La caccia agli evasori sta per iniziare e non si prospetta nulla di buono all’orizzonte per i negozianti che ancora pensano di eludere l’obbligo del POS.

Le proposte facenti parte della road map del Governo Draghi compongono la base di una strategia “punitiva” che ha tutta l’aria di essere l’ultima spiaggia contro l’evasione fiscale.

Un insieme di azioni e controlli il cui obiettivo è portare l’utilizzo della moneta elettronica come unica forma di pagamento, debellando un problema che continua ad infierire nel sistema fiscale italiano.

Si intensificano i controlli da parte delle forze dell’ordine e si prevedono multe salate, ormai non c’è più giustificazione che tenga e la pazienza sembra essere arrivata al limite.

In questo articolo andremo a vedere quali agevolazioni sono state proposte in materia di pagamenti elettronici e cosa rischia chi non accetta l'esistenza del POS e ne rifiuta l'utilizzo.

Governo Draghi: la dura lotta al contante non ha fine

Nonostante le recenti iniziative proposte dal Governo, il numero di esercenti che non si piega all’utilizzo di strumenti di pagamento elettronico nella propria attività, è ancora molto alto.

Staccarsi dal contante è difficile e poco conveniente.

Lo dicono 6 italiani su 7, la maggior parte rappresentata da chi è vittima di un sistema che non fa altro che tassare e tassare.

L’unico modo per sopravvivere sembra, dunque, essere la scappatoia del “nero” facilmente esaudibile attraverso la non dichiarazione della moneta cartacea.

In un’era in cui la digitalizzazione e la dematerializzazione sono le nuove parole d’ordine, i pagamenti non tracciabili continuano ad essere i prediletti.

Secondo un’indagine condotta dalla BCE, su 4.515 italiani, l’amato contante viene utilizzato nell’85,9% dei casi, mentre la carta di credito fatica ad arrivare ad appena il 13%.

Come mai?

Innanzitutto, è bene considerare il fatto che questa predilezione verso il pagamento cartaceo arrivi da una consuetudine culturale.

Sino al 1950, infatti, in tutti i paesi del mondo non si sapeva nemmeno cosa fosse una carta di credito.

L’unico metodo di pagamento possibile era la moneta o la banconota e le riserve si tenevano nei calzini arrotolati o, più comunemente, sotto al materasso.

Inoltre, le spese venivano conteggiate in maniera più consapevole e l’unica paura era che qualche ladro potesse rubarli mentre si camminava per strada.

Ora è completamente diverso.

Le carte di credito sono strumenti a portata di tutti, metodi di pagamento veloce non c’é che dire, ma decisamente meno sicuri e a volte anche complicati.

Essendo un vero e proprio documento di riconoscimento sono maggiormente esposte a rischi di decodificazione e furto.

Inoltre, sembrano costituire una forma di controllo finanziario assai più pericolosa.

Sono sicura che avrete sentito dire più volte la frase: “Se ti bloccano la carta di credito per X motivi e non hai neanche un soldo in tasca per il pane, come fai a vivere?”.

Credo che il concetto si possa già riassumere così.

Decidere di avvalersi interamente del pagamento digitale può comportare il rischio di non avere nemmeno un soldo di cacio in caso di blocco della carta di credito.

In una visione più generica, spiega econopoly.ilsole24ore.com:

“ la crociata sul contante si dimostra quindi quella che è: un’arma di distrazione di massa per accalappiare citrulli convinti che l’ingerenza statale sull’economia e l’occhio di Sauron sulle transazioni possano risolvere i problemi”

La domanda è, quindi, questa: ufficializzare la road map del governo, obbligare gli esercenti ad avere il POS  può servire?

Indurre i consumatori ad utilizzare solo pagamenti elettronici può risolvere davvero la situazione?

Governo Draghi: POS obbligatorio e bonus bancomat

L’idea che sta alla base delle proposte di Governo in materia di lotta all’evasione fiscale è quella di sanzionare gli esercenti che si rifiutano di munirsi di POS o di accettare pagamenti elettronici.

Sebbene l’obbligatorietà di tale strumento sia stata prevista dalla Legge di Bilancio 2020, non vi è alcuna applicazione regolare che possa indurre a rispettare tale vincolo.

Per questo motivo ancora tantissimi negozianti si astengono dall’acquistare o noleggiare tale strumento.

Un fatto che non sta in tasca a chi vige ai piani alti, poiché sono state introdotte tutte le misure agevolative del caso per consentire di sostenerne il costo, ovvero:

In un articolo scritto da me un po’ di tempo fa, è possibile saperne di più sul bonus POS e sul credito d'imposta che dal 30% passa al 100%.

Se anche dopo l’erogazione di queste misure gli esercenti continuano a rifiutare i pagamenti elettronici, prevedere sanzioni amministrative è l’unica cosa che resta da fare.

Nel video di Angelo Greco, viene spiegata la questione relativa all'obbligatorietà del POS:

Governo Draghi: multe salate a chi rifiuta il POS

Nell’ottica della riduzione dell’evasione fiscale e a pochi passi dalla prossima riforma, Draghi decide di applicare definitivamente sanzioni per chi non accetta pagamenti elettronici.

Ad esprimere il proprio favore verso questa decisione, anche il Codacons che, spiega tuttotech.it:

“In Italia c’é una situazione paradossale, ancora oggi numerosi negozianti in tutta Italia, pur possedendo il POS, impediscono ai clienti di pagare con moneta elettronica, consapevoli che non andranno incontro ad alcuna multa.”

Quale potrebbe essere, quindi, il valore della sanzione pecuniaria?

Potremmo dire che si rifà un po’ sulla base di quanto previsto dal Decreto Fiscale del Governo Conte

Diversamente da quanto stabilito nel testo però, ora si divide in due situazioni:

  • caso 1: sanzione pari a 30,00 euro applicata al contribuente
  • caso 2: sanzione pari al 4% dell’importo della transazione che è stata negata al cliente

È ancora un’idea posticcia e, infatti, Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori spiega a adnkronos.com:

“Non ci crediamo finché non lo vediamo, o meglio fino a che non diventerà legge dello Stato con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale”

Le cose potrebbero cambiare presto, ma occorre ufficializzare quanto espresso finora, al fine di evitare fraintendimenti e confusione.

Governo Draghi: doppio bonus POS per P.IVA, fino a 480€!!

Ridurre l’evasione fiscale del 15% rispetto al livello del 2019, questo è il goal del Governo Draghi.

Le 63 azioni di intervento e le 23 già attuate da quest’anno sono la prova di quanto seria e strutturata sia la faccenda.

I tempi sono stretti e occorre agire presto, ed è forse proprio per questa ragione che si ricorre al ripristino delle sanzioni per negozianti ed imprese che rifiutano i pagamenti elettronici tramite POS.

Per andare incontro ad esigenze e bisogni degli esercenti sono stati pensati diversi incentivi, uno fra questi il bonus POS per P.IVA.

Essendo state le meno coperte da indennizzi si è pensato di introdurre un bonus fino a 480,00 euro che può, addirittura, raddoppiare:

  • caso 1: acquisto, noleggio e utilizzo del POS
  • caso 2: azzeramento commissioni legate all’utilizzo del POS

I requisiti tecnici riguardanti il collegamento tra registratori di cassa e dispositivi di pagamento elettronico sono sempre gli stessi, ma occorre sempre fare riferimento al decreto n°99/2021.

L'articolo scritto da Laura Pellegrini per trend-online chiarisce ogni dubbio riguardo al doppio bonus POS per P.IVA.

Governo Draghi: obbligo POS, cosa dicono gli esercenti?

Nel corso della settimana si attendono i primi 25 miliardi del Recovery Fund ai quali verranno poi aggiunti 1,4 miliardi previsti dal piano React-Eu.

Il punto focale dell’esecutivo è il medesimo della road map del Governo Draghi, ovvero far guerra all’evasione fiscale.

Per quanto concerne le sanzioni, è ancora tutto da vedere.

Ma cosa dicono gli esercenti?

I commercianti si dicono favorevoli, purché si discuta bene del tema delle commissioni, abbassando gli oneri legati agli strumenti di pagamento in questione.

Ad esporre la criticità della questione anche Roberto Calugi, direttore della Fipe Confcommercio.

Spiega codacons.it:

“Pensiamo che il pagamento elettronico sia uno strumento minimo di marketing [..] c’è però il problema delle commissioni e dei Pos, che hanno dei costi eccessivi rispetto al servizio reale che offrono”

Si porta ad esempio il caso del caffè.

Se tutti volessero pagare un caffè con la carta di credito, converrebbe offrirlo visto la commissione applicata su un costo così basso!

Oltre a queste proposte, entro il 2021 si pensa di giungere alla riforma delle politiche attive del lavoro, coprendo 3 milioni di disoccupati e formandone 800 mila non oltre il 2025.

Sono in programma anche interventi sui trasporti, sia nazionali che locali e sul rafforzamento del sostegno al biometano pulito.

Lo scopo è quello di controllare l’inquinamento atmosferico rispettando i canoni di sostenibilità promossi negli ultimi anni.

Governo Draghi: le possibili previsioni

Come avrete ben inteso, nella road map di Mario Draghi sono veramente moltissime le idee e gli obiettivi prefissati. 

La scadenza della lotta all'evasione fiscale viene fissata al 2024 ed è vero che mancano ancora 3 anni, ma il tempo vola via e nemmeno ce ne accorgiamo!

Tutto ciò che è stato discusso finora è ancora in balìa dei prossimi eventi ma è molto probabile che, almeno per quanto riguarda le sanzioni POS, il tutto si possa avverare a breve.

Occorre prestare attenzione alla questione dei pagamenti tracciabili elettronici e valutare ogni singola parte per evitare di commettere uno sbaglio che potrebbe costare caro.

Consumatori ed esercenti si dicono favorevoli all'introduzione dell'obbligo del POS ma bisogna ufficializzare il tutto e disegnare un provvedimento che permetta di abbassare il costo delle commissioni.

Solo facendo così si potrà trovare equilibrio tra chi fa parte della parte attiva dell'economia italiana e chi governa il sistema. 

Esattamente come occorre trovare un equilibrio tra esercente e consumatore, al fine di evitare spiacevoli inconvenienti.

Sempre che questo si voglia trovare... ovviamente!!