La fatturazione elettronica è letteralmente una rivoluzione che il Governo ha messo in pratica da diverso tempo, puntando tutto sulla condivisione dei dati istantanea con l'Agenzia delle Entrate. In molti ancora si chiedono: entro quando va inviata la fattura elettronica? Come funziona il calcolo dei giorni? Ecco tutte le risposte che stavi cercando.

Il punto di partenza è sicuramente il funzionamento della fatturazione elettronica, inteso come scambio di informazioni. Infatti, attraverso questo sistema lo scambio di informazioni con il Fisco è praticamente immediato e la direzione è proprio questa, naturalmente con una logica di lotta all'evasione fiscale e in generale di maggiore trasparenza tra cittadini, Partite IVA e Agenzia delle Entrate.

Inoltre, la riforma fiscale prevede che da luglio la fatturazione elettronica riguardi anche i soggetti con Partita IVA forfettaria, cioè sostanzialmente gli unici che mancavano ad adottare questa modalità. Per il momento, sono esclusi solo coloro che fatturano meno di 25.000 euro (il cui obbligo partirà dal 2024).

A maggior ragione risulta utile comprenderne il funzionamento, in particolare un aspetto tecnico che in molti non hanno ancora chiaro: il calcolo dei giorni entro cui è necessario emettere la fattura elettronica ed il criterio con cui vengono considerati.

Ecco tutte le informazioni utili in questo approfondimento.

Come funziona la fatturazione elettronica? Ecco il Sistema di Interscambio

La fatturazione elettronica cambia in maniera notevole le abitudini delle attività degli italiani, costretti a considerare la fatturazione non più come l'invio (e la stampa) della fattura ad un soggetto che poi corrisponderà il pagamento, ma come un qualcosa di virtuale che appare come molto più rapido, semplice ed intuitivo.

Infatti, l'invio telematico non dipende solo dalla modalità di trasmissione, naturalmente online, ma dall'utilizzo di un provider certificato che permette alla comunicazione di arrivare immediatamente al Fisco attraverso il Sistema di Interscambio (spesso abbreviato in SdI).

Ciò significa che nel momento stesso in cui il cliente riceve la fattura, anche l'Agenzia delle Entrate è in possesso di tutte le informazioni utili. In tal modo, è molto più semplice ottenere e confrontare i dati in vista della dichiarazione di quanto fatturato, in quanto l'Agenzia delle Entrate ha già praticamente tutto ciò che serve.

Fatturazione elettronica e tempo di invio: ecco cosa dice il Fisco

Per quanto riguarda i tempi di invio della fatturazione elettronica, bisogna considerare delle regole nettamente più stringenti rispetto a quanto accadeva con la fatturazione cartacea. Infatti, il Fisco ha previsto che vi siano solo 12 giorni di tempo per provvedere all'invio.

Innanzitutto, definiamo come funziona il calcolo di questo intervallo di tempo. Bisogna considerare il giorno in cui avviene l'operazione, cioè: in caso di bene immobile fa fede la stipula del contratto; in caso di bene mobile fa fede la consegna del bene stesso; in caso di servizio fa fede il giorno di pagamento del corrispettivo.

Da questa data, ritenuta quindi la data in cui avviene l'operazione, si calcolano semplicemente i 12 giorni per poter emettere la fattura. In molti casi, essendo il sistema piuttosto veloce ed intuitivo, si procede già il giorno stesso, ma nel complesso bisogna considerare come regola fondante il rispetto del termine di questi 12 giorni.

Ci sono poi delle casistiche differenti che possono cambiare leggermente tale criterio, come vedremo nel seguente paragrafo.

Ecco quando si può emettere la fattura elettronica differita

La fattura elettronica differita, come è semplice intuire dal termine, è una forma specifica prevista per due casistiche in particolare, in cui il termine dei 12 giorni non va considerato, ma si assume un criterio diverso.

Le due casistiche previste per legge sono:

  • la cessione di un bene la cui consegna o spedizione risulta da un documento di trasporto (DDT) o da un altro documento equipollente (con le caratteristiche determinate dal D.p.r. n. 472/96);
  • la prestazione di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto.

In queste due casistiche il termine non è più quindi quello dei 12 giorni, ma diventa entro il 15 del mese successivo a quello in cui si effettua l'operazione. Come data di operazione si considera dunque quella del DDT o dell'ultimo dei servizi effettuati nella seconda casistica.

Fatturazione elettronica: ecco qualche esempio

Il primo esempio riguarda un'operazione avvenuta il 10 giugno 2022 e di tipologia ordinaria: la fattura deve indicare come giorno dell'operazione proprio il 10 giugno, così come il giorno a cui la fattura fa riferimento (anche in termini di numero progressivo della fattura). Essa va emessa entro il 22 giugno 2022.

Immaginiamo la medesima situazione ma con emissione di un DDT, dunque nella casistica della fatturazione differita. Qualsiasi sia il giorno di giugno a cui fa riferimento il DDT, la fattura dovrà essere emessa entro il 15 luglio 2022.

Se invece il servizio è avvenuto il 10, il 15 ed il 25 giugno (con idonea documentazione), allora la data della fattura sarà il 25 giugno, l'ultimo servizio emesso, mentre il termine sarà comunque quello del 15 luglio 2022. 

La volontà del Governo di informatizzare questo genere di servizi è evidente, così come il beneficio che si vuole trarre in termini di lotta all'evasione e digitalizzazione in generale, come testimonia anche l'imminente arrivo del cashback fiscale che cambierà il sistema di detrazione delle spese che fino ad ora indicavamo nel Modello 730. La strada è ancora lunga, ma la direzione è piuttosto chiara.