Un'intervento da tempo aspettato, ma che tardava ad arrivare! Finalmente ci sarà l'esenzione Imu: attenzione, però, la nuova misura non è per tutti. A poter beneficiare di questo sacrosanto stop al pagamento del tributo locale saranno i proprietari immobiliari, che sono stati strozzati dal blocco degli sfratti. Si viene a risolvere un'ingiustizia che stava tormentando molti contribuenti italiani, che da un lato non potevano rientrare in possesso dei propri immobili, e dall'altro continuavano a dover pagare l'Imu.

Questa importante novità è stata introdotta da un emendamento al Decreto Sostegni Bis, che dovrebbe venire votato in commissione bilancio della Camera. A firmare il documento è stato Sestino Giacomoni, deputato di Forza Italia, ed è previsto lo stanziamento di un fondo dell'importo di 115 milioni di euro per coprire i mancari introiti dei Comuni.

Stop al pagamento dell'Imu!

Il pacchetto per dare ristoro ai proprietari immobiliari colpiti ed affondati dal blocco degli sfratti è completo. La nuova misura include anche il rimborso dell'acconto Imu 2021, quello, per intenderci, che i proprietari immobiliari hanno saldato il 16 giugno 2021. Ricordiamo che l'esecuzione degli sfratti è bloccata fino al 30 settembre 2021 per tutti quegli sfratti che siano stati dichiarati esecutivi nel periodo compreso tra il 28 febbraio 22020 ed il 31 dicembre 2021, mentre per quelli emessi dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021 rimarrà tutto sospeso fino al 31 dicembre 2021.

L'esenzione dal pagamento dell'Imu coinvolge tutti i proprietari, i cui immobili siano oggetto di sfratto e che abbiano ottenuta la convalida per morosità. Non importa che questa convalida sia arrivata prima o dopo il 28 febbraio. Giacomoni ha spiegato che questa importante modifica al Dl Sostegni Bis è stata firmata da tutti i gruppi parlamentari e

assorbe tutti gli emendamenti presentati per fare fronte alle conseguenze per i proprietari del blocco degli sfratti.

Imu, un provvedimento accolto con favore!

Ovviamente questo provvedimento che congela per tutto il 2021 l'Imu per i proprietari immobiliari incastrati dal blocco sfratti è stato accolto favorevolmente dalla associazioni di categoria. Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, intervistato da Il Corriere della Sera spiega: 

Stupisce l’esclusione di imprese e immobili non abitativi gravati da un’imposizione reddituale elevatissima e tuttora vessati dalla regola che impone la tassazione persino dei canoni non percepiti.

Spaziani ritiene l’esenzione un'eliminazione indispensabile e sottolinea come il blocco degli sfratti in molti casi

abbia lasciato proprietari privi di reddito e spesso costretti a pagare le spese condominiali di immobili utilizzati da altri: lo sgravio dell’Imu è una goccia nel mare delle perdite subite.

Ad intervenire sull'argomento è stata anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che ha sbottato:

Meglio tardi che mai. Nel pacchetto di emendamenti al decreto sostegni bis c’è la cancellazione per tutto il 2021 dell’Imu per i proprietari degli immobili occupati a causa del blocco degli sfratti. Una norma di buon senso che Fratelli d’Italia chiedeva da tempo: se il Governo e la maggioranza ci avessero ascoltati fin da subito ora avremmo potuto evitare a tanti italiani la beffa di pagare la prima rata il 16 giugno e ora di dover aspettare il rimborso. Prossimo passo: superare il blocco degli sfratti, che non fa distinzioni tra chi si trova in una condizione di morosità incolpevole per colpa della pandemia e chi semplicemente occupa abusivamente e calpesta i diritti dei proprietari.

I furbetti dell'Imu dovranno comunque pagare!

Un sospiro di sollievo per molti proprietari immobiliari che si sono ritrovati l'alloggio occupato, ma per il quale non percepivano il canone di locazione. E che dovevano pagare l'Imu lo stesso. Una situazione che scontra con quanto ha portato alla luce la Guardia di Finanza, che ha scovato un vero e proprio eservito di furbetti dell'Imu, che hanno pensato bene di prendere la residenza in Valle di Susa (provincia di Torino) per non pagare l'imposta. Professionisti, imprendirici e manager che comunqua hanno lasciato la famiglia a Torino, Genova o Milano: i controlli eseguiti dalla finanza hanno portato alla luce che nella loro bella casetta di montagna non ci sono mai.

Si tratta di una prassi diffusa non solo in Val di Susa, ma in molte località turistiche, anche balneari – hanno spiegato gli inquirenti – Le procedure di accertamento sono lunghe e complicate, ma al termine di un contraddittorio con i soggetti controllati, ai quali abbiamo sottoposto anche un questionario, abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti. Ma era comunque importante ristabilire l’equità sociale.