La neonata Legge di Bilancio varata dal governo Draghi prevede tutta una serie di provvedimenti che dovrebbero, nelle intenzioni della maggioranza, rilanciare l'economia italiana ora che la situazione post-COVID sembra essere tornata a livelli quantomeno accettabili.

Tra le misure introdotte a sostegno troviamo ancora il Superbonus, le pensioni (quota 102 e quota 104), tagli alle bollette, una rivisitazione del Reddito di cittadinanza, la Tampon tax, ammortizzatori di vario genere, sostegni alle imprese e alla Sanità.

Senza per ora entrare nel dettaglio delle singole delibere, sembrerebbero esserci tutti gli ingredienti per un rilancio in grande stile della nostra economia, cosa che produrrebbe i benefici necessari a proiettare in avanti una Nazione, la nostra, che da tempo soffre come di un senso di smarrimento: tutto sulla carta, nulla di certo, staremo a vedere se anche questa sarà l'ennesima occasione sprecata o se invece risulterà essere una scelta vincente.

Legge di bilancio: draghi vara la Manovra per il 2022

Il Documento programmatico di bilancio (Dpb), ratificato unanimemente dal Consiglio dei Ministri e che rimanda alla vera e propria Legge di Bilancio, interviene su molte aree dell'economia italiana, stabilendo la protrazione del Superbonus e di tutti i sostegni all'edilizia, venendo incontro all'innovazione tecnologica, aumentando le risorse da destinarsi alla scuola dell'obbligo per rendere gratuiti i libri di testo, tagliando le bollette e rivedendo il Reddito di cittadinanza.

La Lega, durante la riunione del Consiglio dei Ministri, ha avanzato qualche dubbio circa il sistema adottato per le pensioni quota 102 e quota 104, rimandando di comune accordo un approfondimento della cosa a data certa, quando il Consiglio dei Ministri varerà la Legge di Bilancio: le normative vertono anche su sanità, trasporto pubblico, anziani senza autosufficienza e scuola.

La manovra viene definita come un fondo decisamente generoso, spalmato su più anni che sosterrà investimenti pubblici di rilevanza strategica ai fini dell'economia italiana, come spiegato, terminata la cabina di regia, dal pidiessino Antonio Misiani, che in seno al partito si occupa degli aspetti economici.

Dai ventitré ai venticinque miliardi di euro sono i soldi previsti per l'anno nuovo che per merito di un'economia in crescita dovrebbero essere impiegati dal Governo in ottica "espansiva"; gran parte di questo denaro verrà sfruttato per ridurre la tassazione con due miliardi e trecento milioni già assegnati dalla scorsa Legge di Bilancio e destinando oltre quattro miliardi grazie alle aumentate entrate derivanti dalla fatturazione elettronica.

Inoltre non si parlerà di "sugar tax" e di "plastic tax" almeno fino al 2023, come emerso dalle ultime decisioni prese poco prima della chiusura della riunione.

Economia italiana e pensioni: da Quota 102 a Quota 104

Ammontano ad almeno due miliardi i soldi a disposizione per il dopo Quota 100, che vede il suo termine ultimo alla fine di dicembre; questi fondi si renderanno necessari per aumentare la platea delle attività gravose previste dall'Ape sociale, mezzo per l'uscita anticipata dall'impiego, e probabilmente per prolungare il "contratto di espansione" che attualmente prevede la possibilità del pensionamento fino a cinque anni prima del previsto, a quelle aziende che non superino i cinquanta dipendenti (in questo momento è fissato a 100).

Si discute ancora per la Quota 102 e la Lega si mette di traverso; Quota 102 con l'anno nuovo e Quota 104 per il 2023 al fine di smorzare lo scalone della Legge Fornero e oltrepassare quota 100: in questo caso il numero di lavoratori che potrebbe pensionarsi con Quota 102 e non più di sessantaquattro anni con trentotto anni di contributi si attesterebbe intorno a cinquantamila in due anni (durata stimata del provvedimento).

La soglia di sessantaquattro anni preclude l'accesso a tutti coloro che non avevano avuto la facoltà di accedere a Quota 100, le persone nate dal 1960 in avanti; il Ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, lancia l'idea di applicarla solamente agli statali, con una distinzione ai fini pensionistici, tra coloro che sono impiegati nel privato e quelli che lavorano nel pubblico.

Superbonus riconfermato, facciate a rischio

Il Superbonus viene prorogato per tutto il 2023 con alcune limitazioni però che riguardano le villette unifamiliari, mentre resteranno Iacp e condomini; i crediti di imposta al cinquanta per cento e al sessantacinque per cento dovrebbero venire riconfermati, mente allo stato attuale ancora non si è fatta menzione del bonus facciate al novanta per cento.

Ubaldo Pagano, capogruppo PD in commissione Bilancio alla Camera, apre all'eventualità di un prolungamento del bonus dal momento che i risultati più che positivi derivanti dagli incentivi all'edilizia hanno convinto le forze politiche maggioritarie a reimpiegarle per far ripartire l'economia italiana.

Dunque, parallelamente al prolungamento del Superbonus, il PD ritiene indispensabile estendere anche il bonus facciate che ha riscontrato molto successo soprattutto nelle zone del Centro-Sud. la cui economia, già fragile prima del COVID, ha risentito della crisi più di altre.

Anche la Lega, stando a quanto detto da Paolo Arrigoni, si dice d'accordo rispetto a quella parte della manovra che contempla i bonus per l'edilizia (sismabonus, arredi, ritrutturazione, ecobonus) e conferma di voler procedere ad estenderli a tutto l'anno nuovo (addirittura fino al 2023 per il Superbonus) per tutti i beneficiari previsti, comprese le unità immobiliari funzionalmente indipendenti e gli edifici unifamiliari.

Rilancio dell'economia: bollette e tampon tax

Previsti due miliardi di euro atti a contrastare il caro energia; nel Dpb sono contenute le risorse economiche che potranno essere stanziate per far fronte a continui rincari del prezzo dell'energia e contempla un fondo pensato appositamente per il raggiungimento di questo obiettivo, nell'ottica di supportare sempre di più le famiglie sostenendone l'economia.

Scende l'Imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda gli assorbenti femminili che grazie alla "tampon tax" va dal 22% al 10%, venendo infine incontro a una richiesta avanzata da tempo; il PD può dirsi soddisfatto dopo che per anni si è battuto per tagliare l'IVA su qualcosa di indispensabile.

La speranza è che su questo argomento non ci possano essere altre ritardi, visto che, a giudizio del PD, le donne italiane dovrebbero godere del diritto di non pagare tributi sul proprio corpo, seguendo la stessa filosofia che già altri paesi europei hanno messo in atto da diverso tempo.

Reddito di cittadinanza e lavori gravosi: verso una razionalizzazione

Il tanto discusso Rdc godrà per l'anno prossimo di un significativo finanziamento pari a 1 miliardo di euro; non solo viene confermato ma,

in netto contrasto con quanto emerso per gli anni passati, la maggioranza sembra non accorgersi delle gravissime perdite economiche a cui questo strumento ha portato e va per la sua strada, apparentemente insensibile agli accorati richiami delle restanti forze politiche.

Questo è quanto emerge da alcune fonti ben informate in seno al Parlamento durante l'approvazione del Dpb da parte del Consiglio dei Ministri; come già discusso in un mio precedente articolo che trovate a questo link, ad oggi il sostegno grillino, tra dotazione già prevista e ulteriori fondi, ha reclamato 8,8 i miliardi che corrispondono alla cifra prevista per l'anno in corso (altri 9 miliardi).

Discorso a parte per quanto concerne i lavori gravosi, già normati da 15 codici ai quali se ne sommano altri 27 con le pensioni che potrebbero portare i sessantatrenni all'ammissione all'Ape sociale, permettendo ai soggetti in difficoltà in attesa della pensione vera propria, di percepire una discreta somma a sostegno.

E' lo stesso Pasquale Tridico (INPS) che durante un'audizione presso la Commissione Lavoro della Camera illustra i criteri suggeriti dalla Commissione che si occupa dei lavori gravosi; compaiono le nuove categorie rientranti in questa tipologia di attività che sono quelle degli operatori della cura estetica, gli operai e i fabbri forestali, i saldatori e i conduttori di impianti: invece sono fuori i macellai e i bidelli.

Cesare Damiano, presidente della Commissione, precisa che anche se le 27 categorie dovrebbero essere tutte quante eleggibili a questo status (dopo averne scremate ben 92), non vi è comunque la certezza che la loro totalità beneficerà del provvedimento.

Legge di Bilancio: ammortizzatori e famiglia

Seppur ancora in uno stato poco più che embrionale, la manovra grazie alla quale i soggetti senza lavoro possono percepire una qualche forma di aiuto, verrà introdotta per tutti; ci sono ancora sette giorni per giungere a una definizione totale e la Lega si dice preoccupata circa l'ampliamento dei contributi che afferirebbero alle aziende più piccole.

Il fine ultimo è rivedere gli ammortizzatori e le politiche attive, attraverso un iter formativo e di reinserimento simile per Naspi, percettori di Rdc e altri ammortizzatori.

Si prevede l'inserimento di sostegni che consentano di esonerare a livello contributivo quei lavoratori che provengono da aziende in stallo economico e di rifinanziare le politiche economiche volte all'autoimprenditorialità dei giovani e delle donne.

Le famiglie italiane non sono state dimenticate e per loro la manovra prevede fondi atti a intercettarne le necessità: si parte da 10 giorni di congedo parentale garantiti dallo Stato, l'incentivazione al lavoro delle donne via decontribuzione, soprattutto per quelle mamme che rientrano al lavoro dopo il periodo di maternità, per finire con sostegni indirizzati a rendere gratuiti i libri di testo per la scuola dell'obbligo.

Un'economia più efficiente: imprese, sanità e ammortizzatori sociali

Il Ministero per lo sviluppo economico(Mise) dovrebbe finanziare il Fondo di garanzie per le Piccole e medie imprese (Pmi), i contratti di sviluppo e la Nuova Sabatini, realizzando al contempo un apposito fondo per la transizione industriale.

Si prevede l'arrivo di nuove risorse per il Fondo Sanitario Nazionale, che rispetto a quest'anno potrà contare su due miliardi di euro per un totale di sei fino al 2024: soldi anche per il fondo dei farmaci innovativi e le spese per vaccini e farmaci destinati ad circoscrivere il COVID-19.

Infine tre miliardi per gli ammortizzatori sociali, soldi trovati dicono, grazie all'eliminazione del cashback; 1,5 miliardi di risorse fresche alle quali si aggiungerebbe un tesoretto di un miliardo e mezzo.