Governo al lavoro per portare in settimana alla firma del presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, il nuovo decreto sostegni. Non più ristori, ma misure a sostegno di tutto il mondo imprenditoriale. Un primo assaggio c'è stato con la comunicazione del MEF che dal 1 marzo annuncia la ripresa dell'invio degli avvisi ma scaglionati su due anni, e nello stesso tempo ha interrotto il decorrere di interessi e sanzioni per chi non ha pagato entro il 1 marzo le rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio precedente. Con molta probabilità saranno cancellati i debito oltre i 5.000 euro. Mentre il governo Draghi si appresta a dare un sostegno fino a 150.000 euro a tutte le partite IVA senza far riferimento ai codici Ateco. Sarà sufficiente un'autocertificazione di perdita di fatturato per avere il sostegno economico.

Proroga pagamenti per partite Iva

Con un comunicato, come accade quando ancora non è pronto il decreto, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha annunciato che è in fase di redazione la normativa, che prevede una proroga per il pagamento delle rate delle rottamazione ter delle cartelle esattoriali e del saldo e stralcio. Si tratta nello specifico della sesta rata del 2020 e della prima rata 2021. Essendo un comunicato del MEF a tutti gli effetti l'Agenzia delle Entrate non potrà richiedere il pagamento di queste rate, nè tantomeno applicare sanzioni ed interessi. Nel Comunicato Stampa N° 36 del 27/02/2021 si legge

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che è in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” (articoli 3 e 5 del DL n. 119/2018) e del “saldo e stralcio” (art. 1 commi 190 e 193 della Legge 145/2018).

Il termine riguarda le rate del 2020 ancora non versate a cui si aggiunge la prima rata del 2021 della rottamazione-ter.

Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al 1° marzo 2021 e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto​.

Agenzia delle Entrate: cancellazione debiti e rottamazione quater

Dal comunicato stampa del MEF non è chiaro fino a quando il differimento avrà validità. Ma secondo diverse fonti, si arriverà fino a giugno per poter armonizzare tutta la macchina della riscossione. A tal proposito si sta discutendo, come da mesi richiede anche la Lega di Matteo Salvini, di cancellare i debiti vecchi di valore non superiore a 5.000 euro, relative alle cartelle emesse dopo il 2015. Insomma una pace fiscale, anche se a pagarla saranno i contribuenti che negli anni hanno sempre pagato le tasse e puntualmente. Un intervento che punta anche ad alleggerire il lavoro dell'Agenzia delle entrate-riscossione che ha in pancia quasi mille miliardi di arretrato sulle cartelle. La maggior parte di difficile recupero. Cosa succede per le cartelle oltre i 5.000 euro. L'idea è di proporre una nuova rottamazione, la quater, in due anni consentendo ai debitori dello Stato di pagare solo il valore nominale della cartella senza interessi e sanzioni. Ma tutto ciò probabilmente a giugno, proprio per far partire in maniera sincrona l'intera macchina tributaria. Da qui l'idea ormai verso il consolidamento di posticipare i termini dei pagamenti della rottamazione ter a giugno

Cosa sono le cartelle esattoriali e la rottamazione usate dall'Agenzia delle Entrate

Quando un tributo, imposta o tassa non è pagata, l'ente di pubblica amministrazione creditrice richiede l'emissione di una cartella esattoriale. Questa è una sollecitazione di pagamento che lo Stato invia al cittadino debitore nei confronti della pubblica amministrazione. Si dice che il debito è iscritto a ruolo. Nella cartella sono riportati le tipologie di imposte non pagate e l'importo che deve essere versato, aumentato degli interessi legali, delle sanzioni e delle spese di notifica. Ad esempio un bollo auto di un veicolo societario non pagato, fa scattare entro 5 anni una cartella esattoriale in capo alla società con partita IVA che è proprietaria del veicolo. Per recuperare questa somma fu creato un ente ad hoc, Equitalia che gestiva l'attività di esattore per conto dell'Inps e dell'Agenzia delle Entrate. Poi Equitalia è stata inglobata nell'Agenzia delle Entrate come ente di riscossione. 

Gli eventi che si sono scatenati con il Covid hanno messo in ginocchio milioni di italiani, imprese, partite IVA ed autonomi. La scadenza nel 2020 delle rate della rottamazione ter e del saldo e stralcio avviati nel 2018, non poteveano essere onorate. Da qui l'intervento del governo Conte 2 di congelare i pagamenti e riprenderli appunto dal 1 marzo senza interessi e sanzioni. Quando si parla di rottamazione si può pensare ad una sorta di condono che consente allo Stato di incassare con molto ritardo le somme a credito, e ai contribuenti di non pagare anche gli interessi (se non quelli dellì'eventuale rateizzazione pari al 2% dell'importo) e le sanzioni. 

Il contribuente può scegliere se eseguire il pagamento in un’unica soluzione o rateizzato.

Come funziona invece il saldo e stralcio

Diversamente dalla rottamazione, il saldo e stralcio è dedicato alle persone fisiche. I debiti sono quelli relatvi ai tributi che generalmente i comuni cittadini sono chiamati a pagare: IMU, bollo auto, TARI, altre imposte locali. 

A poter beneficiare del saldo e stralcio solo coloro che versano in condizioni di grave difficoltà economica certificato con ISEE. Cioè quando il reddito ISEE di tutto il nucleo familiare non supera i 20.000 euro l’anno. O quando la richiesta di saldo e stralcio avviene dopo che sia stata presentata una procedura di liquidazione.

La misura introdotta nel 2019 prevedeva la possibilità di saldare i debiti maturati tra il 2000 e il 2017, applicando tre aliquote differenti. Le aliquote variano dal 16% al 36% sulla base del reddito ISEE dichiarato. E il pagamento avviene sottoforma di rate. La penultima, pari al 15% che era stata congelata dai vari decreti, dovrà essere ripresa a partire dal primo marzo, ma come ha comunicato il MEF con probabilità ci sarà un'ulteriore proroga che sarà indicata nel decreto sostegni in arrivo.

Addio codici Ateco. Draghi: bonus per tutte le partite IVA

Non si parla più di ristori, parola che lo stesso Draghi aveva cancellato nel suo discorso di insediamento alle Camere, ma di sostegno. Il decreto che vedrà la luce in questa settimana infatti prenderà il nome di Drecreto Sostegni. Per la prima volta non ci saranno algoritmi complicati e discriminazioni tra le varie forme di impresa. La proposta che sta avanzando è un bonus a fondo perdute per tutte le partite Iva, fino a 150.000 euro come tetto massimo per quelle aziende che hanno un fatturato superiore a 5 milioni di euro. Le modalità con cui si potrà richiedere il contributo a fondo perduto sarà molto semplice. Un'autocertificazione con cui dichiarare una riduzione del fatturato del 2020 rispetto a quello del 2019 pari o superiore al 33%. Quindi spariscono i codici ateco con i quali nei 4 decreti ristori l'ex governo aveva cercato di dare somme a quelle attività che avevano avuto i maggiori danni derivanti dalle chiusure e dalle restrizioni. Ma come aveva spiegato l'ex ministro del MEF, Roberto Gualtieri, l'uilizzo dei codici ATECO era per dare una risposta immediata alle imprese che erano state maggiormente colpite, anche se erano state lasciate fuori le cosiddette aziende filiera. E va via anche il confronto di fatturato su mesi. Il nuovo parametro è l'intero anno 2020 confronto a livello di fatturato con quello dell'anno precedente. Si guarderà, come requisito, alla partita Iva, rientrando così anche gli autonomi e i professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto dei mesi precedenti.

La strada del nuovo decreto sostegni parte da un fondo che era stato già approvato dal Parlamento come ulteriore scostamento di bilancio: ben 32 miliardi.