Quasi tutto il mondo sta sentendo il contraccolpo economico dovuto alla pandemia. Nel nostro Paese moltissime persone, soprattutto donne, hanno perso il lavoro e tantissime imprese stanno vivendo momenti di crisi davvero tragici, ma qualcuno si sta arricchendo moltissimo grazie al Covid-19. 

Anche se Amazon, il colosso dell’e-commerce, è l'azienda che sta fatturando di più da quando a marzo dello scorso anno è arrivata la pandemia, sono in molte le multinazionali e le aziende che stanno vedendo lievitare il proprio profitto grazie all' arrivo del Covid.  

Farmaceutica, tecnologia e soprattutto grande distribuzione online sono i tre settori che, non solo non hanno sofferto la crisi economica, ma anzi hanno ha avuto giganteschi profitti da quando, ormai più di un anno fa, l'intero pianeta ha iniziato a vivere questa situazione. 

Proprio per via degli enormi guadagni che alcune aziende hanno fatto grazie alla pandemia, l’UIL ha proposto di extra tassare tutte le organizzazioni che grazie alla pandemia hanno guadagnato di più e di utilizzare il ricavato per sostenere le imprese che invece si trovano in situazioni difficili. 

I giganteschi numeri che Amazon ha fatto grazie alla pandemia. 

Diciamolo immediatamente, Amazon grazie al COVID-19 ha capitalizzato oltre 401,1 miliardi di dollari.  

L'Italia è uno dei paesi che maggiormente ha aiutato Amazon a crescere durante il lockdown e la pandemia. Uno studio del Politecnico di Milano riporta che, alla fine dello scorso anno, i guadagni di Amazon Italia valevano circa 23 miliardi di euro, cioè il 26% in più rispetto al 2019. 

Grazie al Covid-19 Jeff Bezos, la persona più ricca del mondo secondo Forbes, ha visto il proprio patrimonio personale crescere di svariati miliardi di dollari, fino ad ottenere un patrimonio personale di 177 miliardi di dollari. Diventando così l'uomo più ricco del pianeta e superando per patrimonio anche Elon Musk, Bill Gates e Mark Zuckerberg. 

Amazon ha reso Bezos più ricco di molti paesi del mondo.  

Nel report La resilienza dei giganti del Websoft alla pandemia Software & Web Companies (2015-2020)” di Mediobanca si legge che  Amazon è primo datore di lavoro nel settore Web Soft. 

Nonostante Amazon sia una delle poche aziende che continua ad assumere, le condizioni dei suoi lavoratori continuano ad essere molto discusse.  

In Italia, il 22 Marzo, Filt Cgil, Fit Cisl, e Uiltrasporti hanno indetto uno sciopero per sostenete  i dipendenti di AmazonLogistica Italia. Tra le richieste dei lavoratori che aderivano allo sciopero c'era soprattutto una maggiore continuità occupazionale e turni di lavoro più accettabili. 

L'analista di mercato David Parma, in un'intervista al New York Times, ha dichiarato che “Amazon è il più grande vincitore della pandemia”.

Non solo Amazon: il mondo dell’ e-commerce  

Come rivela un'indagine, portata avanti da SemRush, a partire da marzo dello scorso anno, in concomitanza col primo lockdown, si è registrato un incremento notevole di acquisti online.

Sempre secondo il rapporto di SemRush, la maggior parte degli acquisti sono stati effettuati da mobile. Il report svela infatti che circa il 70% degli utenti preferisce acquistare tramite telefono. 

I prodotti più acquistati online sono: articoli di moda e abbigliamento, articoli legati alle attività sportive, e articoli legati al giardinaggio e casalinghi. 

Il boom degli e-commerce, cioè quei negozi virtuali nei quali è possibile acquistare praticamente qualunque cosa, è stato spinto da diversi fattori. 

Il primo, e più evidente, è che molte attività commerciali che vendevano prodotti non indispensabili erano chiusi per via dell‘emergenza sanitaria, e dunque l'unico modo per avere accesso a beni non essenziali era proprio quello di acquistarli online. 

Inoltre molte persone, spaventate dalla possibilità di venire contagiate, hanno scelto di comprare online anche i prodotti di prima necessità. 

Esiste infine un aspetto meno pratico, ma comunque valido, che ha fatto incrementare gli acquisti online: continuare ad acquistare qualsiasi tipo di prodotto ha permesso ad alcune persone di sentire che esisteva ancora una certa normalità. 

Grazie ad una mescolanza di questi fattori alcuni siti e-commerce, oltre al già citato Amazon, hanno registrato guadagni maggiori rispetto all'anno precedente, giusto per fare un po' di nomi potremmo citare e-bay, Zalando e  Alibaba. 

Un altro sito e-commerce che, con l'aiuto dell' arrivo del COVID-19, ha ottenuto buoni profitti è Wish. 

La piattaforma e-commerce, sulla quale è possibile acquistare centinaia di prodotti a prezzi bassissimi, nei primi mesi della pandemia, tra febbraio e marzo 2020, aveva registrato ingenti perdite. La maggior parte dei prodotti venduti da Wish, infatti, proviene dalla Cina, e quando la pandemia è esplosa molti consumatori hanno avuto paura e hanno scelto di non acquistare da questa piattaforma.  

Quando, però, i clienti hanno ritrovato la fiducia ed hanno ripreso ad acquistare, il fatturato di Wish è salito notevolmente tanto che, alla fine dello scorso anno, l'azienda è stata quotata in borsa.

I guadagni della tecnologia grazie alla pandemia

Quando, dall'oggi al domani, l'emergenza sanitaria ha costretto molti paesi a decretare il lockdown,  molte aziende hanno dovuto digitalizzare il lavoro in fretta, per poter garantire continuità e limitare le perdite.

Il 2020 è stato l'anno dello smartworking, della Dad e delle videochiamate con amici e parenti lontani, segnando così la fortuna di alcune piattaforme di video chiamate. 

Teams, il noto programma di videochiamate di Microsoft, è una delle piattaforme più utilizzate per la didattica a distanza; anche per questo, dopo l'arrivo della pandemia, la piattaforma ha triplicato i suoi utenti e, di conseguenza, i suoi guadagni. 

La creatura di Bill Gates, guidata da Satya Nadella, nell'ultimo anno e mezzo ha visto crescere i propri guadagni di 269,9 miliardi di dollari.  

Se Teams va forte nel mondo dell'insegnamento, a dominare quello dei lavoratori sono, invece, piattaforme come Google e Zoom Video. Quest’ultima, praticamente sconosciuta prima dell’arrivo della pandemia, ormai da un anno e mezzo è diventata punto di riferimento praticamente per qualunque smart worker sul pianeta. 

Zoom, oltre al numero di utenti, ha visto crescere anche il proprio fatturato, che rispetto al 2019 si è triplicato. 

Intrattenimento online e pandemia: l'arrivo di Disney+

Complice il lockdown anche il settore dell'intrattenimento online ha visto il proprio numero di utenti crescere esponenzialmente insieme ai propri guadagni. 

Essere costretti in casa ha dato a molti giocatori abituali la possibilità di passare molto più tempo sui videogiochi online aiutando le piattaforme di gaming online ad aumentare il proprio profitto.

Molto usate sono state ovviamente le piattaforme che consentono il multiplayer, ovvero di giocare in compagnia di altre persone interagendo con loro; in un momento in cui le relazioni interpersonali si sono ridotte al minimo, giocare in compagnia di qualcuno, per molte persone è stato un ottimo modo per non restare del tutto soli. 

Sempre grazie alle lunghe ore passate in casa, le piattaforme che offrono servizi di streaming hanno conosciuto un successo senza precedenti. 

Alcune piattaforme, all'inizio della pandemia, avevano offerto un mese gratuito per gli abbonati che vivevano nelle zone rosse, spingendoli poi all' abbonamento. 

Molte piattaforme di streaming hanno raddoppiato i propri guadagni. 

La pandemia ha inoltre spinto la Disney ad anticipare l'arrivo sul mercato della propria piattaforma, Disney+, che in breve tempo ha ottenuto un ottimo successo con numerosi iscritti e ottimi guadagni. 

Disney+ ha raggiunto 55 milioni iscritti in pochi mesi. Per realizzare questi numeri a Netflix erano serviti anni. 

Anche se Disney ha ottenuto incassi notevoli grazie alla sua piattaforma streaming, bisogna considerare che , per via della pandemia ha perso dovuto chiudere propri parchi a tema, perdendo circa 1,4 miliardi di dollari. 

I guadagni delle Big pharma grazie alla pandemia 

Come è facile immaginare, anche molti Big pharma, giganti dell'industria farmaceutica hanno tratto grossi profitti dopo l'arrivo della pandemia. I guadagni delle case farmaceutiche però, seppur ingenti, sono lontani dai guadagni stratosferici registrati dal settore tecnologico e da alcuni siti e commerce. 

La corsa ai vaccini ha spinto molti paesi a finanziare case farmaceutiche ed istituti di ricerca per centinaia di migliaia di dollari.  

Oltre all’introito dovuto alla ricerca ed al guadagno ricavato dalla vendita dei vaccini bisogna considerare che la pandemia ha generato un'enorme necessità di farmaci, e materiali di sanitari. 

Il colosso Roche, ad esempio, ha capitalizzato 27,1 miliardi di dollari. L'azienda svizzera infatti ha creato e brevettato il test anti covid grazie al quale è possibile rintracciare gli anticorpi con una sensibilità del 100%.  

La proposta di UIL: una profit tax per riequilibrare la situazione 

L'UIL, Unione Italiana del Lavoro, in un report redatto in collaborazione con Eures, ha sottolineato come alcune aziende abbiano prodotto un guadagno in eccesso generato proprio dall' arrivo della pandemia. 

Proprio per via degli extra guadagni ottenuti grazie alla pandemia, secondo UIL,  è necessario valutare seriamente la possibilità di introdurre una tassazione più elevata per chi ha ottenuto i cosiddetti extraprofitti, cioè quegli introiti che superano notevolmente quelli consueti e che non derivano solo dalle proprie capacità, ma che, in questo caso, sono stati ottenuti proprio per via della pandemia, e che senza questa non si sarebbero realizzati 

Grazie ai proventi derivanti da questa tassa sarebbe possibile sostenere le imprese che, invece, non per loro volontà ma per via della situazione globale, si trovano in serie difficoltà economiche. 

Il segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, ci tiene a far notare che un provvedimento del genere, non avrebbe lo scopo di penalizzare le aziende che hanno tratto profitto, ma che si tratta di una questione “di efficacia del sistema economico”.