L'evasione fiscale in Italia sembra non arrestarsi, nonostante le iniziative promosse dal governo per limitare il fenomeno. E uno dei settori in cui maggiormente si evade, risulta l'ambito immobiliare, su cui ricordiamo l'IMU è la principale tassa riguardante gli immobili, anche se non è la sola.

In Italia l'evasione fiscale, ovvero il mancato pagamento delle imposte, è alle stelle, secondo gli ultimi dati. Per esempio solamente nel 2020 sono quasi 20.000 gli evasori fiscali tra i lavoratori, e una buona parte di italiani non dichiara il proprio lavoro autonomo o di impresa. I dati vengono forniti da Ilmessaggero.it in un articolo sull'evasione fiscale nell'anno appena trascorso:

"Nel 2020 sono stati scoperti 3.546 evasori totali, esercenti attività d'impresa o di lavoro autonomo completamente sconosciuti all'Amministrazione finanziaria (molti dei quali operanti attraverso piattaforme di commercio elettronico) e 19.209 lavoratori in nero o irregolari."

In questi dati si fa riferimento principalmente alle imposte sui redditi derivati dal lavoro, che tuttavia non sono le uniche tasse evase da moltissimi italiani. Tra le imposte maggiormente evase infatti spiccano anche quelle che fanno riferimento agli immobili, come l'IMU, ovvero l'Imposta Municipale Unica. 

Sono ancora moltissimi infatti gli italiani che annualmente non provvedono al pagamento delle tasse sulle abitazioni di proprietà, o di imposte attinenti alla compravendita immobiliare. Un trend che è salito di molto nell'ultimo periodo, in concomitanza con l'arrivo della crisi economica. 

Anche se le imposte sulle abitazioni sono diverse, l'IMU risulta essere la tassa più evasa dagli italiani quando si parla di immobili di proprietà. Ricordiamo che questa imposta prevede per obbligo di legge che tutti i cittadini in possesso di uno o più immobili provvedano una volta all'anno, o tramite due rate, al pagamento al fisco di un'imposta IMU variabile in base al caso specifico. Analizziamo in questo articolo gli ultimi dati sull'evasione fiscale in ambito immobiliare, cercando di fare chiarezza.

Chi paga l'IMU? Ecco come funziona l'imposta

L'IMU è la principale tassa sugli immobili che viene evasa dagli italiani. Si tratta di una tassa applicata direttamente sulle proprietà immobiliari, ad esclusione delle case per cui sussiste la prima abitazione. Questo vuol dire che, anche se è di proprietà, la casa adibita ad abitazione stabile, non è soggetta ad IMU.

Qiesta tassa particolare si può saldare annualmente, oppure tramite due rate separate, semestralmente. Tuttavia per l'anno in corso sono state introdotte alcune particolari esenzioni, per contrastare la crisi economica sopraggiunta con l'arrivo della pandemia. 

In particolar modo sono stati esonerati dal pagamento dell'IMU i proprietari di immobili ad uso imprenditoriale, purché rientranti entro specifici criteri, in base alla perdita di fatturato dell'ultimo periodo. Inoltre, i proprietari di abitazioni in cui gli inquilini non hanno pagato il canone di locazione per mesi, dove è attivo il blocco sfratti, sono stati esonerati dal pagamento dell'IMU per quegli immobili.

Tuttavia negli altri casi è obbligatorio procedere al pagamento dell'IMU ogni anno. Ad esclusione di chi è esonerato infatti, dalle seconde case di proprietà si applicano le imposte. Chi non paga questa tassa risulta un vero e proprio evasore fiscale, al pari di chi non dichiara redditi da lavoro.

L'IMU risulta essere per i cittadini italiani la tassa più odiata, nonostante, come ricorda l'Europa, il paese sia l'unico che non applica questa imposta sulla prima abitazione. Un articolo recente di Ilsole24ore.com mostra come l'IMU sia in assoluto l'imposta più evasa se si parla di immobili:

"Si tratta del «tax gap», che nel caso delle imposte immobiliari vale 5,83 miliardi all’anno. Ma il buco vola oltre i 6 miliardi se si somma l’evasione delle «case fantasma», totalmente sconosciute al Fisco."

Tra le imposte italiane obbligatorie, l'IMU vince tutti i record per quella più evasa a proposito del settore degli immobili. L'evasione fiscale riguarda anche l'esistenza di case poste in affitto in nero, ovvero senza contratto, e situazioni in cui le stesse abitazioni non risultano dichiarate.

IMU: la tassa sugli immobili più evasa in Italia

L'IMU quindi risulta la tassa più evasa sugli immobili, anche se non è la sola. Si è stimato che se non ci fosse l'evasione fiscale, lo stato ricaverebbe da questa imposta quasi 5 miliardi in più ogni anno. Inoltre l'evasione fiscale in questo senso è diversa anche in base alla zona in Italia a cui si guarda, in alcune regioni è più intensa rispetto ad altre.

La tassa sugli immobili soprattutto negli ultimi due anni ha fatto notizia, specialmente quando, nei mesi di maggiore crisi, moltissimi proprietari di imprese che si svolgono attivamente presso strutture e locali, si sono trovati a dover pagare l'IMU senza effettivamente ricevere introiti economici, a causa della pandemia e delle chiusure delle attività.

Successivamente, sia per i proprietari di attività che per situazioni in cui era attivo il blocco sfratti, l'IMU è stata sospesa dal governo almeno fino alla fine dell'anno. Tuttavia l'IMU resta una delle imposte più odiate dagli italiani, proprio perché viene applicata sugli immobili.

L'Europa più volte ha chiesto all'Italia di adeguarsi agli altri paesi, introducendo una tassa anche sulle prime case, tuttavia questa non è mai stata introdotta. Si è parlato di patrimoniale in questo senso, ma tutto è rimasto solamente un'ipotesi.

Lo stesso è accaduto con la possibilità di introdurre una patrimoniale sui conti correnti: la preoccupazione era quella di una tassa fissa aggiuntiva applicata su tutti i conti degli italiani, ma al momento ancora non si è assistito ad un evento simile.

Riforma del catasto: cosa comporta per i proprietari di immobili

Al momento si sta discutendo sulla riforma del catasto, ovvero sulle imposte applicate sugli immobili, accompagnata dalla riforma fiscale. Secondo la riforma del catasto, è necessario un ricalcolo delle imposte in base ad alcune variabili relative agli immobili, soprattutto in base al cambiamento del mercato immobiliare.

Al momento il mercato degli immobili è in un periodo di ripresa, dopo un andamento lento e bloccato dai mesi più difficili di pandemia. Per i proprietari degli immobili, ma anche per l'intero mercato immobiliare, una riforma del catasto applicata adesso potrebbe portare ad un nuovo rallentamento, proprio in un momento delicato di ripresa.

Dal punto di vista fiscale invece, potrebbe provocare un aumento delle imposte, tra cui l'IMU, anche del 300%. Una cifra esorbitante per tutti i proprietari di immobili. Una riforma del catasto negli ultimi anni non era ancora stata presa in considerazione, o almeno non con modifiche così decisive. 

Questa eventualità al momento è in fase di discussione, e per molti questo potrebbe dire ancora una volta che l'IMU arriverebbe alle stelle. Alcuni pensano che questa situazione potrebbe aggravare ancora maggiormente l'evasione fiscale sugli immobili.

Le imposte sulle abitazioni non riguardano solamente l'IMU, ma questa sarebbe la prima tassa, la principale, che subirebbe inevitabilmente delle variazioni se la riforma del catasto verrà applicata.

Imposte sugli immobili: non solo IMU

Anche se l'IMU risulta la tassa principale sugli immobili, non è l'unica. Soprattutto al momento dell'acquisto di un'abitazione infatti vengono applicate tutta una serie di imposte più piccole, che fanno riferimento proprio al mercato immobiliare. 

Si tratta di tutte quelle tasse applicate nel caso di trasferimento di immobili da un soggetto all'altro. Quando si compra un'abitazione, può risultare necessario provvedere al pagamento di: Iva se necessaria, imposta di registro, imposta catastale, imposta di bollo, e così via.

Quando infatti si procede a scegliere un immobile da comprare bisogna tenere presente che oltre agli interessi alla banca in caso di mutuo, sarà necessario provvedere per obbligo di legge a tutte queste imposte, e dal momento del passaggio di proprietà, anche l'IMU.

Per sostenere in particolare le giovani generazioni, lo stato ha messo a disposizione degli under 36 in questo periodo alcune particolari agevolazioni proprio per scontare queste imposte alle giovani coppie, e sostenerle nel caso di apertura di un mutuo. Inoltre, come spiega Investireoggi.it, le garanzie per il mutuo vengono in parte sostenute dallo stato:

"Per gli under 36, grazie al decreto Sostegni bis del Governo Draghi, la garanzia pubblica sul mutuo prima casa, attraverso il Fondo di garanzia, sale dal 50% all’80% della quota capitale. Nel rispetto di tutti gli altri requisiti sopra indicati. Il Fondo di garanzia è gestito da Consap, ma la domanda deve essere inoltrata ai soggetti che erogano il mutuo."

Questa possibilità tuttavia è riservata alle giovani coppie, quindi di età inferiore ai 36 anni, che decidono di acquistare un immobile tramite mutuo, e che lo destineranno a prima abitazione. Non risulta possibile utilizzare questo tipo di agevolazione per seconde case o abitazioni non destinate alla prima residenza.