Si stringe il nodo intorno alle partite IVA a regime forfettario. Arriva la fattura elettronica obbligatoria entro l’anno in corso. La piaga dell’evasione fiscale diventa sempre più ingombrante, per questo motivo il Ministero dell’Economica ha bene pensato di rafforzare l’obbligo della fatturazione elettronica includendo anche i forfettari. D’altra parte, estendere la fatturazione elettronica a tutte le partite IVA rientra nel beneplacito della Commissione Europea. 

La verità è che per adesso, i forfettari possono ancora optare se servirsi della fatturazione elettronica. Anche perché il MEF è impegnato a individuare le misure operative per il secondo trimestre 2022, seguendo le disposizioni previste dal PNRR.

Tuttavia, importanti novità sono state introdotte nel “Traguardo M1C1-1033” incentrato nella riforma fiscale e che prevedono l’allargamento delle condizioni previste per la fatturazione elettronica anche per le partite IVA a regime forfettario. 

Nella Legge di Bilancio 2022, il Governo Draghi non ha apportato modifiche al regime forfettario, né consegue che restano in vigore i medesimi requisiti applicati nel 2021. In sostanza, il Consiglio UE ha pressato l’Italia per ottenere l’obbligatorietà sulla fatturazione elettronica estendendo tale principio sino al 2024 e, quindi, includendo in questo contesto anche il regime forfettario. 

In altre parole, l’obbligo si trova parcheggiato dietro la porta e potrebbe scattare a breve. E, quindi, tutto si riduce in un problema di tempistiche. Nei paragrafi successivi maggiori dettagli sugli obblighi, ma anche sui vantaggi per i forfettari.

Regime forfettario fattura elettronica 2022: ecco da quando

È possibile che l’obbligo della fatturazione elettronica per i forfettari scatti a metà del 2022. In sostanza, nel primo semestre si dovrebbero raggiungere diversi obiettivi, tra cui il Milestone M1C1-103. Non si tratta di procedure formali, ma essenziali norme previste dal MEF nella Riforma fiscale la cui applicazione è fondamentale per ottenere i fondi del PNRR. 

Secondo quanto riportato da informazionefiscale.it, il discorso cade sugli adempimenti da rendere operativi e in vigore a tutti gli effetti di legge. Si tratta dell’innesco di procedure, regolamenti e atti amministrativi la cui funzione è quella di spianare la strada alla tax compliance, perfezionando controlli e audit. Elementi presenti nella sintesi del MEF unite alla Relazione al Parlamento per la realizzazione dei piani contenuti nel PNRR. 

Amplificare gli obblighi della fatturazione elettronica includendo anche coloro che attualmente risultano esonerati, come i forfettari, rientra nei primari obbiettivi proposti dal MEF alla lotta all’evasione fiscale. Per questo motivo, è possibile che i forfettari rientrino nell’obbligo della fattura elettronica. 

Non si esclude che l’Italia appoggi, senza batter ciglio le disposizioni pretese dall’Europa spalmando la fatturazione elettronica anche alla vasta platea di esonerati. Anzi, è possibile che per accedere ai fondi del PNRR diventi necessario incollare tale disposizione per tutte le partite IVA per ottenere l’autorizzazione dal Consiglio UE. 

Intanto, tutto resta ancora appeso a un filo. Non vi sono direttive dal MEF in merito all’obbligo per i forfettari. Il 2022 è partito già ricco di novità e non è detto che nel corso del tempo il quadro non si infittisca ulteriormente di cambiamenti. D’altra parte, l’obbiettivo dell’Italia resta quello di ottenere le risorse previste nel programma Next Generation EU.

Per il MEF non togliere l’esonero ai forfettari potrebbe precludere l’attività di contrasto all’evasione fiscale specie sul fronte IVA.  

Basti pensare che secondo i dati diramati dal MEF riferiti all’anno d'imposta 2019, ben 1,8 milioni di forfettari hanno applicato il regime agevolato con l’imposta del 15%. Il vero problema è l’assenza d'informazioni sulle operazioni eseguite dai forfettari che generano un elemento costitutivo di un reato e, quindi, inteso in termini giuridici viene definito un “vulnus”. Alla fine si produce un argine sull’iniziative necessarie a stimolare la compliance.

Un punto messo in chiaro dal MEF nel documento orientativo presentato al Governo Draghi, che dovrebbe delineare la strada per la riforma del Fisco come reclamata dal PNRR. 

Gli obbiettivi da raggiungere sono diversi, in primis limitare il gap in tema di IVA. D’altra parte, non sfugge che dall’entrata in regime della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2019, è stato riconquistato un gettito IVA nella misura del 2,4% rapportato al 2018, per un valore complessivo di circa 3,5 miliardi di euro. Ecco, perché, si spinge a falciare la platea degli esonerati per recuperare un gettito IVA maggiore rispetto alle stime registrate nel 2019. 

Infine, ricordiamo che non è stato ancora messo a regime l’obbligo della fattura elettronica per i forfettari, manca, la decisione definitiva del Governo Draghi. In ogni caso, se dovesse procedere in tal senso rendendo operativo l’obbligo della fatturazione per il regime forfettario, l'Esecutivo dovrebbe apportare diverse modifiche al decreto Legislativo n. 127/2015.

Si consiglia la visione del video YouTube di Carlo Alberto Micheli sul regime forfettario 2022. 

Regime forfettario fattura elettronica 2022: relazione del MEF del 20 dicembre 2021 

Nella relazione presentata dal MEF al Governo per decidere su quale strada optare non vi è presente solo l’obbligo dell’e-fattura, ma esistono anche altri provvedimenti che se adottati dovrebbero contrastare attivamente l’evasione fiscale. Impattando fortemente sui furbetti delle fatture, ovvero su coloro che omettono la fatturazione. 

Diverse sono le proposte contenute nel rapporto del MEF esibito al Parlamento, sui cui il legislatore dovrà pronunciarsi, tra cui: 

  • rendere operativa una nuova comunicazione che contenga gli elementi dei pagamenti elettronici;
  • previsto il rafforzamento, nonché il potenziamento legati ai controlli preventivi;
  • previsto il rafforzamento delle lettere di compliance;
  • previsto riassetto dell’analisi del rischio.

Per questo motivo, non si esclude l’adozione di una legge ad hoc orientata a tagliare le disposizioni attualmente in vigore sull’esonero dei forfettari. In sostanza, per attuarsi l’obbligo della fatturazione elettronica ai forfettari è necessario un intervento del legislatore sull’articolo 1, comma 3 del decreto Legislativo n. 127/2015. 

Forfettari a rischio esonero?

Attualmente per le partite IVA a regime forfettario è operativo il sistema di premialità, nato al fine d'incoraggiare l’utilizzo della fatturazione elettronica

I benefici fiscali per chi adopera la fatturazione elettronica sono diversi. In primis, entrano in vigore le norme disciplinate dall’articolo 43 del DPR n. 600/73, norme disposte per l’accertamento delle imposte sui redditi. In particolare, il regime di decadenza dell’accertamento fiscale viene ridotto di un anno. 

Per questo motivo, le fatture elettroniche emesse in ritardo o cartacee per poi essere riprodotte in forma elettronica risultano perfettamente conformi alla norma. Questo, perché per queste circostanze vengono applicate le norme previste dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 520/2021. 

Come si legge dal sito dell’Agenzia delle Entrate sul regime agevolato dei forfettari i vantaggi sono molteplici, tra cui: 

  • non hanno l’obbligo di applicare l’IVA;
  • non hanno l’obbligo relativa alla liquidazione dell’imposta, viene meno il versamento e la relativa presentazione connessa alla dichiarazione annuale;
  • non hanno l’obbligo di registrare i corrispettivi, le fatture emesse e ricevute. 
  • non hanno l’obbligo della fatturazione elettronica. 

Ricordiamo, ancora, che non è stato introdotto l’obbligo della fatturazione elettronica per il regime forfettario. Tale disposizione non è presente nella Legge di bilancio 2022, né tantomeno nel decreto Fiscale.