Bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali rientrano nelle novità di giugno 2021. I dossier sul tavolo del premier sono ormai sparigliati, nell’ultimo periodo il silenzio di Draghi ha avuto un oggettivo disorientamento su gran parte dei lettori. Le novità del decreto Sostegno sono molteplici, ma almeno tre hanno potenziato l’interesse pubblico. Il Presidente Mari Draghi entro il mese di giugno mette fine ai debiti emessi dal 2015, questa è una delle proposte presenti nel decreto Sostegno. In altre parole, chi ha tralasciato di pagare il bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali può tirare un respiro di sollievo.

Il governo Draghi con la sostituzione definitiva del decreto Ristori quinquies e l’introduzione del nuovo decreto Sostegno introdurrà una serie di benefit a tutela delle famiglie, lavoratori e imprese. D’altronde il premier è stato chiarissimo da subito, manifestando il dissenso ai sussidi a vita. Nello stesso tempo, sta operando su aiuti da distribuire in forma diversa. Ecco, perché parleremo della cancellazione del bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali nelle cartelle di pagamento, senza tralasciare la scadenza di giugno 2021.

Bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali: la sorpresa inaspettata

Nella bozza del decreto Sostegno è presente una concreta forma di tolleranza fiscale, rivolto all’aver procrastinato le cartelle di pagamento. Il che ci porta al secondo punto che investe indirettamente il bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali non regolarizzate dal 2015.

La nuova Pace fiscale che dovrebbe approdare entro giugno 2021, prevede un Saldo e stralcio molto più ampio rispetto al passato e un mini condono per i debiti inesigibili. Il programma giunge in uno dei momenti più critici della storia italiana.

Un provvedimento che andrebbe a favore dei tantissimi contribuenti che vedrebbero con il Saldo e stralcio sbrandellato il debito esattoriale e col mini condono azzerati parte dei debiti di cartelle contenente Bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali. Per il momento, sappiamo che il Saldo e stralcio dovrebbero essere accessibile le cartelle dal 2015 il cui valore non superi la soglia dei 5.000 euro. Dopo tale soglia dovrebbe scattare l’ingresso alla Rottamazione quater, mentre il mini condono dovrebbe spazzare i debiti non riscuotibili.

Bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali: che fare se la somma supera i 5.000 euro?

Cosa succede se cartelle esattoriali di bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali superino la somma di 5.000 euro, si perde il beneficio dello stralcio? Nel caso in cui la cartella di pagamento risulti di un valore complessivo che supera la soglia di 5.000 euro, il contribuente non dovrebbe più rientrane nel Saldo e stralcio, ma dovrebbe richiedere la Rottamazione quater. In pratica, con la Rottamazione quater il contribuente versa l’importo della cartella senza l’aggiunta di ulteriori costi dovuti agli interessi e all’applicazione delle sanzioni. Quest’ultime spesso triplicano il debito in cifre esorbitanti.

Ora, toccando la voce del bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali appare difficile se non inusuale riscontrare una cartella esattoriale del valore maggiore di 5.000 euro. Se così non fosse attraverso la Rottamazione quater il debito verrebbe suddiviso in rate senza l’aggiunta d'interessi spalmato in due anni.

Attenzione! Manca l’ufficialità del decreto Sostegno. Ciò significa, che per il momento, possiamo fornire un quadro del provvedimento atteso entro giugno.

Bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali: ecco come non pagare i debiti

Non è la prima volta che i debiti riconducibili al bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali sono stati cancellati in toto. Non a caso facciamo riferimento al decreto fiscale del 2019, denominato strappa carte, che spazzò tutti i debiti fiscali del valore di 1.000 euro. Molti contribuenti si sono visti cancellare in modo definitivo il bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali.

Ovviamente, il decreto non fu introdotto per cancellare gran parte dei debiti ai contribuenti, ma per i debiti inesigibili. Ecco, perché ci si aspetta l’introduzione di un mini condono che spazzi via un bel gruzzoletto di debiti non riscuotibili. Una mossa che come in passato apporterebbe benefici a tutti i contribuenti esclusi quelli in regola con i pagamenti.

In merito, al bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali in riferimento al decreto fiscale 2019, il Ministero dell’Economia e delle finanze intervenne con una nota chiarificatrice, rese noto che ai contribuenti l’azzeramento delle cartelle nel periodo compreso tra il 2000 e sino al 2010. I pagamenti delle cartelle del valore di non oltre i 1.000 euro furono cancellati da normativa.

La speranza della svolta è giunta dal MEF che a ridosso della scadenza dei termini previsti per la Rottamazione Ter, nonché del Saldo e stralcio ha differito l’intero pacchetto verso una data da stabilire. In sostanza, il MEF sta lavorando per cancellare i debiti non oltre la soglia di 5.000 euro, per introdurre un Saldo e stralcio più accessibile per le famiglie e l’introduzione di una Rottamazione quater.

Non viene escluso che quest’ultimo provvedimento possa inglobare le precedenti definizioni agevolate. Nello stesso tempo, tra i gli aiuti predisposti dal governo Draghi in favore delle partite IVA, giungo i primi segnali concreti di sostegni sino a 150.000 euro escludendo la forma di accesso riferita ai codici ATECO. Molto probabilmente, le partite IVA dovranno esibire un’autocertificazione per la riduzione del reddito annuale su una percentuale che si attesta al 33% del 2020 rapportato al 2019.

La cancellazione dei pagamenti del bollo auto, IMU, TARI e altre imposte locali in fase di redazione

Il Ministero dell’Economia e delle finanze attraverso un comunicato breve e conciso ha disposto il differimento della Pace fiscale, facendo slittare su una data ignota il pagamento delle rate del 2020 e della prima rata del 2021 della Rottamazione ter e del Saldo e stralcio.

Molto probabilmente, per adeguare lo scadenzario fiscale aggiornandolo ai nuovi termini della Rottamazione quater, del nuovo Saldo e stralcio e del mini condono che cancellerebbe gran parte dei debiti vecchi, le vecchie scadenze resteranno sospese per circa 2 mei.

Il provvedimento che vedrebbe tutti i debiti sino a 5.000 euro cancellati è spalleggiato dalla Lega di Matteo Salvini, che chiederebbe una cancellazione quasi tombale per le cartelle dopo il 2015. D’altronde la proposta potrebbe non piacere ai contribuenti ligi nei pagamenti, ma sarebbe un aiuto concreto per tante famiglie e imprese.

Senza nulla togliere al magazzino dell’Agenzia dell’Entrate – Riscossione che verrebbe alleggerito di botto. Parliamo di mille miliardi di debiti stipati nello stock della riscossione.

È possibile che il MEF avvii una Rottamazione quater che comprenda tutti i ruoli che superano la soglia di 5.000 euro, con la possibilità per il contribuente di rateizzare l’importo in due anni. Poi, attraverso il Saldo e stralcio per i contribuenti in difficoltà economica.

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione: Rottamazione quater e Saldo e stralcio dei debiti iscritti a ruolo

Partiamo dal semplice presupposto che se il bollo auto o IMU, TARI e altre imposte locali non vengono regolarizzate dai contribuenti alla scadenza e, quindi, non vengono pagate, L’Ente creditore della pubblica amministrazione attiva l’iter per la riscossione coattiva.

In linea generale, quando parliamo di cartella di pagamento non facciamo altro riportarci all’atto attraverso il quale l’Agenzia delle Entrate – Riscossione richiede ai contribuenti per nome dei creditori (comuni, regioni, INPS e così via) l’iscrizione del debito a ruolo.

All’interno della cartella esattoriale vengono riportate tutte le informazioni relative all’importo non pagato, la natura dell’imposta, gli interessi, le sanzioni, nonché le spese di notifica. Ecco, perché, con una nuova Rottamazione e Saldo e stralcio, nonché un mini condono come avvenuto nel 2019, i contribuenti potrebbero alleggerire il peso del debito iscritto a ruolo, azzerandolo del tutto

Il governo Draghi è all’opera per ottimizzare al massimo i 32 miliardi di scostamento di bilancio. Non resta che aspettare l’approvazione del testo finale del decreto Sostegno.