Il Governo Draghi si trova ancora a "combattere" una battaglia importante: quella per la flat tax generalizzata. Difficile che diventi realtà a breve, ma si tratta di una lotta ideologica, politica ed ovviamente fiscale. Draghi non propende per questa soluzione, la Sinistra combatte apertamente questo tema da sempre portato avanti dalla Destra. Ecco cosa potrebbe succedere e quali sono i risvolti fiscali.

Ovviamente, l'approfondimento non è politico ma fiscale, eppure è inevitabile non affrontare la tematica in maniera completa, citando chiaramente le forze di maggioranza che vogliono portare avanti la flat tax e quelle che invece tendono a combatterla da sempre.

In mezzo c'è naturalmente Draghi, chiamato a fare come sempre da mediatore in questa e tante altre tematiche. La riforma fiscale rende l'argomento particolarmente caldo e bisogna capire se il Governo alla fine cederà sulla flat tax ampliata per i titolari di Partita IVA in regime forfettario.

Un tema apparentemente "piccolo", ma che nasconde appunto l'intero discorso sulla flat tax, tanto voluta soprattutto da Salvini e vicina alla realizzazione alcuni anni fa, durante il Governo Conte I, anche se sembrano davvero passati secoli.

Facciamo il punto su questa tanto chiacchierata flat tax, spiegando come funziona e quali conseguenze avrebbe, ma anche capendo meglio cosa significa la novità per il regime forfettario. Ricordiamo che in Italia la progressività delle tasse ed imposte è prevista direttamente dalla Costituzione, dunque il tema è delicato, molto delicato.

Inoltre, la questione è anche d'interesse di esperti ed economisti, banalmente prendendo esempio dai Paesi che la applicano. Non si tratta di Paesi particolarmente rilevanti dal punto di vista internazionale (e già questo dato la dice lunga), ma soprattutto nessun Paese occidentale... per quale motivo?

Cos'è la flat tax? Non è solo l'aliquota unica

La flat tax, letteralmente "tassa piatta" non è altro che una semplificazione del sistema fiscale in cui sarebbe prevista una sola aliquota di tassazione per i cittadini, ma non è solo questo. Tanti Paesi che la applicano, infatti, prevedono delle eccezioni che vanno a modificare la base imponibile, dunque anche se l'aliquota resta uguale non è in realtà così monotona per ricchi, ceti medi, ceti bassi o indigenti.

La semplificazione quando si parla di flat tax fa invece pensare che sia così, ma si tratta di una semplificazione appunto, non della realtà. A causa della politicizzazione del tema, purtroppo inevitabile, ci sono anche diversi miti, positivi e non, su questo sistema di tassazione.

Uno di questi è che contribuisca a combattere l'evasione, ma in realtà non è proprio così: non ci sono dati, dunque manca la dimostrazione empirica, circa questa correlazione. Va allora ritenuta inconsistente in sede decisioni come quelle che deve prendere un Governo.

Un altro dato molto importante riguarda la semplicità e l'efficienza del sistema fiscale: si ritiene che la flat tax semplifichi molto ed in parte è vero, ma non è garante di questo fenomeno. Infatti, la complessità di un sistema fiscale non viene dall'applicazione di una o più aliquote, ma piuttosto dal metodo di valutazione e calcolo della base imponibile, vero discriminante in questo senso.

Spesso i Paesi con flat tax non hanno un sistema di calcolo della base imponibile semplice, motivo per cui anche questo mito può essere sfatato. Vediamo allora cosa può succedere in Italia se dovesse essere portata avanti la flat tax.

Flat tax in Italia: si può fare? Non è così semplice

Il paragrafo precedente mostrava in maniera semplice alcuni vantaggi e svantaggi della flat tax, ma la realtà ci dice che nei fatti è presente solo in Paesi piccoli (economicamente e come rilevanza internazionale) e non porta sempre i vantaggi che comunemente vengono considerati.

Per questo motivo, una flat tax in Italia è quanto meno improbabile, ma soprattutto rischia di essere incostituzionale. Infatti, la Costituzione prevede che ogni cittadini contribuisca alle spese pubbliche secondo le proprie possibilità economiche, cioè in sostanza in base alla propria ricchezza. 

Per questo il nostro sistema prevede imposte progressive, cioè con aumenti di aliquota all'aumentare della base imponibile. Un sistema interamente basato sulla flat tax sarebbe quindi impossibile, devono essere necessariamente previsti dei correttivi (cioè dei criteri per modificare la base imponibile).

In generale, la flat tax sfavorisce i ceti bassi e gli indigenti, cambia relativamente poco ai ceti medi a favorisce invece chi ha base imponibile elevata, banalmente i ricchi.

Flat tax e legge delega alla riforma fiscale: cosa sta succedendo?

La Destra, in questo periodo in particolare la Lega, ha sempre spinto per una possibile flat tax ma senza che questa possibilità riuscisse mai a prendere effettivamente piede. Da cosa dipende ciò? Semplicemente dal fatto che, come già detto, attuarla sarebbe molto più difficile di quanto possa sembrare.

Ora la riforma fiscale presenta una ghiotta occasione per la Lega per mettere sul tavolo questa opzione, ma nei fatti Draghi non ha mai lasciato grande spazio a questa possibilità. Insomma, ancora una volta la flat tax "non s'ha da fare", ma uno spiraglio si apre attraverso una piccola novità.

Si tratterebbe della creazione di un regime intermedio tra quello forfettario e quello ordinario, attualmente non previsto, in cui ampliare la flat tax che nel regime forfettario è prevista (con imposta sostitutiva al 5% o al 15%). Una sorta di piccola vittoria per la flat tax che la Lega tanto desidera.

Novità per il regime forfettario: ecco cosa potrebbe succedere!

La novità appena esposta non è ancora ufficiale, ma sembra essere la concessione che il Governo si trova costretto quanto meno a prendere in considerazione. Il confronto politico per la riforma fiscale non è certo terminato, ma una battaglia importante è sicuramente questa relativa alla flat tax per il regime transitorio.

Un regime di due anni per chi arriva al limite di fatturato previsto per il regime forfettario (pari a 65.000 euro) che amplierebbe così in maniera temporanea una flat tax precedente all'ingresso nel regime ordinario, che prevede una tassazione pari a quella che avviene con gli scaglioni Irpef.

In teoria l'aliquota, che sarebbe comunque prevista più avanti con i decreti attuativi, verrebbe fissata fino ai 100.000 euro di fatturato, ma vanno previste anche le modalità per attuarla e per evitare un buco di gettito attraverso pratiche elusive. 

Tutto in discussione, ma la Lega potrebbe portare avanti questo tema con determinazione, consapevole della possibilità che il premier e le altre forze di maggioranza cedano su questo per puntare su altri fronti.

Flat tax per tutti: una lunga strada che non fa il caso dell'Italia

La flat tax in Italia potrebbe non diventare mai realtà. Si tratta di una questione anche culturale, oltre che politica e fiscale, che rende questa possibilità molto remota al momento ed anche in un futuro prossimo. La lotta della Lega punta proprio a cambiare questo paradigma.

La piccola vittoria che potrebbe ottenere per i forfettari probabilmente non basterà, ma al momento viene portata avanti proprio per provare ad avvicinarsi a quell'obiettivo, per provare che può funzionare.

L'Italia, per diversi motivi, non si presta particolarmente all'applicazione di una tassa fissa per tutti, ma molto importante sarà la prospettiva che si delinea come Unione Europea, che ad oggi è molto lontana dall'essere un'unione fiscale (a fatica è un'unione monetaria), ma ha l'obiettivo di diventarlo in futuro. Vedremo quindi quale scenario si realizzerà, in ogni caso sarà questione di anni.