Gli emendamenti al Decreto Sostegni bis che deve trasformarsi in legge entro il 25 luglio, ossia 60 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, portano tante novità. Una di queste è la conferma della cancellazione dell'IMU anche per il saldo di dicembre ed il rimborso dell'acconto IMU versato da quei proprietari di alloggi che non hanno potuto effettuare gli sfratti dei loro inquilini morosi. Ma oltre a questo pacchetto, gli emendamenti puntano anche al rinnovo del bonus auto, una nuova pace fiscale e lo slittamento dei versamenti Ires, Irpef ed Irap per le partite IVA al 30 settembre. Ma soffermiamoci sulla misura dell'IMU. Come funzionerà? Chi potrà beneficiare?

Cancellazione acconto IMU 2021: chi non ha pagato

A giugno, per l'esattezza il 16 giugno, per il perdurare della pandemia da Covid-19 e del persistere delle difficoltà economiche di molti operatori economici, i proprietari delle mura di locali commerciali, all'interno dei quali gli stessi svolgono la propria attività commerciale, non hanno pagato l'acconto IMU del 50%. No, non sono evasori, ma la legge di bilancio 2021 ha riconfermato per loro la cancellazione del pagamento dell'acconto dell'IMU. Questa misura straordinaria era stata già introdotta nel 2020, nella stessa modalità. Prima una cancellazione per l'acconto e poi l'eliminazione definitiva per l'intero anno dell'IMU, con la cancellazione anche del saldo. I soggetti beneficiari sono stati identificati nella legge di bilancio e non sono altro che gli stessi di un anno fa. In particolare a non versare l'acconto IMU, scaduto il 16 giugno, sono stati:

  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, stabilimenti termali;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi, pensioni) e relative pertinenze, a condizione che i relativi il soggetto che deve pagare l'IMU (il proprietario o chi ha la nuda proprietà, gli eredi) sia anche gestori delle attività esercitate;
  • strutture ricettive come agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate;
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  • discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate.

Acconto IMU 2021: esentati anche i beneficiari del sostegno a fondo perduto

Al fine di fronteggiare le perdite di fatturato o corrispettivo da parte dei soggetti titolari di partita IVA ed esercenti attività d'impresa, arti o professioni, il Decreto Sostegni (legge n.60 del 2021) aveva messo a disposizione una dote per finanziare i sostegni a fondo perduto a quelle categorie di lavoratori. Tuttavia, si dovevano rispettare una serie di requisiti, dimostrabili, sulla riduzione delle entrate. Il parametro che il Decreto Sostegni aveva preso in considerazione era la perdita nel 2020 del fatturato e dei corrispettivi pari almeno al 30% rispetto al 2019. Coloro che dimostravano questa riduzione, potevano accedere al sostegno a fondo perduto che era modulato in base alla fascia di fatturato. L’ammontare dell’indennizzo era del 60% per le imprese sotto i 100 mila Euro, del 50% per quelle tra 100 e 400 mila Euro, del 40% tra 400 mila e 1 milione di Euro, del 30% tra 1 e 5 milioni, del 20% tra 5 e 10 milioni. Gli importi dell'indennizzo però non poteva superare i 150 mila euro e non poteva essere inferiore a 1000 Euro per le persone fisiche e 2000 Euro per le persone giuridiche. Diversamente dai precedenti indennizzi, in questo caso non fu introdotto il codice Ateco come ulteriore parametro selettivo.

Ma oltre a beneficiare di un sostegno economico, come indennizzo parziale per la perdita di fatturato, la stessa legge aveva previsto per quelle categorie anche l'esenzione dal pagamento dell'acconto IMU del 16 giugno.

IMU 2021: il dramma dei proprietari che non possono sfrattare

Il rapporto tra inquilino e proprietario è regolato da un contratto di locazione, in base al quale solitamente si stabilisce la durata ed il canone. Cosa succede se l'inquilino non paga l'affitto pattuito? Il proprietario dopo aver tentato di escutere il credito, può adire alla procedura di sfratto. Il 9 marzo 2020, l'ex premier Giuseppe Conte con uno dei suo DPCM di fatto bloccava gli sfratti. La decisione era adeguata al momento storico, perchè i cittadini in affitto non potevano trovare alloggio alternativo non potendo circolare sul territorio italiano a causa del lockdown. Il provvedimento fu poi confermato nel Decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (Cura Italia) poi convertito con Legge n. 27/2020 e successivi decreti fino a fissare il termine per il 30 giugno 2021. La sospensione continuerà fino al 31 dicembre 2021 con tre momenti in base a quando erano avvenuti i provvedimenti dei giudici.

Lato proprietario questo si è trasformato in un incubo economico. Il primo aspetto è che l'inquilino moroso non pagava il canone, quindi il proprietario non percepiva la rendita spettante, che in alcuni casi rappresenta anche l'unica fonte di reddito. Il secondo aspetto è che al blocco degli sfratti, i vari decreti non hanno sospeso il pagamento dell'IMU, che si è dovuta pagare il 16 giugno. Ma ora con gli emendamenti alla commissione bilancio sul decreto sostegni bis, c'è la proposta di rimborsare l'acconto versato.

IMU 2021: stop al saldo e pronto il rimborso dell'acconto

C'è voluto un anno, ma finalmente arriva una buona notizia per i proprietari degli immobili che non hanno potuto utilizzare la procedura di sfratto per i propri inquilini morosi. Dopo la beffa di aver dovuto pagare anche l'IMU, sia nel 2020 (per intero) che l'acconto del 2021, arriva in commissione bilancio sia al  Senato che alla Camera la proposta di rimborsare l'IMU. Prendiamo questa notizia come bicchiere mezzo pieno, perchè il rimborso riguarderà solo l'acconto versato il 16 giugno 2021. Quanto pagato nel 2020 non sarà rimborsato. A beneficiare di questa proposta, che potrebbe diventare effettiva tra oggi (6 luglio) ed i prossimi giorni, ci sono circa 100mila proprietari di alloggi bloccati dalla sospensione degli sfratti. La proposta va oltre. Non solo rimborso dell'acconto versato, ma anche stop al pagamento del saldo a dicembre. Insomma, per il 2021 per questi proprietari si prospetta la cancellazione dell'IMU.

Alla fine ha prevalso la linea del relatore Massimo Bitonci (Lega) che è riuscito a convincere il governo a riconoscere un'esenzione totale (per la quale vengono stanziati 115 milioni finalizzati a ristorare i comuni delle minori entrate Imu) che ricomprendesse anche l'acconto di giugno già pagato dai proprietari e non fosse solo limitata al saldo del prossimo mese di dicembre. 

Stop IMU 2021: i nuovi beneficiari

Non sia di inganno il fatto che l'emendamento al decreto sostegni bis che prevede il rimborso dell'acconto IMU 2021 e lo stop al pagamento del saldo 2021 sia a favore di tutti i proprietari degli immobili locati. Non a tutti questi si applicherà il provvedimento in fase di discussione. Infatti a beneficiare dell'esenzione IMU totale per il 2021 sono i proprietari di immobili dati in locazione per uso abitativo che sono in possesso di un provvedimento di sfratto, dovuto a morosità successiva al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione sia stata sospesa sino al 30 settembre 2021 (per i provvedimenti di rilascio adottati dal 28 febbraio 2020 al 30 settembre 2020) o al 31 dicembre 2021 (per i provvedimenti di rilascio adottati dal 1 ottobre 2020 al 30 giugno 2021). Restano fuori quindi tutti i proprietari di immobili ad uso residenziale che, pur non percependo il canone per morosità dell'inquilino, non hanno la convalida dello sfratto. E sono rimasti fuori anche i proprietari dei locali commerciali in un primo momento ricompresi nell'agevolazione e poi espunti. Questa la posizione del presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa che plaude alla misura a favore delle abitazioni:

Stupisce, tuttavia, che l'ultima formulazione dell'emendamento escluda dalla misura le imprese e gli immobili non abitativi, gravati da un'imposizione reddituale elevatissima e tuttora vessati dalla regola che impone la tassazione persino dei canoni non percepiti.

IMU 2021: esenzioni parziali

Per il 2021 ci sono alcune categorie di proprietari di immobili che possono vantare una esenzione sul pagamento dell'IMU 2021. Una riduzione che varia in base alla tipologia di soggetto passivo.

I proprietari di immobili che hanno sottoscritto con l'inquilino un contratto di locazione a canone concordato possono usufruire di una riduzione del 25% sull'importo dell'IMU 2021. Il canone concordato è applicato in quelle città ad alta densità abitativa in cui si può stabilire di applicare dei canoni calmierati che consentono di poter beneficiare da parte del proprietario anche di agevolazioni sulla cedolare secca.

L'altra categoria di soggetti che paga meno l'IMU 2021 è rappresentata dai pensionati residenti all'estero. I soggetti che percepiscono una pensione all'estero ma hanno un'abitazione di proprietà in Italia sono esentati dal pagamento dell'IMU per il 50% dell'importo dovuto.  La riduzione è prevista comunque solo per i titolari di una pensione estera che risiedono in quei Paesi coi quali l'Italia ha siglato una convenzione previdenziale, vale a dire Argentina, Repubblica di Capo Verde, Australia, Repubblica di Corea, Brasile, Repubblica di San Marino, Canada e Quebec, Santa Sede, Paesi dell’ex-Jugoslavia, Tunisia, Israele, Turchia, Isole del Canale e Isola di Man, Usa, Messico, Uruguay, Principato di Monaco e Venezuela.