Dal 22 maggio non si pagherà più l'IMU. Non è una fake news! Infatti il Decreto Sostegni, il primo dei decreti varato dal Governo guidato da Mario Draghi, è stato trasformato in legge trascorsi i 60 giorni dalla sua data di pubblicazione. Nel proceso di miglioramento che il Parlamento ha apportato agli articoli del decreto sostegni, è stata confermata la cancellazione dell'IMU. La legge n.69 del 2021 ha letteralmente cancellato tutti i debiti erariali degli italiani contratti tra il 2000 e 2010, di importo non superiore a 5.000 euro, a condizione che il reddito imponibile complessivo relativo al 2019 fosse inferiore a 30.000 euro. Anche l'IMU non pagata per quegli anni, è stata cancellata. Invece sono state introdotte in modo permanente le esenzioni per alcune categorie e la cancellazione dell'IMU per chi si trova in uno stato fisico invalidante. Infine con il Decreto Sostegni bis è stata cancellata la prima rata dell'IMU per specifici soggetti. Continuando a leggere l'articolo si potranno individuare le varie casistiche nelle quali potresti ricadere anche tu.

Cancellazione IMU: la legge definisce i requisiti

La legge n. 69 del 2021 rende ufficiale quanto era stato già approvato nel decreto leggoe Sostegni. La cancellazione dei debiti fiscali per i dieci anni intercorrenti tra il 2000 e 2010. In un momento in cui la gravità economica rende difficile arrivare a fine mese, e dopo una considerazione sul rapporto tra beneficio nell'escutere le somme incagliate ed il costo per richiederle, la scelta del Governo, poi ratificata dal Parlamento con la promulgazione della legge, è stata quella di una pace fiscale con cittadini ed imprese. Ma limitatamente ad alcuni tributi. Ad esempio sono escluse le multe per violazione del codice della strada. 

Tra le imposte che sono state cancellate per chi non le ha pagate in quel decennio c'è anche l'IMU. Si tratta di una cancellazione definitiva per chi non ha pagato l'imposta municipale unica esclusivamente tra il 2000 e 2010. Pertanto se si è obbligati a pagarla, quanto non pagato dal 2010 in poi non sarà stralciato. E si dovrà continuare a pagarla, a meno che non si entri una delle condizioni di esenzione.

I requisiti per poter beneficiare della cancellazione dell'IMU nel decennio su menzionato sono tre:

  • il periodo, dal 2000 al 2010, di riferimento della tassa
  • l'importo totale delle cartelle esattoriali relative a quegli anni, che non deve superare 5.000 euro
  • il reddito imponibile maturato nel 2019 non superiore a 30.000 euro.

IMU 2021: cancellata la prima rata

La legge di bilancio 2021 ha invece riconfermato la cancellazione del pagamento della prima rata dell'IMU, in scadenza il 16 giugno per alcune categorie di contribuenti. Come accaduto già nel 2020, in cui era stata inizialmente cancellata la prima rata IMU di giugno e poi cancellato anche il saldo, nel 2021 almeno per l'acconto 2021 dell'IMU per alcuni contribuenti la storia si ripete. 

Non sono chiamati a versare il 16 giugno la prima rata dell'IMU, i proprietari dei seguenti immobili:

  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi, pensioni) e relative pertinenze, a condizione che i relativi il soggetto che deve pagare l'IMU (il proprietario o chi ha la nuda proprietà, gli eredi) sia anche gestori delle attività esercitate;
  • strutture ricettive come agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate.

Acconto IMU 2021: non paga chi riceve sostegni a fondo perduto

Oltre alle categorie di contribuenti richiamati nel precedente paragrafo, l'IMU non deve essere pagata da coloro che, in base alla legge n.60 del 2021 (conversione del decreto legge sostegni) siano titolari di erogazione di sussidi economici a fondo perduto. Si tratta dei soggetti passivi titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario:

  • che hanno conseguito ricavi / compensi 2019 non superiori a €10 milioni,
  • con un ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi nell'anno 2020 inferiore almeno del 30% all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell'anno 2019 (requisito non richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019).

Esenzione IMU 2021 per immobili equiparati a prima casa

L'IMU non si paga sulla prima casa. Una battaglia che ha consentito a chi dell'abitazione ne fa la propria dimora abituale di non pagare un terribile balzello. Anche se diverse sono le indicazioni provenienti da istituzioni mondiali (come il Fondo Monetario Internazionale e l'OCSE) che richiedono la reintroduzione dell'IMU sulla prima casa, come approfondito nell'artico Patrmoniale: non c'è scampo.Tocca a IMU e conto corrente.

Al momento però è esclusa. Come lo sono gli immobili equiparati all'abitazione principale. Tra questi ci sono 

  • alloggi sociali;
  • alloggi per studenti universitari;
  • immobili destinati al culto religioso;
  • terreni agricoli;
  • le pertinenze delle prime case;
  • alloggi di cooperative edilizie con proprietà indivisa; 
  • immobili posseduti da Stato, Regioni, Province o Comuni;
  • immobili relativi a enti senza scopo di lucro;
  • l'immobile posseduto da personale delle forze dell'ordine, vigili del fuoco, forze di polizia e appartenenti alla carriera prefettizia, purchè non sia concesso in locazione. 

IMU 2021: esenzione al 50% per gli anziani all'estero

Novità interessanti per i pensionati iscritti all'AIRE. Lo riporta la legge di bilancio 2021 che esenta questi soggetti dal pagamento dell'IMU ma solo per metà. Infatti i titolari di abitazioni nel territorio italiano, non locate, e che nello stesso tempo percepiscono una pensione all'estero, hanno un'esenzione del 50% sul pagamento dell'IMU nel 2021. Se formalmente il pagamento è dovuto sia in acconto che in saldo, seppure con uno sconto del 50%, nella pratica è come pagare una sola rata. 

La riduzione è prevista comunque solo per i titolari di una pensione estera che risiedono in quei Paesi coi quali l'Italia ha siglato una convenzione previdenziale, vale a dire Argentina, Repubblica di Capo Verde, Australia, Repubblica di Corea, Brasile, Repubblica di San Marino, Canada e Quebec, Santa Sede, Paesi dell’ex-Jugoslavia, Tunisia, Israele, Turchia, Isole del Canale e Isola di Man, Usa, Messico, Uruguay, Principato di Monaco e Venezuela.

Dal 2021 quindi anche i pensionati italiani fiscalmente residenti all'estero e che percepiscono una pensione devono pagare l'IMU ma al 50% per singola unità immobiliare ad uso abitativo posseduta in Italia da pensionati non residenti fiscalmente nel nostro Paese.

IMU 2021: esenzione per gli anziani italiani

Non solo gli anziani pensionati residenti all'estero sono esenti dal pagamento dell'IMU (anche se al 50%). Gli anziani residenti in Italia che hanno un'esenzione intera per il 2021 a patto che rispettino tutti i requisiti previsti, senza alcuna esclusione. Vediamo quali sono.

Gli anziani proprietari dell’immobile per il quale si richiede l’esenzione IMU devono essere soggetti a ricovero permanente o di lunga degenza in casa di riposo.

L’immobile non deve essere affittato a terzi.

L’esenzione dal pagamento del tributo relativo all’unità immobiliare è una possibilità concessa ai singoli comuni, ai quali è sempre necessario fare affidamento in sede di calcolo ed assegnazione di competenza. Dunque si consiglia di controllare sul sito istituzionale del comune in cui l'immobile è ubicato, per conoscere il provvedimento di esenzione. 

IMU e disabilità: quando non si paga la tassa

Le persone con disabilità che alloggiano in maniera permanente in un centro di cura possono richiedere l’esenzione dal pagamento dell’IMU.

I soggetti devono avere in tale luogo la residenza o, in alternativa, necessitare di lunghi periodi di degenza.

Devono essere rispettate specifiche condizioni:

  • le persone con disabilità, proprietarie di un immobile, devono dimostrare che la loro residenza non è all’interno dello stabile per la quale si richiede l’esenzione dall’IMU;
  • l’immobile di proprietà non deve risultare oggetto di locazione a terzi, in altre parole non si ha diritto all’agevolazione se la casa è affittata.

Si ha diritto all’esenzione dal pagamento dell’IMU anche nel casi in cui l’immobile sia considerabile alloggio sociale, a condizione che lo stesso venga utilizzato come prima casa.