Finalmente la notizia è definitiva e confermata! Non ci sono state modifiche al testo del DL Sostegni bis con i vari emendamenti proposti e quindi alcuni cittadini potranno beneficiare dell’annullamento dell’IMU 2021, con possibilità di rimborso degli importi già versati.

Il provvedimento non è di massa ma rivolto ai proprietari che hanno inquilini morosi e che a causa del blocco sfratti non possono intervenire in alcun modo.

Per questi soggetti l’IMU 2021 è solo un lontanissimo ricordo e possono inviare richiesta per riavere indietro gli importi pagati.

Ricordiamo infatti che l’acconto IMU di quest’anno doveva essere versato entro il 16 giugno scorso, mentre per il saldo ci sarà tempo fino al 16 dicembre 2021.

L’esenzione riguarda l’importo intero di IMU 2021, quindi nello specifico si potrà saltare il pagamento del saldo e chiedere invece il rimborso dell’acconto.

Vediamo chi ha diritto a questa esenzione e come inviare domanda e ottenere il rimborso!

Draghi cancella l’IMU 2021. Ma a chi spetta l’esenzione?

Dunque tra i tanti aiuti introdotti dall’esecutivo Draghi con il DL Sostegni bis, trova spazio l’esenzione completa dall’IMU 2021 per quei proprietari immobiliari che hanno inquilini che non pagano l’affitto.

Il blocco sfratti al momento infatti impedisce ai proprietari di mandare via gli inquilini. 

Possono beneficiare di questo provvedimento però solo se esiste per i locatari un provvedimento di sfratto emesso prima del 28 febbraio 2020, cioè prima della pandemia. In questo modo, non si penalizzano gli affittuari la cui morosità è dovuta alla crisi economica conseguente alla pandemia, soprattutto adesso che non esiste più il blocco licenziamenti.

Il provvedimento insomma, si applica a quei proprietari i cui inquilini avevano smesso di pagare e per i quali si era già ottenuto un provvedimento di sfratto, prima che iniziasse la crisi epidemiologica.

Il blocco sfratti infatti al momento si applica a tappeto, sia a quanti sono morosi a causa della pandemia sia a quanti lo erano già prima. Questo provvedimento di esenzione dall’IMU 2021, mira invece ad aiutare i proprietari senza penalizzare allo stesso tempo le famiglie in difficoltà economica.

In effetti in questa situazione siamo davanti a due parti lese, da un lato chi ha l’appartamento o il locale in affitto che non riesce a pagare i costi, e va detto che anche se la morosità è iniziata precedentemente alla pandemia, certo recuperare adesso non è facile. Ma dall’altra abbiamo chi possiede un immobile e lo mette in affitto, conteggiando le proprie spese su quelle entrate che all’improvviso sono venute a mancare.

I provvedimenti del DL Sostegni Bis in merito all’esenzione dall’IMU 2021 sono riassunti nel video YouTube di Sfratti e Locazioni, a cura dell’Avv. Vittorio Ciancio:

  

Quando si potranno chiedere i rimborsi per gli importi IMU 2021 già pagati?

Per quanto riguarda l’esenzione dall’IMU 2021 il provvedimento sarà attivo formalmente dopo l’emanazione ad opera del Ministero dell'Economia e delle Finanze del decreto attuativo, che avviene entro 30 giorni dall'emanazione del primo decreto legge, quindi non dovremo aspettare troppo.

Sono previste due casistiche, ovvero chi ha già versato gli importi per l’acconto IMU di quest’anno avrà diritto ad un rimborso, richiedibile dopo l’emanazione del decreto attuativo. Allo stesso tempo non sarà necessario versare il saldo che si paga a dicembre.

Invece, se gli importi dovuti per l’acconto per qualche motivo ancora non sono stati pagati allora, se tutto andrà come previsto, basterà semplicemente non effettuare il pagamento né dell’acconto, né del saldo.

Ma lo ripetiamo, la normativa dettagliata ci sarà solo quando l’esenzione avrà attivazione formale, poiché la sola approvazione del DL Sostegni bis non basta.

Ad ogni modo, l’IMU è un tributo gestito a livello locale questo vuol dire che i rimborsi per l’acconto 2021 dovrebbero essere richiesti alle autorità locali secondo le ordinarie modalità.

L’esenzione dall’IMU 2021 vale anche per la TASI?

L’IMU come la TASI è una cosiddetta imposta territoriale, cioè una tipologia di tassazione introdotta dal governo centrale ma gestita dalle autorità territoriali locali. Non a caso l'IMU per i comuni italiani rappresenta una delle principali entrate.

Introdotta nel 2011, l’IMU ha rimpiazzato l’ICI mediante un accorpamento anche dell’Irpef.

L’IMU si paga praticamente su tutti gli immobili a cui non si applica la definizione di “prima casa” e anche da quelli in questa categoria sono escluse le prime case di lusso, cioè nelle categorie catastali A\1, A\8 e A\9.

Anche se le cosiddette dimore di lusso hanno comunque diritto al pagamento dell’IMU con un’aliquota agevolata al 4 per mille.

Una modifica sostanziale all’IMU c’è stata nel 2020 con l’introduzione della “nuova IMU” e l’accorpamento di IMU e TASI.

La TASI, spiegando brevemente, è la cosiddetta tassazione per i servizi indivisibili, cioè la quota che si versa alle autorità locali che si occupano della gestione del suolo pubblico, con questi importi si finanziano i più svariati servizi, dalla protezione civile alla manutenzione stradale.

La sua aliquota è pari all’1 per mille, questo vuol dire che l’accorpamento e la creazione della “nuova IMU”, hanno fatto salire quest’ultima dell’1 per mille. La vecchia IMU aveva infatti una aliquota ordinaria del 7,6 per mille che con la nuova è salita all’8,6 per mille.

Quindi tornando all’esenzione prevista dal DL Sostegni bis, essa è relativa all’IMU 2021, cioè alla “nuova IMU”, e questa in automatico estende anche agli importi dovuti per la TASI.

Risparmiare sull’IMU pagando con IBAN

Se non siete tra i fortunati contribuenti che possono godere della cancellazione dell'IMU 2021 allora dovete sapere che delle possibilità di risparmiare ci sono comunque.

A partire dal 2021 infatti i comuni hanno la facoltà di applicare uno sconto ai cittadini, fino al 20%, se questi pagano l’IMU con domiciliazione bancaria, cioè fornendo l’IBAN e facendosi addebitare automaticamente l’importo sul conto corrente.

Il provvedimento è centrale ma i comuni hanno facoltà di scelta sulla sua applicazione, perciò dovrete verificare il sito ufficiale del vostro comune di residenza e vedere se l’opzione è stata attivata o meno.

Questi incentivo hanno lo scopo di favorire quelli che sono i pagamenti con sistemi tracciabili e ovviamente di limitare eventuali morosità, anche altri tributi sono soggetti ad uno sconto simile, ad esempio per delibera regionale chi paga il bollo auto 2021 con IBAN nella Regione Lombardia ottiene il 15% di sconto, mentre nella Regione Campania il 10% di sconto.

10% di sconto IMU 2021 con il bonus Cashback

Infine, un’altra opzione per risparmiare qualcosa sull’importo dell’IMU era fino a qualche tempo fa il pagamento tramite carta associata al programma Cashback di Stato, che se usata per versare i tributi restituiva comunque il 10% dell’importo entro i limiti consentiti dalla normativa dell’incentivo.

Purtroppo il recente Decreto Lavoro e Imprese ha sospeso il bonus Cashback dal 1 luglio al 31 dicembre 2021 e quindi al momento questa opzione di sconto non può più essere adoperata, anche se i sostenitori del programma, cioè PD e Movimento 5 Stelle, ci tengo a sottolineare che per adesso si tratta solo di una interruzione temporanea.

Va detto ad ogni modo che per usare il Cashback bisogna usare la App IO, la stessa che permette la gestione dei tributi, tuttavia perché sia applicabile al pagamento di questi il 10% di sconto, esso non potrà essere fatto mediante l’applicazione, ma solo con la carta registrata per il Cashback. Il perché di questo apparente controsenso sta nel fatto che, da normativa, per i rimborsi con il  Cashback non sono ammessi alcun tipo di acquisti online, neanche se si tratta di pagare le tasse con la App IO.

Draghi e la tanto chiacchierata IMU prima casa

Si è a lungo parlato di una possibile introduzione dell’IMU prima casa, in seguito alle dichiarazioni di Draghi che appena nominato aveva reso noto che secondo lui era necessario spostare la tassazione dal lavoro agli immobili.

Diciamo che la Riforma Fiscale, con cui si applicherà la rimodulazione Irpef, è già in fase di scrittura e le Commissioni Finanze di Camera e Senato hanno pubblicato il documento conclusivo della loro analisi il 30 giugno scorso. In questo documento non c'è traccia di IMU prima casa o di un eventuale aumento della tassazione sugli immobili. Ma questo non vuol dire che la proposta di una sua introduzione non sia reale e concreta e non venga da fonti autorevoli.

L’ultima proposta di introduzione di una IMU prima casa viene dalla OCSE (L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), con il documento pubblicato per l’incontro di Parigi ad aprile 2021.

Il testo tocca molti punti e prende le mosse da un bilancio delle conseguenze economiche lasciate da un anno di pandemia, dove si prende atto che c’è stato un impoverimento enorme delle condizioni di vita di quelli che erano già i nuclei indigenti o con redditi bassi.

Allo scopo di risollevare la situazione lo Stato italiano avrà bisogno di fondi ampi e una modalità per reperirli, così da non ampliare il debito pubblico, dovrebbe essere proprio attraverso l’introduzione dell’IMU prima casa. In questo progetto però ci sarebbero importi da pagare proporzionati all’ISEE, cioè i redditi più bassi sarebbero esenti dall’imposta sulla prima casa.

Il documento sottolinea anche come, da quando l’IMU prima casa fu abolita, lo Stato abbia sempre arrancato nel tentativo di racimolare questi fondi mancanti.

IMU prima casa, la voce della Banca l’Italia si fa sentire

Ma un’altra proposta di reintroduzione dell’IMU prima casa è venuta da una fonte ancora più autorevole, almeno per le casse dello Stato, cioè la Banca d’Italia.

Il 12 gennaio 2021 durante un incontro con le Commissioni Finanze riunite, che aveva per tema la Riforma Fiscale, il Capo del Servizio Assistenza e Consulenza fiscale di Bankitalia, Giacomo Ricotti, aveva presentato la proposta di ridurre l’Irpef recuperando il gettito fiscale della tassazione sugli immobili, cioè con l’IMU sulla prima casa.

Ripetiamo ancora una volta che comunque la Riforma Fiscale per adesso, stando al testo scritto e pubblicato il mese scorso, non introduce alcuna tassazione aggiuntiva sulla prima casa.

Tuttavia, un provvedimento del genere fatto di questi tempi sarebbe impensabile, quando cioè la crisi economica ha investito settori specifici e praticamente tutte le fasce di reddito. 

Non è però da escludere che terminata o almeno alleggerita la situazione di crisi, allo scopo di risanare il debito pubblico, il Governo possa pensare al ritorno dell’IMU prima casa.