Il DL Sostegni bis voluto da Mario Draghi, allo scopo di introdurre misure aggiuntive di aiuto ai cittadini, ha finalmente avuto il suo provvedimento di Conversione in Legge, un passaggio fondamentale dell’iter procedurale senza il quale di fatto i provvedimenti introdotti da un Decreto Legge hanno una validità pari a soli 60 giorni. 

Il testo non ha subito cambiamenti per quanto riguarda le nuove misure che riguardano l’IMU e così la tassa sugli immobili viene formalmente sospesa per il 2021. L’azione non è di massa ma mirata ad aiutare i proprietari immobiliari che hanno inquilini morosi, questi infatti non solo non dovranno versare la seconda rata di IMU 2021, ma riceveranno anche il rimborso della prima.

Ma sul fronte della tassazione immobiliare ci sono altre buone notizie, perché se il DL Sostegni bis di fatto cancella l'IMU 2021 per una fetta di contribuenti, l’estate ha portato anche al tanto atteso decreto attuativo per la Pace Fiscale, con cui si può ottenere la cancellazione dei vecchi arretrati di IMU non pagata.

Tra le altre così infatti la Pace Fiscale introduce lo stralcio dei debiti iscritti ruolo, cioè se sussistono alcune condizioni le vecchie cartelle esattoriali, e con loro anche eventuali arretrati di IMU, vengono eliminate.

Parliamo quindi di due provvedimenti diversi che riguardano l’IMU, uno che cancella quella di quest’anno e uno che offre l’opportunità di considerare saldati eventuali vecchi pagamenti non effettuati della tassa.

Informazioni più generali sull’IMU 2021 sono contenute nel video YouTube di Rinalda Borra:

 

Draghi firma il Decreto che cancella l’IMU 2021. Per chi?

Il DL Sostegni bis ha anche prorogato con la sua emanazione il cosiddetto blocco sfratti, cioè l’impossibilità per i proprietari di avviare o procedere con lo sfratto se si hanno inquilini morosi, a prescindere da quando sia iniziata la morosità e se ci sia o meno un provvedimento esecutivo in atto.

Se questa misura ha lo scopo evidente e manifesto di aiutare gli inquilini in difficoltà con i pagamenti, all’opposto per dare un po’ di sollievo ai proprietari immobiliari, i quali molto spesso non percepiscono le dovute entrate da prima che la pandemia iniziasse, lo stesso decreto ha pensato anche ad una sospensione dell’IMU 2021.

Nel dettaglio chiunque abbia inquilini morosi, per i quali sia già stata avviato e notificato un procedimento di sfratto antecedente al 28 febbraio 2020, non dovrà pagare l’IMU 2021.

Nel dettaglio gli interessati a dall’esenzione non dovranno versare la seconda rata di IMU e potranno avere il rimborso della prima, che doveva essere saldata entro giugno, se l’importo di questa è stato già versato.

Come ottenere il rimborso se la prima rata di IMU 2021 è stata già versata

Per quanto riguarda la modalità per ottenere i rimborsi della prima rata di IMU 2021, sappiamo che sarà necessario fare domanda, ma perché si possa formalmente richiedere la restituzione della somma manca ancora un passaggio normativo fondamentale, il decreto attuativo.

La normativa italiana come si sa è lenta e complessa e perciò quando si emana un Decreto Legge non solo c’è bisogno che questo venga poi convertito in Legge, ma anche che siano emanati i decreti attuativi per i singoli provvedimenti contenuti.

Il decreto attuativo infatti, che sarà emanato dal MEF, detterà la tempistica e la procedura per la presentazione delle richieste di rimborso ed esenzione dall’IMU 2021.

In ogni caso bisogna tener presente che l’IMU fa parte dei tributi locali, cioè sono le autorità comunali a gestirla e perciò alle stesse dovrà essere inviata con buona probabilità la domanda di rimborso.

Via allo stralcio dei debiti che cancella gli arretrati di IMU

Dunque se il DL Sostegni bis si occupa dell’IMU di quest’anno è ufficialmente in vigore un altro provvedimento, la cosiddetta Pace Fiscale, che invece offre la possibilità, in presenza di alcuni requisiti, di non dover più pagare eventuali arretrati delle vecchie tasse.

Della Pace Fiscale, introdotta dal primo DL Sostegni, fa parte un provvedimento chiamato lo stralcio dei debiti. Ovvero la possibilità per i contribuenti che sono titolari di cartelle esattoriali di ottenerne la cancellazione delle stesse, con cui spariscono anche le vecchie tasse in arretrato, IMU compresa.

Per essere inseriti nella Pace Fiscale è necessario che:

  • l’importo al lordo delle cartelle, cioè calcolate con eventuali more e interessi, non superi i 5.000 euro;
  • la cartella sia stata emessa e notificata tra il 1 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010;
  • il titolare della cartella esattoriale deve aver avuto nel 2019 un ISEE non superiore a 30.000 euro;
  • se il titolare della cartella non è una persona fisica, sarà necessario che il fatturato imponibile dell’attività nel 2019 non abbia superato i 30.000 euro.

Tappe e procedure per la cancellazione dei vecchi arretrati di IMU

A differenza della misura che cancella l’IMU 2021 lo stralcio dei debiti avviene in automatico e i beneficiari non dovranno fare assolutamente nulla, se non verificare lo stato delle cartelle sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per vedere se e come sono rientrati nel provvedimento.

Il decreto attuativo ha anche stabilito la tempistica di questa cancellazione che prevede una serie di tappe e scadenze. Cioè entro il 20 agosto scorso l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto una lista di codici fiscali dagli agenti di riscossione, relativi ai titolari di cartelle esattoriali che per importo sono tenute ad essere cancellate. Entro la fine di settembre poi l'organo riceverà dai medesimi agenti di riscossione una nuova lista, che contiene i codici fiscali da eliminare dalla precedente, a causa dell’ISEE troppo alto nel 2019. 

Poi, entro il 31 ottobre ci sarà la cancellazione effettiva delle cartelle e dei debiti contenuti, IMU compresa, e la stessa sarà notificata agli enti di riscossione entro fine novembre.

Ripetiamo che l’Agenzia invierà comunicazioni e notizie relative all’avvenuta cancellazione delle cartelle agli enti di riscossione e non ai titolari delle stesse, i quali comunque potranno verificare la cosa sul sito dell’organo.

Viene cancellata solo l’IMU o anche la TASI?

Riassumendo, il governo Draghi ha approvato due diverse misure, che direttamente e indirettamente coinvolgono l’IMU, una che cancella l’imposta di quest’anno ed un’altra che elimina eventuali arretrati.

I due provvedimenti non coinvolgono solo l’IMU ma anche la TASI, imposte che a partire dal 2020 e dalla nascita della nuova IMU sono unificate, con un aumento dell’aliquota che ora raggiunge l’8,6 per mille.

Per quanto riguarda l’esenzione dall’IMU 2021, questa riguarda la nuova IMU, e perciò è indivisibile dalla TASI. In parole povere chi gode dell’esenzione dall’IMU 2021 è esonerato completamente dai versamenti anche per la parte dell’imposta che riguarda la TASI.

Per quanto riguarda lo stralcio dei debiti, poiché questo coinvolge cartelle emesse tra 2000 e 2010, si tratta di un periodo in cui le due tasse non erano ancora state accorpate, ma in ogni caso la cancellazione dei debiti coinvolge tutte le vecchie tasse, quindi sia IMU che TASI.

Fino al 20% di sconto se si paga l’IMU con addebito su conto corrente

Se i due provvedimenti descritti nei paragrafi iniziali offrono una valida soluzione per scappare dall’IMU, sono però anche molto selettivi e solo una parte dei contribuenti potrà servirsene.

Tuttavia, la possibilità di pagare un importo ridotto di IMU è a disposizione di molti contribuenti grazie ad un’altra misura entrata in vigore l’anno a corso.

In base ad una decisione del governo centrale è stata data ai singoli comuni la facoltà di applicare uno sconto, fino al massimo del 20%, se l’IMU viene pagata con domiciliazione bancaria, cioè con addebito diretto su conto corrente.

I comuni però hanno facoltà non solo di stabilire che percentuale di sconto applicare, ma anche se aderire o meno all’iniziativa. Cioè, lo sconto potrebbe non essere attivo in tutti i comuni, la cosa comunque può essere verificata sul sito ufficiale delle autorità locali.

Torna il timore dell’IMU prima casa

Appena si seppe che Mario Draghi era stato nominato alla guida del nostro paese si affacciò anche la paura di un ritorno dell’IMU prima casa. Il Premier infatti non ha mai nascosto di essere favorevole allo spostamento del prelievo fiscale dal lavoro agli immobili.

Molti perciò temevano che con la Riforma Fiscale, che per altro dovrebbe essere sul tavolo del Consiglio dei Ministri questa settimana, sarebbe stata introdotta proprio l’IMU prima casa.

Diciamo prima di tutto che la Riforma Fiscale è in fase di stesura e per essa le Commissioni Finanze hanno già concluso un’indagine preliminare e pubblicato un documento conclusivo, nel quale non è prevista alcuna introduzione di una IMU prima casa.

Perciò almeno nelle modifiche immediate non si parla di tassazioni extra sugli immobili, anche se questo non vuol dire che la proposta di reintrodurre l’IMU sulla prima casa non sia mai stata discussa o non abbia sostenitori.

Chi sono i sostenitori dell'IMU prima casa?

In particolare in tempi piuttosto recenti pressioni perché in Italia sia introdotta nuovamente l’IMU sulla prima casa sono state fatta sia dalla OCSE che dalla Banca d’Italia.  

Prima l’OCSE durante l’incontro di Parigi di quest’anno ha presentato un lungo documento in cui si analizzava la situazione finanziaria italiana, lamentando come dall'eliminazione dell’IMU prima casa le casse dello Stato abbiano perso un gettito notevole. 

Percio l’OCSE proponeva esplicitamente il reinserimento dell’IMU prima casa, ma in modalità diversa, ovvero in proporzione al reddito con i redditi bassi che continuerebbero ad essere esclusi dal pagamento.

Oltre all’OCSE tra i sostenitori dell’IMU prima casa troviamo anche la Banca d’Italia, della quale per altro Draghi è stato alla guida.

In particolare in occasione delle prime consultazioni sulla Riforma Fiscale la richiesta di riportare a galla l’IMU prima casa è stata esposta proprio dal Capo del Servizio Assistenza e Consulenza fiscale per la Banca d’Italia, Giacomo Ricotti.

Ad ogni modo, lo ricordiamo ancora una volta, la Riforma Fiscale è già in fase di stesura e non è prevista nessuna IMU prima casa.