La fatturazione elettronica per tutti è finalmente realtà, lo conferma l'obbligo ormai diventato legge ed entrato in Gazzetta Ufficiale alcuni giorni fa. Come funziona la fatturazione elettronica? Chi ne è ancora escluso? Ecco tutto ciò che c'è da sapere e come procedere per rispettare tutti gli obblighi e non incorrere in sanzioni.

Se ne parla da mesi, anzi possiamo dire anni, ma finalmente la fatturazione elettronica per tutti è realtà. Se ne discute da tanto soprattutto per quanto riguarda i titolari di Partita IVA in regime forfettario, perché tutti gli altri di fatto hanno già da tempo questo obbligo da rispettare.

Dal 2019, infatti, i titolari di Partita IVA e le imprese emettono la fattura secondo queste modalità, inviando così in automatico le informazioni utili all'Agenzia delle Entrate attraverso il cosiddetto Sistema di Interscambio. Un modo per automatizzare e velocizzare l'intero meccanismo, ma anche per far arrivare all'Agenzia delle Entrate tutte le informazioni utili, in modo da combattere in modo ancor più efficace l'evasione.

Ovviamente, però, rimane il problema dell'evasione su ciò per cui non si emette fattura, le cosiddette transazioni in nero. In ogni caso, la strategia di lotta all'evasione è ben più ampia della sola fatturazione elettronica, che costituisce solo un mattone dell'intera struttura di lotta all'evasione, inserita anche tra gli obiettivi del PNRR.

Inoltre, vediamo all'interno dell'articolo anche gli aspetti pratici della fatturazione elettronica, dai portali su cui si può realizzare alle cose da sapere per non rischiare di subire sanzioni. Infatti, chi non ha mai fatto questo tipo di passaggio potrebbe non sapere tutte le informazioni utili e ricadere così in errore. In tal senso, resta comunque utile far riferimento ad un esperto del settore (un commercialista) per togliersi ogni dubbio.

Per chi volesse approfondire, suggeriamo questo video molto completo sul tema di Giampiero Teresi, commercialista esperto di regime forfettario:

Cosa si intende per fatturazione elettronica?

In molti si chiedono cosa sia esattamente questa fatturazione elettronica, ma la risposta è molto semplice: è ogni fattura non cartacea inviata telematicamente attraverso il Sistema di Interscambio. Non è quindi fatturazione elettronica l'invio in PDF via mail di una fattura cartacea scannerizzata, per intenderci.

Il riferimento al passaggio elettronico è duplice: da un lato passare obbligatoriamente per il Sistema di Interscambio, dall'altro non stampare più la fattura cartacea, anche per evitare sprechi ormai totalmente inutili.

Praticamente tutto è ormai solo digitale, dunque passare per la stampa delle fatture diventa veramente fuori dal tempo, anche perché come spiegato in precedenza il passaggio telematico si fa già da anni e anni attraverso l'invio delle fatture in PDF via mail.

Un aspetto semplice, se vogliamo, ma che toglie ogni dubbio circa cosa sia la fatturazione elettronica e quale sia la logica con cui è stata approvata questa novità. Come detto in introduzione, la fatturazione elettronica esiste già per diverse categorie da anni ed era noto che l'unica esclusa, i titolari di Partita IVA forfettaria, sarebbe stata coinvolta nel giro di qualche mese o anno.

I tempi si sono poi dilatati, principalmente a causa della pandemia che ha completamente stravolto le priorità, ma era cosa certa che fosse questione di tempo. Se ne è riparlato ora in occasione dell'approvazione della legge delega alla riforma fiscale, con una volontà del Governo di fare dei passi avanti che ha sicuramente sbloccato la situazione.

Chi è obbligato ad emettere fattura elettronica? Attenzione al fatturato!

Come in parte abbiamo già anticipato, l'obbligo di fatturazione elettronica diventa realtà a partire dal 1° luglio 2022, cioè praticamente tra meno di due mesi. Un tempo tecnico piuttosto breve che ha portato i titolari di Partita IVA a protestare ed anche i commercialisti, ma è difficile che ci siano dietrofront del Governo.

Al momento gli unici coinvolti nella novità sono i titolari di Partita IVA in regime forfettario, che però non vedono cambiare in alcun modo la propria situazione dal punto di vista degli obblighi fiscali. Cambia solo la modalità di funzionamento della fatturazione, solo ed esclusivamente una questione pratica.

I forfettari sono infatti coloro che rientrano nel regime agevolato, vale a dire quel sistema in cui gli obblighi fiscali sono ridotti, così come ridotta è la tassazione e la documentazione da fornire alla fine di ogni anno di riferimento. Nonostante questo, ora l'obbligo arriva anche questi soggetti, in funzione dell'obiettivo di automatizzare il sistema e portare Agenzia delle Entrate a conoscenza delle transazioni in maniera sistematica.

C'è però una importante distinzione da fare: l'obbligo vale solo per chi ha un fatturato superiore ai 25.000 euro. Per chi rimane sotto questa soglia, l'obbligo arriverà in teoria a partire da gennaio 2024. Obbligati alla fatturazione elettronica anche gli enti del terzo settore e le società sportive dilettantistiche.

Come si fa la fattura elettronica? Tutto ciò che c'è da sapere

Il Sistema di Interscambio è l'elemento chiave dal punto di vista di AdE, che così viene a conoscenza dei dati della transazione in maniera praticamente immediata, ma cosa c'è da sapere per i soggetti che devono emetterla a partire dal 1° luglio 2022?

In sostanza, essa si può emettere all'interno del sistema dell'Agenzia delle Entrate o tramite uno dei provider autorizzati, i quali forniscono alcuni servizi aggiuntivi per la gestione delle fatture e per la semplificazione di tutto il meccansimo. Di fatto, però, è un'operazione molto semplice.

Attraverso questi provider o il proprio cassetto fiscale si può compilare una fattura all'interno della quale ci sono tutte le informazioni utili del destinatario: dati anagrafici, codice fiscale o Partita IVA, indirizzo, importo, tipologia di lavoro svolta. In sostanza, tutti i dati che venivano inseriti nella fattura cartacea.

Una volta inviata attraverso il sistema, non ci sarà bisogno di fare altro. Certamente non di stamparla o salvarla in PDF, anche se in caso di necessità lo si può fare e si può inviare al cliente la cosiddetta "copia di cortesia" vai mail, in modo da metterlo a conoscenza dell'inviata fattura.

In caso di Partita IVA, è necessario inserire anche la PEC ed il codice destinatario, mentre se si tratta di un cliente privato si inserisce il codice fiscale e nel campo del codice destinatario (che un privato non ha) si mette "0000000". In qualsiasi caso, una volta completata la procedura come previsto, il soggetto ha adempiuto al proprio obbligo.

Regime forfettario: non è questa l'unica novità

La legge delega alla riforma fiscale porta diverse novità ai forfettari, tra cui anche l'obbligo di fatturazione elettronica, ma non è certamente questa l'unica. Anzi, in un certo senso si tratta della novità meno rilevante perché come visto è solo una questione "tecnica", ma dal punto di vista della tassazione non cambia niente.

Potrebbe cambiare molto invece un eventuale nuovo regime transitorio di mezzo tra il regime ordinario ed il regime forfettario: il tetto ad oggi è fissato a 65.000 euro, ma potrebbe esserci questa modalità transitoria per due anni per chi fattura oltre la soglia del forfettario ma entro i 100.000 euro.

Per questi soggetti rimarrebbe l'obbligo di fatturazione elettronica, ovviamente, e la flat tax probabilmente al 20%. Questa aliquota potrebbe cambiare anche in funzione delle decisioni che verranno prese per quanto riguarda l'Irpef, che potrebbe addirittura passare a tre aliquote. Ricordiamo infatti che una volta usciti dal forfettario ed entrati nell'ordinario si subisce la tassazione prevista dagli scaglioni Irpef.