Dopo giorni di attese il DL Sostegno è stato approvato nella sua bozza finale e contiene tantissime innovazioni importanti.

A partire dalla Pace fiscale 2021 che certo non è quella che tutti ci aspettavamo, poiché è stata ridotta notevolmente la platea degli aventi diritto al saldo e stralcio, che per altro non prevede nessun annullamento per multe e ammende.

Novità migliori per i titolari di Partita Iva che vedranno finalmente ad aprile i ristori 2021, erogati secondo un nuovo importo e una nuova modalità. Un ulteriore pacchetto di aiuti economici è stato poi delineato anche per gli stagionali, i lavoratori dello spettacolo e gli autonomi senza Partita Iva.

Ancora, il testo del decreto reca una carrellata di proroghe per quanto riguarda misure a sostegno del reddito come cassa integrazione, Reddito di Emergenza e anche un allungamento dei tempi del blocco licenziamenti. C’è stata anche una proroga per le scadenze della rottamazione ter, che riguarda nello specifico le rate arretrate del 2020 e quelle del 2021.

Inoltre, i titolari di Partita Iva con un calo di fatturato tra il 2019 e il 2020 potranno ottenere la definizione agevolata degli avvisi bonari. Andiamo a vedere le novità del testo del DL Sostegno nel dettaglio.

Guerra e Pace Fiscale 2021

La Pace Fiscale 2021, che doveva portare un maxi-condono ha ridimensionato di molto le aspettative. Si era partiti con un progetto che doveva prevedere il saldo e stralcio delle cartelle esattoriali emesse dal 2000 al 2015 di importo non superiore ai 5.000 euro e senza alcun requisito di reddito annuo ISEE

Ma, Draghi sembra averci ripensato e quella che esce dal DL Sostegno, finalmente approvato, è una misura ridotta che prevede lo stralcio delle cartelle Equitalia, fino a 5.000 euro di valore, ma solo per quelle emesse tra il 2000 e il 2010.

Nei debiti azzerabili per ora non sono conteggiate né multe, né eventuali pendenze per la riscossione degli aiuti di Stato o versamenti di danni erariali.

La cifra reale poi dell’importo delle cartelle per cui si può ottenere lo stralcio si aggira in verità sui 2.500 euro, poiché i 5.000 euro sono il tetto massimo della cartella, ma comprensiva di eventuali sanzioni o more per il mancato pagamento.

Inoltre, per poter beneficiare dell’azzeramento dei debiti è necessario che il reddito ISEE sia inferiore ai 30.000 euro. Insomma quella che doveva essere una misura senza precedenti, ricalca in realtà i vecchi condoni fiscali entrati e la manovra rivoluzionaria sembra fare acqua da parecchie parti.

I Ristori 2021 per Partita Iva

Altra introduzione del Decreto è la possibilità di ricorrere alla definizione agevolata degli avvisi bonari del 2017 e 2018, ma solo per i titolari di Partita Iva che hanno subito un calo del fatturato pari o superiore al 33% dal 2019 al 2020.

In effetti le Partite Iva sono quelle, a detta di Draghi, che meritano più attenzione perché stanno risentendo di più della crisi. A questo proposito, tra le novità del DL Sostegno ci sono nuove normative che regolano l’erogazione dei Ristori 2021.

In primo luogo c’è stato il tanto chiacchierato superamento dei requisiti legati al codice Ateco di appartenenza, che non è più vincolante.

In secondo luogo, la riduzione di fatturato non sarà calcolata sul confronto di una sola mensilità degli anni 2019 e 2020, cioè aprile, ma si dovranno considerare i ricavi annuali totali. Il calo di fatturato annuo tra il 2019 e il 2020 richiesto per avere accesso ai contributi deve essere pari ad almeno il 30% e non più al 33%, come l'anno scorso.

Inoltre, potranno usufruire del contributo tutte le aziende con un fatturato non superiore a 10 milioni di euro, quindi la soglia è stata innalzata di 5 milioni di euro rispetto ai Ristori 2020.

L’importo del contributo erogato corrisponde ad una percentuale del calo annuo di fatturato, stabilita sulla base di cinque scaglioni:

  • i fatturati che nel 2019 sono stati inferiori a 100.000 euro, riceveranno il 60% della perdita di fatturato subita nel 2020;
  • tra 100.000 e 400.00 euro, il 50%;
  • tra 400.000 e 1.000.000 di euro, il 40%;
  • tra 1.000.000 e 5.000.000 di euro, il 30%;
  • tra 5.000.000 e 10.000.000 di euro, il 20%.

Durante la conferenza stampa del 19 marzo 2021, Draghi in persona ha affermato che la domanda per i contributi si aprirà molto presto e sarà gestita dall’Agenzia delle Entrate mediante la nuova piattaforma Sogei. Con questo nuovo sistema i primi ristori dovrebbero già arrivare l’8 aprile.

Le mille e una proroghe di Draghi

Con il DL Sostegno sono state introdotte anche proroghe a sostegno dei cittadini, ad esempio le date del pagamento delle rate della rottamazione ter sono state posticipate. Le rate scadute relative al 2020 e le rate per il 2021 avrebbero dovuto essere pagate entro il 1 marzo. Il decreto stabilisce come scadenza per le prime il 31 luglio 2021 e per le seconde il 30 novembre 2021.

Il testo finale del DL Sostegno ha previsto anche una proroga per blocco licenziamenti e cassa integrazione. Il blocco licenziamenti sarà attivo fino al 30 giugno 2021, data dopo la quale sarà esteso fino al 31 ottobre 2021 solo alle attività che usufruiscono della cassa integrazione.

Anche la CIG è stata prolungata: fino al 30 giugno 2021 per la cassa integrazione ordinaria e fino al 31 dicembre 2021 per quella in deroga.

Ancora una proroga arriva per il Reddito di Emergenza che sarà erogato anche per i mesi di marzo, aprile e maggio di quest’anno. L’importo dell’assegno del Reddito si calcola sulla base del reddito ISEE, ma varia tra un minimo di 400 euro mensili, fino ad un massimo di 840 euro al mese. Sarà inoltre possibile per chi ha terminato di ricevere l’assegno per l’indennità di disoccupazione tra il 1 luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, richiedere il Reddito di Emergenza.

Molti si aspettavano probabilmente anche una proroga per l’indennità di disoccupazione (NASpI), che purtroppo non c’è stata. In compenso, i requisiti sono stati allargati, non è infatti più necessario per ricevere l’assegno aver accumulato almeno 30 giorni effettivi di lavoro, nell’anno prima dell'inizio della disoccupazione.

Un bonus per stagionali e autonomi senza Partita Iva 

Altra novità del DL Sostegno è un bonus dell’importo di 2.400 euro per i mancati guadagni dovuti alle restrizioni applicate dal Governo nei primi tre mesi del 2021.

Il contributo è rivolto agli autonomi a prestazione occasionale, che quindi non hanno Partita Iva, ai lavoratori stagionali del settore turistico e anche ai lavoratori dello spettacolo, oltre che agli addetti delle vendite a domicilio

Quindi possiamo dire che se la Pace fiscale 2021 non ha portato al maxi-condono delle multe che tutti ci aspettavamo. In compenso però, il pacchetto dei Ristori 2021 sembra molto più cospicuo dei precedenti, soprattutto perché si allarga la platea dei beneficiari e si includono categorie fino adesso escluse dai contributi.