L’esterometro 2022 si sostanzia in un atto con cui le imprese provvedono alla comunicazione dei dati concernente le operazioni commerciali ed economiche transfrontaliere. In modo molto semplice. Questo ha la funzione di stilare l’elenco delle fatture attive e passive emesse verso l’estero o provenienti dall’estero. 

Tuttavia, a partire dal 1° luglio 2022 suddetta documentazione presumibilmente è andato in pensione, o almeno nelle forme che fino ad oggi abbiamo conosciuti. Ciononostante non dobbiamo affrettarti a dirgli addio, giacché a partire dal luglio 2022, verrà introdotto nella sua nuova veste, dopo soli tre anni di attività.

Il nuovo regime, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021,  dispone che l’onere di comunicazione delle fatturazione sarà adempiuto attraverso il Sistema di Interscambio e con il formato del file fattura elettronica. 

Vediamo cosa c’è da sapere sullesterometro 2022.

Cos’è l’esterometro?

Facciamo preliminarmente una breve introduzione sulla storia dell’esterometro e sulla sua funzione, che come potrai immaginare è volta a prevenire fenomeni elusivi ed evasivi. In specie, con le operazioni trasnèrontaliere è molto più evidente il rischio occultare operazioni economiche, anche di rilevante potere. 

Come affermato poc’anzi, l’esterometro è  un documento con il quale si provvede alla comunicazione delle fatture attive e passive relative ad operazioni transfrontalieri, introdotto nel 2019.

Le norma, infatti, è stata prevista a completamento della disciplina sulla fatturazione elettronica, imponendo l’onere di provvedere alla comunicazione di alcuni dati relative alla fatturazioni. Tale strumento, almeno con le caratteristiche originarie,  ha trovato applicazione fino al 2021.

Invece,  a  decorrere dal 1° luglio 2022, tali operazioni saranno soggette ad altre modalità di controllo. Infatti, per le operazioni effettuate dal 2022 i dati dovranno essere trasmessi telematicamente allo Sdi, secondo il formato previsto dalla fatturazione elettronica.

Chi è tenuto all’obbligo di comunicazione?

Tale onere di comunicazione del documento consistente nell’Esterometro è stato posto in capo ad alcuni soggetti. Erano, infatti, tenuti alla comunicazione obbligatoria tutti i soggetti passivi di Iva. 

Tuttavia, erano previsti degli esoneri per alcuni soggetti specifici, in particolare per: professionisti in regime di vantaggio,  professionisti in regime forfettario agevolato  produttori agricoli in regime di esonero; associazioni sportive dilettantistiche che operano sotto il regime 389/1991 e che hanno conseguito un volume di affari non superiore a 65.000 euro coloro che inviano i dati delle fatture attraverso il Sistema Tessera Sanitaria (medici, farmacisti etc..).

Tali soggetti esclusi, in buona sostanza,  sono soggetti che appartengono alla categoria di contribuenti che applicano un regime fiscale di vantaggio o un regime forfettario ovvero il regime speciale degli agricoltori.

I soggetti tenuti al versamento Iva dovranno provvedere a tale adempimento deve essere espletato  con particolare riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi

Tali operazioni devo essere poste in essere verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

Quali dati devono essere comunicati?

I soggetti citati poc’anzi erano tenuti a comunicare alcuni dati relativi alle fatture attive e passive per operazioni economiche e commerciali con carattere transfrontaliero, verso e provenienti da Paesi esteri.

I dati che dovevano nello specifico essere comunicati sono:I dati identificativi di chi invia e chi riceve la fattura; la data che comprova il documento; la data di registrazione del documento; il numero progressivo del documento; la base imponibile sulla quale si calcolano le imposte; l’aliquota IVA applicata e l’imposta, ovvero, qualora l’operazione sia esente IVA, la tipologia di operazioni.

Quali cambiamenti a partire dal 2022?

Come affermato nei precedenti paragrfi, è invece possibile constatare che vi sono dei cambiamenti per il 2022. A partire dal 1° luglio 2022, dopo il differimento che prevedeva il via a partire dal 1° luglio 2022.

Con la nuova disciplina, introdotta formalmente dalla Legge di Bilancio 2021, i dati che abbiamo indicato precedentemente, concernenti le c.d. operazioni transfrontaliere, non saranno più sottoposte al sistema previsto per l’esterometro.

Infatti, dovrete dire addio al sistema del documento in questione, ma si adotta, invero, un sistema preferibile, giacché consente una radicale semplificazione, eliminando un ulteriore onere per i contribuenti. 

Infatti, i dati delle operazioni citate dovranno essere comunicati direttamente, facendo uso del Sistema di Interscambio e il formato XML.

Questi due strumenti sono ad oggi impiegati per emettere le fatture elettroniche. 

Non tutte le operazioni sono subordinate all’obbligo comunicativo. Tale onere assume la dimensione di una  mera facoltà per tutte le operazioni per cui è stata emessa una bolletta doganale, oppure emessa o ricevuta una fattura elettronica mediante Sistema di Interscambio.

Cosa succede per tutte le operazioni fino al 30 giugno 2022?

Il rinvio dell’entrata in vigore del nuovo sistema, ha dato vita un particolare incoveniente. Fino a metà anno, infatti, il regime della comunicazione dei dati sarà differenziato. Solo a partire da luglio che si inizierà ad impiegare il nuovo sistema previsto dalla riforma della Legge di Bilancio 2021.

Come abbiamo evidenziato nei paragrafi introduttivi, il sistema ad oggi in vigore, è il metodo previsto dall’Esterometro. I soggetti passivi Iva, che siano essi contribuenti residenti in italia o meri soggetti stabiliti, sono tenuto a comunicare i dati in via telematica.

Alla scadenza di ogni trimestre, infatti, i contribuenti dovranno presentare il documento sul sito dell’Agenzia delle Entrate, con riferimento a tutte le operazioni transfrontaliere attive e passive, concluse con soggetti che, invece, non sono stabiliti sul territorio italiano. 

Sono ad oggi previste delle eccezioni, che sono puntualmente elencate all’art. 1 co 3-bis del D.Lgs n. 127 del 2015. A questa categoria, come dicevamo, appartengono le bollette doganali o le fatture che già sono emesse o ricevute con il sistema della fatturazione elettronica. Per tali operazioni, la comunicazione è facoltativa. 

Le modalità erano state poi delineate con provvedimento attuativo.  Le modalità e i termini di trasmissione dei dati delle operazioni transfrontaliere restano, dunque, fino al 30 giugno immutate. 

Invero, come confermato in più occasioni anche dall’Agenzia delle Entrate, sono due i tipi procedimento che possono essere posti in essere per procedere alla comunicazione dell’esterometro. 

La trasmissione all’Agenzia delle entrate può avvenire mediante comunicazione di un file che contenda i dati necessari ad assolvere all’onere. Quindi esso dovrà riportare quanto richiesto per ciascuna operazione effettuata.

Mentre, per quanto riguarda la la seconda modalità di comunicazione, è possibile procedere, anche in questo caso, alla redazione di apposito documento, in tal caso per ogni operazione attive. 

Tale file deve essere conforme al tracciato e alle regole tecniche della fatturazione elettronica, da trasmettere al Sistema di Interscambio, impostando il campo “codice destinatario” con un valore convenzionale (XXXXXXX).

Cosa cambia a partire da luglio 2022?

L’esterometro 2022, così come descritto nel precedente paragrafo, va in pensione a partire da luglio 2022, quando saranno introdotte nuove modalità previste per la presentazione 

A partire da tale data, dunque, li dati delle operazioni devono essere comunicati esclusivamente mediante il Sistema di Interscambio e il formato XML, secondo il sistema impiegato per l’invio delle fatture elettroniche. 

In particolare le modalità saranno in parte differenti a seconda che si tratti di fatturazioni attive e passive.

Per quanto attiene alle operazioni attive, emesse in favore di soggetti non stabiliti nel territorio italiano. In questo caso, è necessario emettere una fattura elettronica indicando codice “XXXXXXX” (sette volte X), alla voce “codice destinatario”.

Alcune altre preculiarità sono previste per le fatture passive, passa quella ricevuta secondo le modalità suddette da soggetti esteri nei confronti di soggetto contribuente in Italia o stabilito in Italia. 

In questo caso, colui che riceve la fattura deve emettere un documento elettronico appartenente a taluna delle seguenti categorie: “TD17“, “TD18” e “TD19“.

Suddetto documento dovrà essere trasmesso al Sistema di Interscambio. 

E’, tuttavia, bene possibile provvedere ad una successiva integrazione del documento cartaceo consistente nella fattura. Infatti, è anche possibile procedere all’emissione dell’autofattura, che può essere emessa in via analogica, per poi esser trasmessa in formato XML mediante Sistema di Interscambio.

Quali sono i termini di comunicazione della fattura?

L’esterometro prevede una specifica scadenza trimestrale. Ma a partire dal 1° luglio 2022 quali saranno i termini per la comunicazione dei dati? Anche in questo caso dobbiamo procedere ad una distinzione tra fattura attive e passive.

Per le fatture attive devono essere comunicate entro i termini previsti per l’emissione delle fatture stesse o dei documenti che individuano i corrispettivi da pagare. Ciò posto, il termine deve essere di 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione transfrontaliera, sia essa una cessione o una prestazione di un servizio, salvo le parti abbiamo disposto un termine differente.

Mentre, per quanto riguarda le fatture passive, l’onere di comunicazione deve essere espletato entro il quindicesimo giorno del mese successivo a quello del ricevimento  della fattura attiva diretta al contribuente. 

Cosa succede se non si provvede a comunicare i dati?

La riforma ha comportato l’introduzione di una nuova disciplina la cui violazione comporta l’irrogazione di una sanzione per inadempimento all’onere di comunicazione dei dati, secondo quelle che sono nuove regole per il c.d. estrometto 2022, come impropriamente definito.

A tal proposito, infatti, la Legge di Bilancio 2021 ha esteso la sanzione prevista dall’art. 11, comma 2-quater, D.Lgs. n. 471/1997. Il legislatore ha disposto che  la sanzione sarà applicabile a tutti i contribuenti che a partire da luglio 2022 non adotteranno suddetta procedura di comunicazione.

La sanzione è  fissata nella misura di 2 euro per ciascuna fattura, entro il limite massimo di 400 euro mensili.

Sei vuoi saperne di più sulla fatturazione elettronica e l'esterometro ti consigliamo il seguente video di Giampiero Tersi: