Quando si parla di evasione fiscale la prima cosa che viene in mente sono tutte le conseguenze che purtroppo ne potrebbero derivare: sanzioni, multe, ipoteche. Chi più ne ha più ne metta. Però prima di fasciarci la testa, bisognerebbe sapere che, benché l’evasione fiscale sia di per sé un illecito, non tutte le sanzioni sono così gravi.

Le sanzioni derivanti da un’evasione, però, possono essere anche penali, ma queste scattano solamente nelle situazioni più gravi. Quindi, in sostanza, cos’è l’evasione fiscale? Cosa succede in caso di evasione? Quali sanzioni verrebbero applicate in caso di evasione? E quando questo può diventare reato?

Vediamo di rispondere a tutte le domande.

Evasione fiscale, di cosa si tratta?

L’evasione fiscale si verifica quando un contribuente si rifiuta di dichiarare quanto realmente percepito o di dichiararlo in maniera errata, emettendo ad esempio false fatture, omettendo di dichiarare il proprio reddito ecc.

Esistono diversi modi per evadere le tasse e di certo in Italia, e non solo, la fantasia non manca. Ad ogni legge e ad ogni obbligo molti trovano spesso il modo di evadere le tasse. Dalla dichiarazione dei redditi, infatti, vengono stabilite e calcolate le imposte dovute allo Stato. A volte, queste risultano essere davvero molto alte, quindi, molti violando chiaramente la legge non dichiarano quello che dovrebbero.

È chiaro, però, che appena l’Agenzia delle Entrate effettua i dovuti controlli, questi che hanno impudentemente dichiarato il falso, subiranno alcune sanzioni, più o meno gravi. 

Evasione fiscale, quali sanzioni vengono applicate?

Cosa succede a tutti coloro che evadono le tasse? A tutti gli evasori fiscali, verranno applicate delle sanzioni pari all’entità dell’evasione. In particolare, bisogna ricordare che l’evasione fiscale è un illecito tributario per cui le sanzioni applicate saranno sostanzialmente economiche. 

Il contribuente dovrà, quindi, pagare in cambio una somma di denaro che porterà la situazione fiscale alla normalità. Se, però, la sanzione supera la soglia di punibilità, ovvero quando supera i limiti imposti dalla legge civile, allora la sanzione applicata sarà penale.

Ma in sostanza, da cosa dipende la sanzione? Le conseguenze dell’evasione dipendono essenzialmente dal tipo di evasione. Abbiamo spiegato già che di solito è l’Agenzia delle Entrate che normalmente calcola l’imposta dovuta, poiché è la stessa a cui si dovrà dichiarare il reddito realmente percepito. Da questa dichiarazione, la stessa procederà al calcolo delle imposte dovute allo Stato.

Quando questo pagamento non avviene, allora, il soggetto evade le tasse. Come conseguenza di ciò, si avvierà la procedura di esecuzione forzata. Questa è una procedura che consiste nell’ottenere in modo forzoso e coatto il pagamento dell’imposta allo Stato.

La conseguenza più grave che potrebbe presentarsi dal mancato pagamento dell’imposta è il pignoramento dei beni del debitore. In altri casi, invece, le sanzioni previste possono essere l’ipoteca o il fermo amministrativo dell’auto. In particolare, in caso di mancato pagamento del bollo auto, scaduti tutti i termini per effettuare il pagamento, potrà verificarsi anche il pignoramento del conto corrente.

Vi consiglio la visione del video del canale Youtube Vez Economy:

Evasione fiscale: ad ogni evasione una sanzione diversa

Vediamo adesso quali sanzioni amministrative vengono applicate in caso di evasione fiscale.

Può accadere che un contribuente non decida volontariamente di non pagare le imposte, ma che semplicemente se ne dimentichi, non rispettando in questo modo la scadenza. In questo caso, la sanzione più probabile che venga applicata è la mora. Questa verrà calcolata in base ad i giorni di ritardo. In particolare, le more saranno così assegnate:

  • per dei ritardi superiori ai quindici giorni, la mora calcolata sarà pari all’1 per cento dell’importo non versato per i giorni di ritardo;
  • per dei ritardi inferiori a novanta giorni, la sanzione amministrativa sarà pari al 15 per cento dell’importo non versato;
  • per i ritardi superiori a novanta giorni, la mora applicata sarà pari al 30 per cento dell’importo non versato.

Evasione fiscale sulla dichiarazione dei redditi

Abbiamo appena detto, che un contribuente che nel presentare la dichiarazione omette dei redditi percepiti o emette false fratture potrebbe andare incontro a delle sanzioni amministrative. Le sanzioni amministrative appena citate sono le seguenti:

  • nel caso in cui un contribuente non effettui la dichiarazione dei redditi, in caso di omessa dichiarazione, la sanzione applicata è pari al 120 per cento o al 240 per cento delle imposte dovute. L’importo base è di 258 euro, ma può benissimo arrivare a 1.032 euro. Se il reddito non dichiarato proviene dall’estero, allora la mora aumenterà di un terzo;
  • nel caso in cui un contribuente effettui la dichiarazione dei redditi ma in maniera non corrispondente alla realtà, la sanzione applicata varierà dal 100 per cento al 200 per cento. Anche in questo caso, se il reddito percepito viene prodotto all’estero, la sanzione saranno aumentate di un terzo.

Secondo il sito La Legge per Tutti:

“In caso di omessa tenuta o conservazione della contabilità, la sanzione va da 1.032 euro a 7.746 euro.  Le sanzioni sono raddoppiate se dalle irregolarità emergono evasioni dei tributi diretti e dell’Iva complessivamente superiori, nell’esercizio, a 51.645,69 euro.”

Evasione fiscale sull’imposta di registro e sulle imposte catastali

Nel caso di mancata richiesta di registrazione la sanzione amministrativa applicata può variare da 120 per cento a 240 per cento delle imposte dovute. 

La sanzione può variare del 100 per cento e del 200 per cento del valore dell’imposta dovuta, nel caso si insufficiente dichiarazione di valore. Oppure, la sanzione potrebbe variare del 200 per cento o del 400 per cento del valore dell’imposta dovuta, nel caso di occultazione del reddito percepito.

Nel caso in cui un contribuente commetta un’evasione sulle imposte ipotecarie e catastali, la sanzione applicata varierà del 100 per cento al 500 per cento del valore dell’imposta.

Evasione fiscale: compensazione nel modello F24 

Se un contribuente decide di compensare i crediti mancanti nel modello F24 con altri crediti inesistenti, questo verrà punito con il pagamento di una sanzione che può variare dal 100 per cento al 200 per cento dei crediti inseriti in compensazione. 

Se i crediti inseriti superano i 50 mila euro la sanzione prevista sarà pari al 200 per cento. Ogni accertamento sulla dichiarazione dei crediti verrà effettuato entro il 31 dicembre, ma soltanto dopo otto anni dall’utilizzo del credito.

Evasione fiscale: le sanzioni penali

Quando i contribuenti che evadono le tasse superano la cosiddetta soglia di punibilità, allora scatteranno le sanzioni penali. Mentre le sanzioni amministrative prevedono il pagamento di una somma di denaro per riportare la situazione fiscale alla normalità, le sanzioni penali si verificano soltanto in presenza di reati di truffa ai danni dello Stato, per cui il soggetto non solo sarà obbligato al pagamento di una sanzione altissima, ma dovrà fare i conti anche con la fedina pena inevitabilmente macchiata dal reato commesso.

I reati in questione sono i seguenti:

  • dichiarazione fraudolenta;
  • dichiarazione infedele;
  • omessa dichiarazione;
  • omesso versamento Iva e ritenute certificate;
  • omissioni fatture false e occultamento documenti contabili;
  • omesso versamento.

In caso di dichiarazione fraudolenta, che consiste nella falsificazione dei dati presenti nella dichiarazione dei redditi o Iva, il contribuente va evidentemente incontro alle sanzioni penali. Ma affinché si parli di sanzione penale, devono verificarsi le seguenti situazioni:

  • è necessario che il contribuente evada almeno 30 mila euro di imposte;
  • è, inoltre, necessario che tutti gli elementi sottratti imposizione e gli importi dei crediti siano superiori al 5 per cento dell’imposta.

In questi ultimi casi, sia per gli elementi sottratti all’imposizione che per gli importi dei crediti e delle ritenute fittizie, il contribuente non deve aver superato rispettivamente 1,5 milioni di euro e 30 mila euro.



Nel caso in cui vengano superate le suddette soglie allora il soggetto andrà incontro alla reclusione da uno a 6 anni di carcere.

Nel caso di dichiarazione infedele, invece, il contribuente non falsifica la dichiarazione, ma semplicemente omette delle fatture, dei redditi percepiti, oppure potrebbe anche aumentare le spese sostenute. Anche qui, però, dovranno verificarsi certi elementi affinché si costituisca il reato:

  • il dichiarante deve aver omesso più di 150 mila euro;
  • inoltre, i redditi che il contribuente non dichiara devono superare i 3 milioni di euro, pari al 10 per cento sul totale.

Nel caso di omessa dichiarazione, questa si verifica nel caso in cui il contribuente decide di non presentare la dichiarazione dei redditi. In questo caso, affinché scatti una sanzione penale è necessario che il soggetto evada più di 50 mila euro, che consisterà nella reclusione da uno a 3 anni.

Nel caso di versamento Iva e ritenute certificate, è necessario che il contribuente evada più di 250 mila euro.

Quando il contribuente, invece, decide di evadere le tasse emettendo delle false fatture, la sanzione penale diventerà ancora più grave, anche se questa evasione lo avvantaggiasse di solo un euro: proprio e solamente in questo caso e in queste condizioni, la pena prevista è la reclusione da un anno e 6 mesi fino a 6 anni.

Anche per l’occultamento e la distruzione di documenti contabili è prevista la reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Per l’omesso versamento dell’Iva, se il contribuente decide con questo atto illecito di evadere più di 250 mila euro andrà incontro alla reclusione da sei mesi a due anni. Stessa pena è prevista per l’omesso versamento di ritenute, ma quando il contribuente evade più di 150 mila euro.