Il lockdown potrebbe dimostrarsi un'arma a doppio taglio, almeno per le casse comunali, che potrebbero vedersi dimezzare il gettito Imu. A nuocere gravemente su una delle entrate più importanti per i Comuni è il divieto, imposto in alcune regioni, di raggiungere la seconda casa, che potrebbe portare ad un dimezzamento di quanto i proprietari immobiliari sono tenuti a versare ogni anno di Imu.

A dare una rinfrescata alle regole sull'Imu ci aveva pensato la Legge di Bilancio 2020 (art. 1, commi da 738 a 782, L. 27 dicembre 2019, n. 160): questa disciplina - in continuità con il precedente regime - aveva disposto che tra i presupposti per i quali è necessario pagare l'Imu ci fosse il possesso dell'immobile. L'imposta deve essere pagata per tutti gli immobili diversi da quelli che costiuiscono l'abitazione principale. L'Imu deve essere pagata dai proprietari degli immobili ai comuni nei quali sono collocate le proprietà.

Imu, un bel risparmio per i proprietari!

Gli esperti si stanno domandando se i contribuenti siano costretti al pagamento dell'Imu, alla luce delle limitazioni che il Governo nazionale o le varie regioni hanno imposto e che non hanno permesso di godere del proprio diritto alla proprietà. Secondo molte alcune interpretazioni, che stanno trovando molto seguito nelle ultime settimane, si ritiene che possa essere applicata la facoltà di ridurre al 50% la base imponibile del tributo, così come è previsto per gli immobili inagibili. L'art. 1, comma 747, lett. b, l. n. 160/2019, prevede appunto la riduzione dell'Imu per:

i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni.

E' importante inoltre sottolineare che questa disposizione prevede che l'eventuale accertamento dello status dell'immobile avvenga da parte degli uffici tecnici comunali con una perizia a carico del proprietario. In alternativa è possibile, da parte dell'intestatario, rilasciare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del dpr 28 dicembre 2000, n. 445.

Imu, tutti i casi di inagilibilità!

Sono stati molti i casi in cui le amministrazioni comunali hanno riconosciuto lo stato di inagibilità o di inabitabilità di un determinato immobile. Una situazione che ha avuto come conseguenza il non utilizzo dello stesso da parte del proprietario o degli aventi diritto. Nel caso in cui, invece, si pensi al cosiddetto diritto vivente, si pensa che sia necessario dare alla norma un significato più ampio, rispetto a quello che viene comunemente riconosciuto oggi. Entrando un po' di più nel dettaglio, si ritiene che sia possibile, da parte dei contribuenti, che non hanno potuto usufruire delle proprietà immobiliari, richiedere la riduzione dell'Imu per le seconde case. In questo caso l'impossibilità ad utilizzare il bene è dettato dalle restrizioni imposte dal Governo e dalle regioni, non da un degrado del bene.

In questo frangente, si potrebbe persino pensare che non sia valido il presupposto impositivo dell'Imu per il solo possesso dell'immobile. La proprietà di un immobile si manifesta anche come esercizio sulla proprietà, ossia il diritto di godere e di disporre dell'immobile in modo pieno ed esclusivo. Dobbiamo inoltre ricordare che l'Imu deve essere corrisposta per gli anni solari in proporzione ai mesi nei quali si è effettivamente protratto il possesso.

Imu, tutte le novità per il 2021!

Per il 2021 sembra proprio che rimanga aprto il capitolo Imu. Sarebbe pronto il decreto che individua le principali tipologi di Imu. Sono sette e sarebbero le seguenti:

  1. abitazione principale;
  2. fabbricati rurali strumentali;
  3. immobili merce;
  4. capannoni;
  5. terreni agricoli;
  6. aree fabbricabili;
  7. altri immobili.

Il decreto, comunnque, dovrebbe partire il prossimo anno. L'obiettivo principale è quello di semplificare tutte le aliquote e far partire il tanto atteso modello precompilato: una delle tante promesse elettorali, fino ad oggi rimaste nel cassetto.