L'IMU, ovvero l'Imposta Municipale Unica, è la tassa che si applica su tutti i possedimenti di immobili, e non solo. Ma nel 2021 questa tassa non sempre è da pagare. Si tratta di una imposta che normalmente viene applicata sugli immobili di proprietà, quindi chi possiede un immobile o un'abitazione deve provvedere annualmente al suo pagamento.

Pagamento che tuttavia non è richiesto in alcune circostanze, come ad esempio nel caso di prima casa, come spiega Idealista.it:

“Per quanto riguarda la prima casa, è prevista l'esenzione. Il pagamento dell'Imu avviene solo se l'abitazione è considerata di lusso: e quindi se rientra nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.”

Le categorie catastali individuano la tipologia di immobile, e distinguono immobili ad uso abitativo, più o meno di lusso, immobili adibiti ad utilizzo lavorativo, come ad esempio quelli volti alla produzione, o immobili per deposito merci, come i fabbricati.

In questo caso le categorie catastali aiutano a capire chi deve pagare la tassa sull'abitazione anche se si tratta di prima casa, ovvero per le categorie catastali considerate di lusso. Normalmente le prime case non di lusso sono gli unici immobili esenti IMU, anche se nell'ultimo periodo si è parlato molto di introdurre una tassa anche in questo senso.

Nel 2021 tuttavia, anche a seguito dell'emergenza sanitaria, non sempre si deve provvedere al pagamento dell'IMU. Vediamo in questo articolo quando si è esonerati completamente dal saldo di questa imposta.

IMU prima casa: si deve pagare?

L'IMU sulla prima abitazione, ovvero quella in cui si vive stabilmente, non si deve pagare, ad esclusione degli immobili considerati di lusso, che rientrano nelle categorie catastali A-1, A-8, A-9, con distinzione:

  • A-1: in questo caso si tratta di abitazioni di tipo signorile;
  • A-8: queste abitazioni sono quelle in ville;
  • A-9: in questa categoria rientrano i castelli, o gli immobili con elevato pregio storico o artistico.

Su queste categorie, l'IMU si paga, mentre sulle altre categorie catastali destinate ad uso abitativo come prima casa, non si deve provvedere al pagamento dell'Imposta Municipale Unica.

Tuttavia questa misura di esenzione è presente in Italia da tempo, anche se in passato, anche negli scorsi mesi, l'Europa ha spinto più volte l'Italia nella direzione di applicazione di questa tassa anche sulle prime case.

Si è corso anche il rischio, soprattutto nei momenti di maggiore crisi economica dal 2020, di incorrere in una patrimoniale, ovvero in una tassa sulla prima casa applicata dallo stato per recuperare delle uscite economiche per sostenere i mesi di maggiore crisi economica.

In conclusione però, si può dire con certezza che l'IMU sulla prima abitazione non si paga, quindi per chi possiede solamente un immobile in cui abita stabilmente, questa tassa prevede l'esonero completo. Così non è invece per le seconde case, qualunque sia la loro destinazione d'uso.

IMU sugli immobili di proprietà

L'IMU sugli immobili di proprietà si paga nel caso di seconda abitazione, quindi quando la casa non è adibita a prima abitazione. Il proprietario di più immobili può essere quindi esonerato dal pagamento di questa tassa per la casa in cui abita, mentre per le seconde case l'IMU si deve pagare.

L'Imposta Municipale Unica, detta anche Imposta Municipale Propria, è una tassa che va pagata al comune di appartenenza, quindi per stabilirne l'importo è necessario rivolgersi al comune in cui è collocato l'immobile. I comuni possono decidere qual è l'aliquota prevista per questa tassa, che può cambiare nel tempo.

Sulle seconde case questa imposta è obbligatoria, e si può saldare una volta all'anno oppure in due rate. Per quest'anno il pagamento è stato fissato con scadenza al 16 giugno 2021 e al 16 dicembre 2021. Chi ha provveduto a saldare la prima rata dell'imposta dovrà quindi ricordarsi di saldare anche la seconda, il prossimo mese di dicembre.

Gli immobili di proprietà su cui si paga l'IMU possono anche essere quelli posti in affitto, ovvero per cui esiste un canone di locazione che attesta che gli inquilini abitano regolarmente nell'immobile, e provvedono ogni mese al pagamento della mensilità d'affitto.

Anche su questi immobili sono i proprietari a dover provvedere al pagamento dell'IMU, non gli inquilini. A questi ultimi rimangono come tasse solo le spese per i rifiuti, e le spese per le bollette di gas, luce, acqua.

Eppure, nel 2021 sono state introdotte alcune particolari esenzioni anche per chi risulta proprietario d immobili posti in affitto, quando risulta attivo il blocco sfratti.

Blocco sfratti: la misura sugli immobili in locazione

Sugli immobili in cui è applicato un contratto di affitto, è stato applicato già dallo scorso anno il blocco sfratti, a tutela degli inquilini coinvolti dalla crisi economica, che si sono trovati impossibilitati a pagare regolarmente le mensilità di affitto.

La questione del blocco sfratti in parte fa ancora discutere, perché la misura non è ancora stata del tutto sospesa, e per i proprietari molto spesso questo ha comportato un grosso danno economico. Come spiega un articolo di Monitorimmobiliare.it la questione è ancora critica:

“Secondo Confedilizia, formalmente si è sbloccata la parte rimanente delle esecuzioni ma, di fatto, non viene svolto alcun rilascio, sia perché le ordinarie prassi dei procedimenti giudiziari contengono estesissime tutele per gli inquilini, sia perché il lungo blocco ha portato all’accumulo dei procedimenti.”

Per i proprietari di immobili posti in affitto in cui viene applicata la misura di tutela degli inquilini del blocco sfratti tuttavia, il pagamento dell'IMU è stato sospeso per tutto l'anno in corso. Sia per la prima rata di giugno che per quella di dicembre la sospensione è totale per questi proprietari.

Questa sospensione tiene conto unicamente delle situazioni in cui sono effettivamente presenti inquilini, con regolare contratto di affitto, per cui è applicato il blocco sfratti, non è possibile essere esonerati dall'IMU nel caso di immobili in cui non sono presenti inquilini in questa situazione.

IMU per gli immobili ad uso impresa

Per gli immobili utilizzati per svolgere una specifica attività lavorativa, è necessario provvedere al pagamento dell'IMU? In linea generale sì, per tutti gli immobili di proprietà si applica l'Imposta Municipale Unica, anche per quelle strutture che vengono utilizzate come negozi, bar, ristoranti, uffici, e così via.

L'IMU si paga anche su determinati terreni, anche se sono presenti comunque alcune esenzioni per chi li utilizza tramite impresa. Con l'arrivo della crisi economica derivata dalla pandemia tuttavia sono state introdotte alcune esenzioni anche su questi immobili.

Molte attività hanno subito un calo di fatturato non indifferente dal 2020, e alcune hanno anche dovuto chiudere e sospendere i propri lavori. Per questo motivo molte imprese sono state esonerate dal pagamento dell'IMU per gli immobili utilizzati a questo scopo. Si tratta di esenzioni da Covid-19.

Il primo settore interessato all'esenzione è quello del turismo, come spiega un articolo di Pmi.it:

“Alberghi, pensioni, stabilimenti balneari e termali, agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence, campeggi.”

Per poter essere esonerati dal pagamento dell'Imposta Municipale Unica in questi casi è comunque indispensabile dimostrare che il proprietario dell'immobile è anche il gestore dell'attività dedicata al turismo. Oltre a questo settore, è interessato dall'esonero dell'imposta anche il mondo dello spettacolo, con esenzione per cinema e teatri, le sale da ballo e le discoteche.

Si tratta di una esenzione che è stata accolta positivamente, in concomitanza con alcune misure di sostegno al reddito per le attività che effettivamente hanno avuto un brusco calo di fatturato rispetto al 2019.

IMU e terreni agricoli: chi paga?

Oltre all'Imposta Municipale Unica applicata sugli immobili, l'IMU va pagata anche nel caso in cui si possiedono dei terreni, salvo esenzioni. Per il 2021 sono stati esonerati dal pagamento dell'imposta i proprietari di terreni agricoli di imprenditori agricoli e coltivatori diretti, come spiega un articolo recente di Informazionefiscale.it:

“l’IMU 2021 non è dovuta sui terreni - compresi quelli edificabili - degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola e utilizzati per finalità agro-silvo-pastorale, silvicoltura, funghicoltura e allegamento di animali.”

Ad esclusione di questi imprenditori, la tassa si deve pagare non solamente nel caso di possedimenti di immobili ad uso abitativo o per attività di impresa, ma anche quando si possiedono fabbricati, zone fabbricabili e terreni.

Anche in questi casi l'imposta si paga in base alle decisioni specifiche del Comune di riferimento, a cui è necessario rivolgersi per conoscere l'aliquota specifica. L'imposta in questo caso ha un'aliquota mediamente intorno allo 0,76%, anche se può variare in base alle zone specifiche e ai Comuni che gestiscono le imposte. 

Per chi possiede un terreno non coltivato secondo impresa agricola, è consigliato di rivolgersi al Comune per conoscere i dettagli relativi al pagamento dell'IMU.