Sono gli ultimi giorni disponibili per pagare la prima rata dell’Imu di quest’anno, come avverte anche idealista.it ma, chi sarà obbligato a saldare il conto e chi, invece, sarà esente?

In questi ultimi mesi c’è stata confusione per quanto riguarda il pagamento tra prima e seconda casa e il pagamento per strutture di attività commerciali e turistiche. Qual è la differenza? Come funziona veramente il nuovo calcolo dell’Imu del 2021?

L’ultima Legge di bilancio ha confermato l’esenzione di determinate categorie dal pagamento della tassa sugli immobili. Lo stato ha congelato il pagamento delle rate già dall’anno scorso per le categorie più colpite. 

Tutte le strutture turistiche e commerciali sono quelle che hanno più sofferto durante la fine del 2020 e questi primi mesi del 2021. Si pensi alle strutture vicine agli impianti sciistici che hanno perso un’intera stagione, così come tutto il settore del turismo e della ristorazione.

Chi, quindi, si potrà ritenere del tutto esente quest’anno? Vediamo nello specifico le date di scadenza della prima rata e chi dovrà affrettarsi a pagare.

Imu, chi non dovrà pagare la prima rata 2021

Quest’anno, come l’anno scorso, non tutti sono obbligati a pagare la prima rata dell’Imu. Anche l’ultima Legge di bilancio ha riconfermato l’esenzione di alcune categorie. 

Le esenzioni sono di due tipi: esenzione per la prima casa ed esenzione per Covid. 

Per quanto riguarda l’esenzione per la prima casa, sono dichiarati esenti dal pagamento Imu tutti gli immobili adibiti a prima casa, a prescindere che si tratti di pagamento di acconto o saldo finale.

Gli immobili esenti non devono però rientrare nelle categorie catastali A1 abitazioni di tipo signorile, A8 ville e A9 palazzi con pregi artistici e storici e castelli; ovvero non deve rientrare negli immobili di lusso.

Imu 2021, cosa si intende per immobili di lusso

Per rientrare nell’esenzione del pagamento della tassa sugli immobili del 2021 si deve vivere in un’abitazione che non è registrata al catasto come immobile di lusso. Ma che significa avere un immobile di lusso? Vediamo nello specifico le caratteristiche. 

Il sito del Governo rende pubblico il pdf con le specifiche, ma vedremo di riassumere i punti salienti in breve. 

Le abitazioni che hanno un parco privato o che vengono realizzate su aree destinate a ville rientrano nella dicitura abitazioni di lusso. Inoltre comprendono case unifamiliari da 3000 mq oppure abitazioni dotate di piscina di 80 mq e costruzioni aventi una superficie complessiva che supera i 240 mq.

A seguire anche abitazioni incluse a fabbricati che superano i 2000 mc. Non devono infine presentarsi come castelli, ville signorili oppure strutture con valore storico ed artistico. A queste categorie che rimangono fuori dall’esenzione, verrà assegnata una simbolica detrazione di 200 euro. 

Esenzione prima casa ed esenzione Covid, quali sono le categorie che non pagheranno l’Imu quest’anno

Oltre all’eliminazione dell’Imu sulla prima casa, la tassa sugli immobili verrà congelata anche per coloro che sono stati colpiti maggiormente dalle restrizioni per il Covid-19, di chi si tratta nello specifico?

Quando la Legge di bilancio 2021 parla di ‘categorie maggiormente colpite dall’emergenza Covid’ si rifà prima di tutto alle strutture ricettive, tra cui:

stabilimenti balneari, stabilimenti termali, immobili che rientrano nella categoria catastale di alberghi e pensioni D/2, agriturismi, ostelli, rifugi di montagna, affittacamere, appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence, campeggi  e villaggi turistici.

Infine rientrano nell’esenzione anche gli immobili che rientrano nella categoria catastale D ceduti in uso da attività di allestimenti, esposizioni, in ambito fieristico oppure di manifestazioni e altre tipologie di immobili identificate come discoteche o sale da ballo e simili. 

Non è finita qui, perché con un emendamento al Decreto sostegni, come spiega anche idealista.it il Governo Draghi ha introdotto un’esenzione aggiuntiva per quanto riguarda la tassazione annuale sugli immobili. Le condizioni per evitare il pagamento sono innanzi tutto rivolte ai titolari di Partita Iva, quindi autonomi, che siano residenti o domiciliati nel territorio italiano, che svolgono attività d’impresa, arte o professione in proprio oppure che producono reddito agrario.

Insomma, coloro che hanno risentito di più per le misure restrittive di quest’anno, obbligati alle limitazioni d'esercizio e alla chiusura imposta, potranno rimandare al pagamento dell’Imu agli anni successivi a patto che possano giustificare l’esenzione con una riduzione dei ricavi nel fatturato del 2020 rispetto a quelli del 2019 di un minimo del 30%.

Nello specifico l’ammontare medio mensile del fatturato dell’anno 2020 dovrà presentare un calo del 30% rispetto all’ammontare medio mensile dell’anno precedente (Ovvero tutti coloro che sono riusciti a rientrare nel decreto ristori).

C’è da specificare però che l’attività in proprio non deve essere cessata prima del 23 marzo 2021 e soprattutto farà fede la data di attivazione della Partita Iva: le attività intraprese dal 24 marzo 2021 non saranno esentate dai pagamenti. 

Le esenzioni per la tassa verranno accettate solo nel caso in cui i soggetti esercitino l’attività all’interno dell’immobile in questione: tutti gli altri immobili posseduti ma non funzionali per il lavoro non saranno esentati dal pagamento. 

In sintesi tutti coloro che hanno ricevuto il contributo a fondo perduto dallo Stato per le difficoltà economiche dovute all’emergenza Covid saranno esentati dalla prima rata di giugno, solo se gli immobili sono identificati ad uso lavorativo e se effettivamente il proprietario svolge le attività all’interno di quei metri quadrati. 

Imu, chi dovrà pagare la prima rata del 2021?

I soggetti che non rientrano nelle categorie precedenti saranno tenuti a versare il pagamento della prima rata, ma a chi ci riferiamo nello specifico?

Innanzitutto i proprietari di un immobile sul suolo italiano, oppure i titolari del diritto di usufrutto, uso, abitazione, superficie. Si aggiungono i locatari di immobili concessi in locazione finanziaria per tutta la durata del contratto e i concessionari in caso di acquisizione di aree demaniali. E invece come funziona per quanto riguarda le seconde case?

Pagare la prima rata Imu 2021, come funziona per le seconde case?

Coloro che hanno una seconda casa, a prescindere dalle categorie di esenzione, dovranno pagare l’Imu su quella struttura.

Però per quanto riguarda tutti gli immobili diversi alle abitazioni identificate come ‘prima casa’ sarà prevista una riduzione del 50% della base imponibile.

Come spiega idealista.it, questo è valido per quanto riguarda una sola unità immobiliare a uso abitativo che viene posseduta sul territorio italiano da pensionati all’estero, per fabbricati dichiarati inagibili o nabitali o di interesse storico ed artistico.

Infine rientrano nella riduzione anche tutte quelle unità immobiliari che sono in comodato d’uso per i parenti di primo grado che utilizzino però la struttura come abitazione primaria. 

Per quanto riguarda la riduzione del 50% per la seconda casa, lo stato dell’immobile deve essere accertato o attraverso un’autocertificazione Imu, oppure tramite un perito del comune. 

Una seconda casa disabitata avrà diritto alla riduzione solo se viene identificata anche come inutilizzabile o inagibile. 

Come si calcola l’Imu 2021 e quando è la scadenza di pagamento della prima rata

Come spiega anche QuiFinanza.it la scadenza relativa alla prima rata Imu 2021 si avvicina. Coloro che sono possessori di un immobile e non rientrano nelle categorie esenti dovranno affrettarsi a pagare la prima rata relativa all’anno 2021 entro la scadenza del 16 giugno 2021, la seconda invece arriverà dopo i successivi sei mesi.

Per quanto riguarda il calcolo relativo alla tassazione del 2021, invece, non è cambiato sostanzialmente nulla rispetto alle direttive degli anni scorsi.

La base imponibile corrisponde alla rendita catastale rivalutata del 5% e poi moltiplicata per i vari coefficienti corrispondenti alle diverse tipologie immobilari. Su questa verranno poi applicate le solite aliquote.

Le rate quest’anno, però, saranno gestite a semestri. Vari siti spiegano nello specifico: se si possiede un immobile da aprile si pagherebbero i primi tre mesi al momento dell’acconto e poi i restanti sei mesi al saldo finale. 

Cosa succede se non si paga l’Imu entro la data di scadenza?

Può capitare di dimenticare le scadenze, ma cosa succede se non si riesce a pagare l’Imu entro la data prestabilita per propria inadempienza o per un errore? Bisogna sempre seguire il ravvedimento tramite il modello F24.

Ci sono sanzioni ed interessi che dovranno essere aggiunti all’importo dovuto in precedenza, calcolati in base alla gravità del ritardo di pagamento e dal singolo caso. 

In generale, ci sono tre tipi di ravvedimento. Il ravvedimento lungo, entro un anno dalla scadenza, il ravvedimento breve se viene effettuato entro un mese dalla scadenza e quello sprint ovvero il meno problematico, entro i 14 giorni dalla data di scadenza.

Inoltre come si legge anche su Idealista.it già dalla Legge di bilancio del 2020 che ha eliminato la vecchia imu, si sono introdotte delle novità per quanto riguarda i ravvedimenti sulle sanzioni con riduzioni di:

  • 1/10 del minimo nel caso di regolarizzazione entro trenta giorni dalla violazione;
  • 1/9 del minimo se la regolarizzazione avviene entro novanta giorni;
  • 1/8 del minimo, se la regolarizzazione avviene entro un anno;
  • 1/7 del minimo, se la regolarizzazione avviene entro due anni dall’omissione oppure dall'errore non voluto;
  • 1/6 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni avviene oltre due anni;
  • 1/5 del minimo se la regolarizzazione avviene dopo la constatazione della violazione ma prima dell’emissione della cartella esattoriale.

Insomma, la scadenza è ormai vicina, manca meno di una settimana, ma quest’anno gran parte degli italiani si ritroverà esente dal pagamento delle rate, congelato agli anni prossimi