre 2020, inferiore a 10.000 euro. Tale soglia è elevata a 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro.

La soglia e il massimale aumentano di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

. un valore ISEE inferiore a 15.000 euro, attestato dalla DSU valida al momento di presentazione della domanda.

Sfratti sì ma con gradualità

Grazie all’approvazione di un emendamento al decreto Sostegni da aparte delle Commissioni di Bilancio e Finanze del Senato, la ripartenza degli sfratti è stata fissata in tre tempi.

I primi sfratti ripartiranno dal 1 luglio 2021, solo per le esecuzioni iniziate prima dell’arrivo della pandemia da Coronavirus. Nel testo del DL Sostegni bis la proroga degli sfratti, con doppia data:

. fino al 30 settembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020

. fino al 31 dicembre 2021 per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021.

Nessuna proroga invece per gli sfratti già esecutivi prima dell’emergenza, con blocco fino al 30 giugno 2021, ma con gradualità, la ripartenza degli sfratti è stata fissata sulla base di tre scaglioni temporali diversi.

Le procedure di esecuzione degli sfratti avverranno dunque sulla base della data in cui lo sfratto è divenuto esecutivo:

. dal 1 luglio 2021 per le morosità sorte in precedenza al 28 febbraio 2020

. dal 1 ottobre 2021 per le morosità avvenute tra il 28 febbraio 2020 e il 30 settembre 2020

Dal 1 gennaio 2022 per le morosità tra il 1 ottobre 2020 e il 30 giugno 2021

La soluzione proposta dal governo delude Confedilizia che chiede una sblocco immediato degli sfratti

“La nostra posizione è chiara: il blocco degli sfratti è, in sé, un abuso, perché priva i proprietari di un diritto sancito da un giudice, quello di tornare in possesso del proprio immobile, spesso dopo anni di mancate entrate, di spese e di tasse. A nostrro avviso quindi, al 30 giugno 2021 – dopo ben 16 mesi di sospensione del diritto – il blocco deve cessare per sempre e per tutti”

Spiega il presidente Giorgio Spaziani Testa.

Con i nuovi sostegni del DL bis si parla anche di aiuto per i giovani under 36, in arrivo un bonus mutui prima casa e agevolazioni sulle imposte dirette.

Bonus prima casa under 36 Sostegni bis: gli esclusi 

 Il bonus prima casa under 36 dovrebbe fornire una garanzia statale al 100% sui mutui allargando la platea dei beneficiari del Fondo Gasparrini anche ai giovani, senza il vincolo del contratto di lavoro atipico.

Le misure di agevolazione interesseranno solo gli under 36 e la notizia è stata accolta con entusiasmo dai giovani, tuttavia sui social network si sono scatenate le proteste degli over 36 che a quanto pare, dovranno continuare a faticare per pagare il mutuo della prima casa, senza beneficiare di agevolazioni, nonostante la crisi della pandemia abbia colpito tutti indistintamente.

I delusi bonus prima casa si chiedono come si è arrivati a definire la fascia d’età dei giovani da sostenere e come si è potuto scegliere di non applicare la retroattività alla misura in questione.

Partite Iva: doppio binario per i contributi a fondo perduto

I nuovi aiuti alle imprese del dectreto Sostegni bis ha deciso di aumentare i fondi per le imprese, destinando alle Partite Iva 18 miliardi di euro per i nuovi contributi a fondo perduto a fronte dei 14 miliardi inizialmente previsti.

Un bonus Partite Iva in due tempi, scandito da un acconto sulle perdite di fatturato e da un saldo sui dati di bilancio.

Per chi ha già beneficiato dei ristori del primo decreto Sostegni i pagamenti arriveranno in automatico sul conto corrente bancario, mentre una volta approvati i bilanci le imprese potranno richiedere un’integrazione ulteriore dell’indennizzo.

L’esecutivo ha dunque deciso di approvare una doppia via di indennizzo del fondo perduto in base al fatturato, calcolando le perdite e quindi gli indennizzi:

. sul 2020 rispetto al 2019 e in questo caso i ristori saranno automatici

. sul periodo 1 aprile 2020-31 marzo 2021 rispetto al periodo 1 aprile 2019- 31 marzo 2020, in questo caso con apposita domanda da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Fondo di 4 mld per le attività rimaste chiuse

Decreto sostegni bis con misure create ad hoc per le attività che con il decreto del 17 maggio 2021 sono rimaste chiuse, come sale da ballo, da gioco e di attività ricreative al chiuso.

“Un fondo che concederà una sorta di forfait, sarò gestito da Mise e Mef”

afferma il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti.

Un incentivo in sostegno alle attività dopo oltre 300 giorni di chiusura.