Settembre si porta dietro una brutta sorpresa per i contribuenti. Mario Draghi adegua i valori del catasto: la prima conseguenza è un'Imu più cara. Dovranno prepararsi a mettere mano al portafoglio i contribuenti di Milano, che arriveranno a pagare il 174% in più. Napoli si difende meglio, ma i proprietari immobiliari dovranno pagare almeno il 108% in più. A Roma la spesa per l'Imu crescerà del 56%, mentre a Torino sono più fortunati: l'aumento sarà solo (per così dire) del 46%

Abbiamo appena scattato una fotografia di quelli che potrebbero essere gli aumenti dell'Imu, facendo un confronto tra i valori di mercato a metro quadro, che si ricavano dai dati catastali in possesso dell'Agenzia delle Entrate, con quelli dei prezzi di vendita effettivi degli immobili, che sono sempre in possesso delle Entrate. Se andassimo a fare un confronto con l'imposta di registro, a Milano si registrerebbe un aumento del 299%, dato che in questo caso si parte da una base imponibile più bassa: il coefficiente moltiplicatore delle rendite originarie è 168 per l’Imu, mentre per il registro è pari a 115,5.

Imu, come cambia la batosta da città a città!

All'orizzonte si continua a parlare di un'ipotetica riforma del catasto, che dovrebbe allineare i valori catastali con quelli di mercato degli immobili. Nella maggior parte dei casi, questo adeguamento porterebbe ad una maggiore spesa per i contribuenti di Imu e di tutte le altre tasse che vertono intorno alla proprietà immobiliare. A pagare dazio sarebbe un po' tutti proprietari in Italia, dal nord al sud. Trento e Bolzano, sicuramente, diventeranno due sorvegliate speciali, perché hanno adottato un sistema catastale particolare - battezzato tavolare - che al momento mostra il gap maggiore tra estimi e valori di mercato.

Ma alla fine quanto verrà a costare di più, nel caso in cui la riforma del catasto diventati effettiva. Proviamo a fare il confronto tra due immobili. Uno collocato nei pressi di piazzale Libia a Milano e l'altro in viale di Trastevere a Roma. Nel capoluogo lombardo l'Imu verrebbe a costare il 162% in più, mentre l'imposta di registro il 281% in più. L'appartamento della Capitale invece vedrebbe lievitare l'Imu del 100%, mentre l'imposta di registro crescerebbe del 235%.

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Riforma del catasto, le conseguenze sull'Imu

Sono anni, ormai, che si parla della riforma del catasto. Annuncita da Romano Prodi, mentre era alla guida del suo primo governo, nei fatti si è sempre fatta attendere e si è arenata ad ogni legislatura. In attesa che anche questa volta si riesca ad operare in questo senso, nel frattempo l'intenzione sarebbe quella di fare degli interventi mirati, che avranno come conseguenza diretta ed immediata l'aumento delle imposte, Imu per prima. Questo eviterebbe, almeno formalmente, di smentire l'ennesima favola che viene raccontata ai contribuenti, secondo la quale sarebbe possibile fare una riforma generale del catasto senza che per questo ci siano degli aumenti delle tasse. Promessa smentita nel momento stesso in cui viene effettuata.

Attualmente l'Agenzia delle Entrate sarebbe già in possesso di due importanti strumenti per poter dare una valutazione economica di ogni immobile presente sul territorio nazionale. Una valutazione che sarebbe, senza dubbio, molto più credibile rispetto a quella che ne deriva dal classamento attuale degli immobili e dei loro estimi. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi sono ancorati ai valori indicativi delle locazioni, che erano applicate nel corso degli anni '80 per l'equo canone.

Il primo strumento è il Sit, ossia una piattaforma che raccoglie tutti i dati - immagini e fotografie comprese - degli immobili. Il secondo è l'Omi, ossia l'Osservatorio del Mercato Immobiliare, che viene aggiornato semestralmente e che quindi riporta le quotazioni immobiliari. Questo immenso database di prezzi copre tutti i comuni italiani, suddividendoli per microzone grosso modo omogenere. Questo significa che un modo per aumentare le tasse e l'Imu ci sarebbe già, senza dover attendere che il Governo guidato da Mario Draghi proceda con la riforma del catasto.

Nuove regole all'orizonte per l'Imu. Faccio il punto della situazione in questo articolo: Draghi vara le nuove regole Imu! Le nuove esenzioni!.

Mille modi per far incrementare l'Imu

Cerchiamo di capire a cosa dovrebbero servire uesti due strumenti in possesso dell'Agenzia delle Entrate. Per riuscire a capirlo è necessario fare qualche numero. Milano, ad esempio, è suddivisa in 41 microzone, gli estimi catastali, invece, fanni riferimento alle vecchie zone censuarie, che sono tre. Il semicentro cittarino rientra nella vecchia zona 2. Gino Pagliuca sul Corriere della Sera spiega:

se un appartamento oggi classificato come A3 (abitazione economica) classe 3 passasse a seguito di revisione alla classe 5 vedrebbe aumentare di colpo il suo valore fiscale del 40 per cento circa; se fosse classificato come A2 classe 5 l’aumento sarebbe di quasi l’80 per cento. Analogamente a Roma un immobile ai Parioli, zona censuaria 2, passando da A3 classe 2 alla classe 4 registrerebbe un incremento di imponibile del 40 per cento, passando in A2 classe 4 l’aumento sarebbe di circa il 90 per cento.

Della riforma del catasto e dell'Imu nel avevo già parlato in questo articolo: Imu e tasse sulla casa ingiuste!.