Ristori alla Partita Iva, cambiano requisiti e importi!

Il DL Sostegni bis ha cambiato i Ristori alla Partita Iva! Un altro contributo a fondo perduto da richiedere subito sarà pronto già quest’estate, mentre un secondo arriverà entro fine anno e questa volta non terrà conto del calo di fatturato, ma del bilancio di esercizio. Un cambiamento importante perché per la prima volta saranno considerati anche gli utili e le perdite di un’attività.

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Il DL Sostegni bis, pensato proprio per fornire ai titolari di Partita Iva delle misure aggiuntive di aiuto, è in ritardo con i tempi, ma dal Governo rassicurano che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri entro questo mese.

Tra le novità del nuovo decreto un importante cambiamento che riguarda i Ristori alle Partite Iva e nello specifico il contributo a fondo perduto.

Al momento e fino al 28 maggio 2021 sarà possibile, per gli autonomi che posseggono i requisiti, fare richiesta per il contributo a fondo perduto introdotto dal primo Decreto Sostegni, i cui importi sono assegnati sulla base del calo di fatturato dell’attività.

Con il DL Sostegni bis vengono introdotti altri due contributi, il primo che sarà erogato sempre sulla base del calo di fatturato, mentre il secondo, che le Partite Iva riceveranno a fine anno o comunque dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi, sarà basato sul bilancio di esercizio.

Ricordiamo che quest’anno il governo Draghi aveva già apportato delle modifiche ai Ristori eliminando il criterio del codice Ateco nell’assegnazione e abbassando la percentuale di calo di fatturato dal 33% al 30%.

DL Sostegni bis, cosa cambia per i Ristori alla Partita Iva

Facciamo prima di tutto chiarezza sulla differenza tra il calo di fatturato e il bilancio di esercizio.

Di cambiare i requisiti e le modalità di assegnazione dei Ristori alla Partita Iva si era parlato spesso, proprio perché il requisito introdotto, cioè che l’attività dovesse dimostrare una determinata percentuale di calo di fatturato tra il 2019 e 2020, ha dei difetti lampanti.

Il principale è che il fatturato, cioè le entrate da sole, non dicono nulla della situazione economica di un’attività, poiché in queste non sono considerate le spese che la stessa attività ha avuto durante l’arco dell’anno, cioè i profitti.

Per farla breve lo stato di crisi di un’attività non è determinato dal solo fatturato, ma dal fatto, ad esempio, che le perdite siano superiori alle entrate.

Dal 2019 al 2020 un’attività può non aver ridotto del 30% il proprio fatturato, limite per richiedere i Ristori, ma può aver avuto un bilancio in negativo, che determina una condizione di crisi economica peggiore.

L’ultima ondata di Ristori basata sul bilancio di esercizio dovrebbe risolvere e superare i limiti dei precedenti contributi a fondo perduto erogando importi stabiliti, questa volta, considerando utili e perdite, cioè il vero guadagno avuto.

I criteri dettagliati di erogazione del terzo contributo a fondo perduto non sono ancora chiari e verranno definiti in corso d’opera, fa sapere il MEF. Questo comunque dovrebbe essere erogato una volta che tutti abbiano consegnato le dichiarazioni dei redditi e che l’Agenzie delle Entrate abbia avuto il tempo di analizzarle, probabilmente verso fine anno.

Requisiti e calcolo degli importi dei Ristori 2021

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto basati sul calo di fatturato, l’erogazione sarà automatica per le Partite Iva che hanno già ricevuto i Ristori precedenti. Mentre, quanti vogliono fare nuova richiesta dovranno dimostrare di avere avuto un calo di fatturato annuo almeno del 30%. Questa perdita dovrà essere calcolata considerando il fatturato avuto tra 1 aprile 2019 e il 31 marzo 2020 e mettendolo a paragone con quello del periodo compreso tra 1 aprile 2020 e il 31 marzo 2021.

Una volta calcolata la perdita di fatturato annuo e stabilito che si hanno i requisiti per i Ristori, il calcolo degli importi da assegnare avviene tenendo conto del fatturato avuto nel primo dei due periodi di imposta, in base al quale sarà assegnata una percentuale di calo medio mensile.

Parlando più semplicemente, una volta che avete stabilito quale è la perdita annuale di fatturato, dovrete dividere la cifra per 12 (i mesi dell’anno), così otterrete il calo medio mensile, cioè la perdita media avuta in un mese dall’attività. I Ristori assegneranno infatti ad ogni Partita Iva una percentuale di questo calo medio mensile.

Questa percentuale è stabilita sulla base di quanto la stessa Partita Iva ha fatturato dal 1 aprile 2019 e il 31 marzo 2020 e cioè:

  • i fatturati fino a 100.000 euro avranno un importo pari al 60% del calo medio mensile;
  • tra 100.000 e 400.000 euro avranno il 50%;
  • tra 400.000 e 1.000.000 euro avranno il 40%;
  • tra 1.000.000 e 5.000.000 euro avranno il 30%;
  • tra 5.000.000 e 10.000.000 euro avranno il 20%.

Come cambiare l’IBAN su cui ricevere il contributo a fondo perduto

Come si è detto, l’assegnazione dei Ristori 2021 sarà automatica per i titolari di Partita Iva che hanno già fatto richiesta in passato degli aiuti dallo Stato.

Una delle domande che spesso i contribuenti si chiedono è se però sia possibile cambiare l’IBAN fornito all’Agenzia delle Entrate, così da ricevere i nuovi contributi su un altro conto corrente.

La risposta è assolutamente si! Se volete fornire all’Agenzia un nuovo IBAN avete due alternative. La prima è accedere con le vostre credenziali SPID, o con CIE e CNS, al portale Fisconline e qui cambiare le informazioni relative al conto corrente.

La seconda opzione è invece quella di inviare una Pec con la vostra firma digitale direttamente all’Agenzia delle Entrate e comunicare i nuovi estremi bancari.

Ristori agli occasionali e alle Partite Iva escluse dal contributo a fondo perduto

Sono ammessi a ricevere i Ristori 2021 tutte le Partite Iva aperte prima del 23 Marzo 2021 e chiuse dopo il 24 marzo 2021.

Tuttavia, per le Partite Iva troppi giovani, cioè quelle per cui non si può determine quale sia stato il calo di fatturato per mancanza di dati, il Governo ha pensato comunque ad un importo minimo di 1.000 euro come contributo a fondo perduto.

Per richiedere il contributo da 1.000 euro potete seguire il tutorial su YouTube di Giampiero Teresi:

Per gli autonomi, che invece non hanno Partita Iva, cioè quelli a prestazione occasionale, sarà disponibile un altro bonus dell’importo fisso di 2.400 euro.

Per avere accesso a questo bonus gli autonomi devono aver cessato un contratto di lavoro tra il 2019 e il 23 marzo 2021 e non devono avere contratti in essere al momento della richiesta. Inoltre, è necessario essere iscritti alla Gestione separata INPS e aver versato a questa almeno una quota mensile di contribuzione.