Il Governo guidato da Mario Draghi scalda i motori per la riforma fiscale e nel frattempo mette mano al catasto. Più Imu per tutti. E' questa la preoccupazione che accomuna grandi e piccoli proprietari immobiliari: sia le grandi società che nel real estate hanno investito milioni di euro, che i piccoli proprietari immobiliari. Che magari possiedono solo un'immobile, oltre a quello nel quale abitano, e che dall'affitto sperano di ricavare una rendita da affiancare alla pensione.

La riforma del catasto potrebbe essere accompagnata da una vera e propria stangata. Partendo dal più ampio ventaglio di iniziative legate alla riforma fiscale, Mario Draghi starebbe pensando di intervenire anche sulle tasse sulla casa. Quindi non parliamo esclusivamente dell'Imu. Ma di tutta la tassazione che orbita intorno al mondo immobiliare. Questa volta l'operazione è a buon punto: la legge delega sulla riforma fiscale ha preso la strada per il Governo nel fine settimana. Entro la prossima (di settimana) l'obiettivo è quello di arrivare al Consiglio dei Ministri.

Riforma del catasto: una delle misure più divisive!

Sicuramente la riforma del catasto può essere considerata una delle misure che stanno facendo più discutere, ma che soprattutto ha causato più divisioni all'interno del Governo. Piace a buona parte della Maggioranza, ma soprattutto recepisce una delle raccomandazioni dell'Ocse, che ha richiesto una forte revisione delle tasse sulla casa. Anche la Commissione europea ha sollecitato il nostro Esecutivo a mettere mano al fisco, che ruota intorno all'immobiliare. Questa forte pressione che arriva dagli organismi internazionali potrebbe portarci a pagare un'Imu più salata.

La riforma del catasto serve per combattere l'evasione fiscale. Anche in questo settore, al contrario di quanto si possa immaginare, è molto alta. Il rovescio della medaglia, però, è che per scovare il furbetto di turno, si vanno a punire i cittadini onesti, che hanno sempre pagato le tasse, facendo lievitare i costi dell'Imu. Una spesa più alta che graverebbe sulle spalle dei contribuenti, in un momento in cui la crisi economica non è stata ancora superata.

Riformare il catasto servirebbe anche a costruire un sistema più equo, anche nel pagamento delle tasse. La riforma porterebbe arrivare a riscrivere le destinazioni d'uso dei vari immobili, andando a distinguere tra quelli ordinari e quelli speciali. Quelli coperti dai beni culturali dovrebbero finire in una categoria a parte. Quelli che dovrebbero essere aggiornati sono anche gli estimi catastali, che dovrebbero essere allineati con i valori attuali: saranno aggiornate le banche dati immobiliari, integrandole con le informazioni che arrivano dalla dichiarazione dei redditi. L'imposizione, in questo modo, dovrebbe diventare più equa. Ricordiamo che nel momento in cui era stato approvato il PNRR la Commissione Europea ha chiesto di riequilibrare la pressione fiscale sul lavoro con la riforma dei valori catastali, che oggi non sono aggiornati.

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Riforma catasto ed Imu: gli altri cambiamenti!

Ma quali sono gli altri cambiamenti del catasto, che potrebbero andare ad incidere direttamente sulle tasche dei contribuenti attraverso l'Imu? Una delle riforme epocali riguarda l'unità di misura: si passerà dal vano al metro quadrato. Questo cosa significa? Molto semplicemente che nel momento in cui si andrà a determinare il valore patrimoniale degli immobili ordinari si dovrà utilizzare il metro quadrato, andandolo a specificare tra i criteri per calcolare la superficie dell'immobile.

Uno dei temi scottanti che dovrà affrontare la riforma del catasto è quello degli immobili fantasma. In questi ultimi anni, l'Agenzia delle Entrate ha provveduto a realizzare una nuova mappa catastale degli immobili. Nel nuovo documento sono stati sovrapposti i rilievi areofotogrammetrici.

C'è molta carne al fuoco. Senza dubbio è necessario andare a scovare gli immobili fantasma, sui quali non sono mai state pagate le tasse o l'Imu, così come èè corretto aggiornare i valori catastali per rendere più corrette le aliquote ed i valori delle tasse da pagare. Il timore, però, è che alla fine ci rimetteranno solo le persone oneste, quelle che fino ad oggi le tasse le hanno sempre pagate.

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Riforma del catasto, un po' di maretta all'orizzonte!

Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, ha fatto notare che lo scorso luglio, le commissioni finanze di Senato e Camera di erano espresse in senso diametralmente opposto circa una riforma del catasto. Secondo Spaziani Testa, il Parlamento a questo punto dovrebbe battere un colpo.

Come il Parlamento ha deciso, non solo non ci deve essere nessun aggravio di tassazione sugli immobili, ma sulla casa il prelievo fiscale deve essere sostanzialmente alleggerito, ha affermato il senatore Maurizio Gasparri, componente del Comitato di Presidenza di Forza Italia, sottolineando come Forza Italia sia il partito dell'abolizione dell'Imu sulla prima casa e continuerà in questa politica con tenacia e con coerenza.

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