Si è tenuto in data 19 ottobre 2021 un Consiglio dei Ministri particolarmente importante per il futuro dell'Italia, in particolare per quanto accadrà nel 2022. Si è infatti discusso della Legge di Bilancio che riguarda il prossimo anno e, in poco più di due ore, è arrivata una chiara indicazione dei progetti del Governo.

Ci sono sicuramente moltissimi aspetti ancora in discussione, ma si è intanto stabilito che circa 23 miliardi verranno destinati a varie aree di intervento, anche se sui dettagli non è ancora noto granché.

I partiti eserciteranno sicuramente la loro influenza, portando in questi due mesi il Governo a prendere decisioni appunto politiche, dato che invece Mario Draghi, nel bene e nel male, non è condizionato da logiche di gradimento dell'elettorato.

Una fase delicata, molto delicata, in cui possono ancora cambiare moltissimi aspetti degli interventi previsti.

Le aree principali riguardano sicuramente le tasse ed il taglio del cuneo fiscale, la riforma del sistema pensionistico che non prevederà una misura strutturale, ma anche investimenti pubblici, sanità, scuola e ricerca.

Si discute anche di molte novità sul Reddito di Cittadinanza, ma non ci sono particolari riferimenti a riguardo. Insomma, il Governo Draghi ha tanti aspetti su cui discutere e per ora questa prima bozza è stata mandata a Bruxelles per ottenere l'approvazione di massima da parte della Commissione Europea.

Un primo passaggio importante, anche se è solo l'inizio del lungo iter che vedrà protagonista la Legge di Bilancio 2022. Arriveranno emendamenti, modifiche e magari qualcosa verrà escluso dall'attuale disegno fatto dal Governo, ma finalmente c'è un'indicazione ufficiale delle intenzioni di Mario Draghi e del suo Esecutivo.

Proviamo allora a vedere tutte le informazioni inserite nel comunicato stampa pubblicato proprio dopo il Consiglio dei Ministri, a partire da tutto ciò che riguarda le informazioni sul taglio al cuneo fiscale, l'aspetto probabilmente più interessante tra tutti quelli analizzati.

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Legge di Bilancio 2022: taglio al cuneo fiscale

Cominciamo dalla novità più interessante in assoluto rispetto alla Legge di Bilancio approvata in Consiglio dei Ministri nella sua prima forma, certamente una bozza che verrà modificata: il taglio al cuneo fiscale.

In Italia è ben noto il problema della fiscalità, molto elevata su persone fisiche e su persone giuridiche, al punto che il Governo stesso ha deciso di intervenire per ridurre il peso che grava sulle spalle dei cittadini.

In particolare, il taglio riguara Irap e Irpef, ma ci sono anche altri aspetti molto importanti che finalmente sono stati affrontati e considerati come prioritari. Il principale è il taglio dell'IVA dal 22 al 10% sugli assorbenti e sui prodotti per l'igiene femminile.

Una bella notizia che le cittadine italiane aspettavano da tempo e che appare assolutamente ragionevole in virtù del fatto che l'acquisto di tali prodotti non è una scelta, ma una necessità.

Agrodolce invece il rinvio della sugar tax e della plastic tax al 2023: se da un lato è una bella notizia per le famiglie italiane che possono così non subire un ulteriore aumento del costo della vita, dall'altro non è un'ottima notizia soprattutto per l'ambiente e per la sostenibilità.

La plastic tax è pensata per andare a convertire le aziende produttrici di involucri in plastica (soprattutto se monouso), obiettivo che viene rimandato insieme alla tassa stessa. Ovviamente rimane in discussione anche il risvolto negativo di tale tassa, così come della sugar tax: l'aumento non si rifletterà sulle aziende, ma sui consumatori.

Se da un lato c'è una sensibilizzazione crescente verso l'uso di materiali sostenibili e salutari, dall'altro la tassa farà alzare il prezzo al pubblico e ricadrà quindi sulle spalle dei consumatori, sia per i prodotti di plastica che per quelli zuccherini.

Legge di Bilancio 2022: cosa succede a Irpef e Irap?

Come detto quella su Irpef e Irap è certamente la notizia più succulenta che si ricava dall'ultimo Consiglio dei Ministri, ma è necessario entrare nel merito di queste due novità e capire esattamente cosa comporterà.

In sostanza, Irpef e Irap così come sono oggi non sono adatte agli obiettivi che perseguno: l'Irpef vuole essere equa ma attualmente fatica ad esserlo, mentre l'Irap è attualmente troppo gravosa per le imprese che hanno un alto fatturato ma un basso utile.

Insomma, due imposte che vanno riformate.

L'Irpef, Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, cambierà in particolare nella sua aliquota centrale, ritenuta veramente troppo elevata. Ricordiamo che questa imposta è progressiva, cioè è divisa in scaglioni ed il calcolo è il medesimo per ogni soggetto. Più alto il Reddito imponibile, più alta l'imposta da pagare non solo in valore assoluto, ma anche in percentuale.

Attualmente c'è un salto dal 27% del secondo scaglione (per redditi tra i 15.000 ed i 28.000 euro) al 38% del terzo scaglione (che comprende invece redditi da 28.000 euro a 55.000). Un salto di percentuale davvero elevato, che potrebbe essere ridotto lasciando gli scaglioni con il criterio attuale.

Altra ipotesi, invece, è che venga istituito un nuovo scaglione di mezzo tra questi due con un'aliquota intermedia tra il 27 ed il 38%.

L'Irap, invece, è avvolta da un alone di mistero: verrà cancellata? Verrà ridotta?

Difficile ipotizzarlo, ma l'unica cosa nota è che così com'è attualmente non va bene e mette in grande difficoltà le imprese che hanno un basso margine di guadagno su grandi fatturati, essendo l'imposta calcolata appunto sul fatturato e non sull'utile. 

Considerando tutte queste misure fiscali che verranno attuate, anche se manacano molti dettagli, si arriverà ad un totale di 8 miliardi, praticamente un terzo dell'intera Legge di Bilancio (da circa 23 miliardi).

Legge di Bilancio 2022: e il Reddito di Cittadinanza?

Un altro punto molto delicato è quello legato al Reddito di Cittadinanza: dei 23 miliardi dell'intera Legge di Bilancio, uno sarà dedicato a delle modifiche al RdC.

Bisogna però capire quali modifiche: è ben noto che la misura attualmente non funzioni nel reinserimento lavorativo dei beneficiari, quindi ci si augura che quel miliardo serva per andare in questa direzione di miglioramento.

Un'altra ipotesi è che invece il miliardo sia dedicato principalmente all'innalzamento dei controlli, cosa sicuramente necessaria ma non risolutiva di tutti i problemi legati a questa misura, così tanto chiacchierata ma in fin dei conti mai veramente riformata da quando è nata nel 2019.

Su questo aspetto restiamo quindi in attesa di avere maggiori informazioni, perché una riforma del Reddito di Cittadinanza è attesissima e ci si chiede se il Governo abbia cambiato le proprie priorità o se invece ci siano novità strutturali in arrivo.

In ogni caso, Mario Draghi è assolutamente consapevole dell'importanza di questa misura, che attualmente non può certo essere cancellata, ma deve offrire garanzie sul suo funzionamento anche rispetto a quanto richiesto dall'Unione Europea per quanto riguarda le politiche del lavoro.

Insomma, lavori in corso: al momento nulla è deciso, si vedrà nelle prossime settimane.

Legge di Bilancio 2022: Riforma Pensioni in evoluzione

La Riforma del sistema pensionistico non è attuabile come qualcuno ipotizzava alcuni mesi fa, non si può pensare ad una misura strutturale che vada a sostituire integralmente Quota 100 perché sarebbe troppo costosa e logisticamente difficile da mettere in piedi in così poco tempo.

Si è a lungo parlato di Quota 41, ma anche diApe sociale (e dell'evoluzione in Ape contributiva) e di allargamento dei criteri per accedere ad una pensione anticipata.

Se da un lato non si può pensare di passare da Quota 100 alla Legge Fornero, dall'altro non si può neanche immaginare di offrire un anticipo pensionistico a tutti gli attuali lavoratori, altrimenti il sistema intero collasserebbe.

La soluzione deve evidentemente essere intermedia, motivo per cui la Quota 41 per tutti richiesta dai sindacati non sarà sicuramente accolta, ma non lo sarà nemmeno un ritorno alla Legge Fornero, che prevede un'età di pensionamento pari a 67 anni, senza altri criteri.

Legge di Bilancio 2022: ecco Quota 102 (e 104)

In questo scenario piuttosto confuso, è comparsa una nuova alternativa: Quota 102. Si tratta di una semplice Quota 100 spostata in avanti di due anni: si andrebbe in pensione a 64 anni di età con almeno 38 anni di contributi nel 2022.

Poi, nel 2023, la misura diventerebbe sostanzialmente una Quota 104, spostando ulteriormente in avanti di altri due anni l'età pensionabile, oppure cambiando il criterio in 65 anni di età e almeno 39 di contributi versati.

Una soluzione che però tralascia un aspetto fondamentale: non viene offerta una pensione anticipata a chi ne ha bisogno (ad esempio, lavoratori precoci o chi svolge lavori usuranti), ma piuttosto si attua una misura intermedia per tutti che renda più "morbido" il trauma da Quota 100 alla Legge Fornero.

I sindacati lamentano che tale soluzione non sia stata condivisa con loro, mentre alcune categorie di lavoratori sottolineano la loro insofferenza nei confronti di una misura così generalizzata... gli esperti, invece, sembrano divisi e non c'è un'opinione che domina sulle altre.

Anche in questo caso, vedremo l'evoluzione nelle prossime settimane.

Legge di Bilancio 2022: c'è altro?

Sicuramente i tre aspetti visti (fiscale, RdC e pensionistico) sono quelli più caldi, ma ci sono anche altre questioni all'ordine del giorno del Governo, riassunte nel comunicato stampa pubblicato dopo il Consiglio dei Ministri.

Tra questi spiccano sicuramente le risorse destinate a sanità ed istruzione, ma anche le novità in termini di investimenti pubblici e privati.

In ultimo, ci sono nuove risorse destinate ad enti locali e regioni per quanto riguarda i trasporti pubblici ed i servizi essenziali.