Come si calcola la flat tax incrementale 2023: requisiti e istruzioni del Fisco

Quali sono i passaggi da seguire per effettuare il calcolo della base imponibile, a seguito della franchigia prevista dalla normativa, per la nuova flat tax incrementale.

flat tax incrementale 2023 come si calcola

Arrivano finalmente dei nuovi chiarimenti da parte di Agenzia delle Entrate, in merito alla nuova flat tax incrementale prevista per l'anno 2023. Per tutti coloro che presentano i requisiti richiesti, per poter applicare la suddetta tassa piatta, è possibile applicare agli aumenti di reddito registrati nel 2023 la tassazione al 15%.

Quali sono però le regole da seguire per poter individuare gli incrementi ed anche per calcolare l'importo sulla base dell’imponibile? Tenendo sempre conto della franchigia del 5%.

A queste domande risponde come abbiamo anticipato proprio Agenzia delle Entrate, che ha pubblicato ufficialmente i primi chiarimenti rispetto alle novità introdotte dalla Legge di Bilancio.

Questi chiarimenti sono stati annunciati durante il forum nazionale dei commercialisti ed esperti contabili, che è stato organizzato il 23 e 24 gennaio scorso. Vediamo dunque assieme nel corso dell'articolo quali sono tutti i requisiti previsti dalla normativa ed anche come effettuare correttamente il calcolo sulla base dell’imponibile.

Quali sono i requisiti previsti dalla normativa

Prima di poter affrontare la questione del calcolo sulla base dell'imponibile è necessario ribadire quelli che sono i requisiti che permettono i contribuenti di poter applicare per l'anno 2023 la flat tax. La tassa piatta incrementali è accessibile da parte dei contribuenti se sussistono le suddette condizioni:

  • si può applicare a tutte le persone fisiche le quali siano titolari di un reddito di impresa o lavoratori autonomi, i quali non applicano già il regime forfettario indipendentemente dal fatto che sia per scelta o per la mancanza di requisiti;

  • si può applicare nel momento in cui vi siano degli aumenti del proprio reddito di impresa o del lavoro autonomo nell'anno 2023 rispetto al periodo 2020-2022, solo se questi non hanno superato i 40.000 €.

Il beneficio che dà la tassa piatta incrementale, agli utenti che rispettano le caratteristiche appena citate, è quello di poter applicare, al posto delle tradizionali aliquote Irpef, quella che viene definita come “imposta sostitutiva” alla tradizionale imposta sul reddito delle persone fisiche, pari al 15%.

Gi articoli della normativa

All'interno della normativa pubblicata nella legge di bilancio per l'anno 2023 sono state specificate anche tutte le regole e i calcoli che cittadini dovranno andare ad eseguire per applicare la flat tax. La normativa è però come sempre molto complessa e va interpretata correttamente onde evitare dei fraintendimenti, che nel caso dell'ambito fiscale sono molto comuni. La normativa alla quale fa riferimento Agenzia delle Entrate per i suoi chiarimenti è quella contenuta nell’articolo 1, comma 157, della Legge numero 197 del 2022, che cita:

nella determinazione degli acconti dovuti ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e relative addizionali per il periodo d’imposta 2024 si assume, quale imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata non applicando l’agevolazione.

Il calcolo sulla base dell’imponibile

La normativa che stabilisce i requisiti per poter aderire alla flat tax stabilisce anche quelle che sono le indicazioni per poter individuare il calcolo corretto sulla base dell’imponibile. Viene stabilito sui seguenti elementi:

  • il reddito derivante da lavoro autonomo o reddito d’impresa dichiarato per l’arco temporale 2020-2022, nello specifico il valore più elevato;

  • il reddito del 2023 derivante dal reddito d’impresa o lavoro autonomo; la franchigia uguale per tutti stabilita al 5%.

Leggi anche: Flat tax o regime ordinario? Le differenze e quale conviene davvero.

Il chiarimento di Agenzia delle Entrate

È proprio su quest'ultimo elemento che Agenzia delle Entrate ha pronunciato i primi chiarimenti per la corretta interpretazione della norma. Per poter individuare quello che è definito come valore dell'incremento bisogna confrontare i dati che riguardano il 2023 con il dato più alto del trimestre 2020-2022, da questi dati si calcola la variazione.

Il dato ottenuto non rappresenta però il valore che è definito come base imponibile, per poter ottenere l'importo sulla quale verrà applicata la flat tax incrementali, bisognerà sottrarre a quel dato un importo pari al 5% del reddito più elevato che è stato registrato nel triennio.

Quest'ultima specifica è stata confermata proprio da agenzia delle entrate rispetto ad una domanda posta in data 23 gennaio 2023 durante il convegno avvenuto per commercialisti ed esperti contabili.

Un esempio pratico per capire

Per scendere più nel dettaglio proponiamo un esempio pratico che può andare a spiegare effettivamente come vengono effettuati i calcoli.

Prendiamo per esempio un lavoratore autonomo che ha percepito per l'anno 2020 70.000 € di reddito, per l'anno 2021 90.000 €, per il 2022 80.000 € ed infine per il 2023 120.000 €.

A questo punto bisogna individuare la differenza fra la cifra del 2023 è la più alta del triennio precedente, in questo caso particolare la cifra sarà 30.000 €.

A questo punto per poter calcolare la base dell'imponibile sulla quale applicare la flat tax incrementali e bisogna applicare la franchigia del 5% di conseguenza nell'esempio appena citato otterremo come base dell'imponibile 25.500 €. Una volta ottenuto questo dato potremmo calcolare tutte le somme sulla base della flat tax incrementali e quindi sull'imposta sostitutiva pari al 15% solo su questa base di imponibile.