I contribuenti devono necessariamente mettere in calendario una data: il 1° luglio 2022, giorno in cui l'esterometro sarà abolito. Quali obblighi cambieranno, ma soprattutto cosa saranno costretti a fare i contribuenti dopo quella data? Sembra che quest'anno il 1° luglio sia una vera e propria data spartiacque: i contribuenti, che hanno aderito al regime forfettario, saranno obbligati ad emettere la fattura elettronica. Adesso scopriamo che verrà abolito l'esterometro.

Termine non molto felice, ma necessario dal 1° gennaio 2019, quando venne introdotto ufficialmente l'obbligo della fatturazione elettronica. Sostanzialmente stiamo parlando della comunicazione relativa alle operazioni transfrontaliere, che devono effettuare i contribuenti. Nell'esterometro rientrano tutte le transazioni che sono effettuate tra un soggetto residente in Italia e quanti non risiedano nel nostro territorio. L'esterometro, quindi, serve a fornire direttamente all'Agenzia delle Entrate tutti i dati di quelle operazioni che non sono soggette all'obbligo dalla fatturazione elettronica e che quindi non passano attraverso lo Sdi.

Esterometro: a quali operazioni si applica

In altre parole l'esterometro non è altro che l'obbligo di comunicare le operazioni effettuate e ricevute verso l'estero. Questo significa che i titolari di partita Iva che forniscono merci o servizi all'estero, così come quelle che le ricevono, sono obbligati ad effettuarlo. Dal 2019 tutte le imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica, sono tenute a presentare l'esterometro con cadenza trimestrale. Sempre che la comunicazione non sia già avvenuta in altro modo. Questa comunicazione non deve essere effettuata per:

  • quelle operazioni per le quali sia già stata emessa una bolletta doganale;
  • quelle operazioni per le quali sia stata emessa una fattura elettronica.

Fatte queste sostanziali premesse, è necessario ribadire che sono molte le imprese obbligate a compilare ed utilizzare l'esterometro. Tutte queste saranno costrette ad abbandonarlo il 1° luglio 2022.

Esterometro: come gestirne l'abolizione

Come abbiamo visto dal prossimo 1° luglio 2022 l'esterometro verrà definitivamente abolito. Da quella data le aziende, per regolarizzare la propria posizione nei confronti dell'Agenzia delle Entrate, dovranno appoggiarsi unicamente sulla fattura elettronica: dovranno utilizzare i nuovi tipi di documenti che sono stati messi a loro disposizione.

Fino a questo momento l'esterometro era un'alternativa all'emissione della fattura elettronica: dal 1° luglio 2022 non sarà possibile scegliere. Le aziende, entro quella data, dovranno essere in grado di utilizzare gli strumenti che sono stati messi a loro disposizione. E che qualcuno stava già utilizzando in via facoltativa. Entrando un po' più nello specifico, i nuovi documenti permetteranno di creare un'autofattura elettronica o integrazione, a seconda dei casi, che servirà a registrare negli appositi registri Iva - in entrata e in uscita - gli acquisti o le vendite effettuate. In modo da poter assolvere correttamente all'imposta dovuta.

Senza esterometro, la situazione più facile e veloce è quando l'azienda ha di fronte un cliente straniero. In questo caso sarà sufficiente emettere una normale fattura elettronica. Si utilizzeranno le modalità consuete e si dovranno rispettare le tempistiche di fattura immediata o differita. In questo caso al posto del codice destinatario, dato che abbiamo davanti un cliente estero, dovremo inserire un codice di sette X, come indicato dall’Agenzia delle Entrate: questo consentirà al Sistema di Interscambio di capire che stiamo emettendo una fattura destinata a un soggetto non residente. Nel campo relativo all’ID Paese andremo ad inserire la sigla corrispondete al Paese di residenza del cessionario/committente, mentre per il CAP utilizzeremo il codice convenzionale numerico composto da cinque zeri, “00000”.

Fattura: il ciclo passivo

Cosa dovremo fare, invece, con le fatture che riceveremo da un cliente estero? In questo caso la situazione diventa leggermente più complessa. Sarà necessario emettere una fattura elettronica, utilizzando i seguenti tipi documento:

  • TD17: Integrazione/autofattura per acquisto di servizi dall’estero;
  • TD18: Integrazione per acquisti di beni intraUE;
  • TD19: Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17 c. 2 D.P.R. 633/72. 

Nella compilazione delle fatture TD17, TD18 e TD19 dovremo riportare per intero i dati dell’operazione descritti nella fattura originaria, indicare i dati del fornitore nella sezione dedicata al Cedente/Prestatore e indicare invece i nostri dati nella sezione del Cessionario/Committente. Tutte le informazioni necessarie alla corretta compilazione sono disponibili all’interno della Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.