Molti contribuenti, in questi giorni, stanno approntando i moduli per il pagamento dell'Imu, la cui scadenza è prevista per il 16 giugno. Sono in molti, i proprietari immobiliari, che dovranno passare alla cassa e provvedere al pagamento dell'acconto Imu. Alcuni contribuenti, invece, potranno usufruire delle esenzioni previste dalla legge: sono proprio queste esenzioni a cui è necessario prestare la massima attenzione, per evitare di cadere in errore.

L'esenzione Imu più conosciuta è sicuramente quella che riguarda la prima casa. In questo caso non c'è nulla da temere, continuerà ad essere valida come lo scorso anno. A dover prestare la massima attenzione, invece, sono i contribuenti che beneficeranno delle varie esenzioni che il Governo ha messo in piedi a seguito dell'emergenza Covid: per evitare di perderle sarà necessario presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno 2021

Imu: attenzione alla dichiarazione!

Passo molto importante ed indispensabile per non perdere il diritto all'esenzione per il 2021 è quella di presentare entro il 30 giugno 2021 la dichiarazione Imu. Sono obbligati a farlo i soggetti che godono delle esenzioni che sono state decise a seguito del difondersi della pandemia. Ricordiamo, comunque, che gli enti non commerciali sono obbligati a presentarla ogni anno, indipendentemente dal coronavirus o meno. 

Il Dipartimento delle Finanze, lo scorso 8 giugno 2021, ha provato a fare chiarezza sugli obblighi connessi al pagamento dell'Imu nel 2021, ma soprattutto ha provveduto a chiarire gli obblighi di quanti ne siano esonerati. Molti contribuenti, infatti, avevano sollevato alcuni dubbi sulla necessità di compilare e presentare la Dichiarazione Imu 2021 per l'anno 2020. A rispondere a questa domanda ci pensano direttamente le regole che costituiscono l'ossatura normativa dell'Imu. L'art. 1, comma 769, della legge 160/2019 chiarisce, in maniera molto evidente, che la dichiarazione Imu deve essere presentata nel momento in cui si dovessero verificare delle modificazioni di dati ed elementi dichiarati, cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Ma soprattutto la dichiarazione deve essere presentata nel momento in cui il Comune non sia a conoscenza di informazioni utili ed indispensabili per attestare che l'imposta sia stata versata correttamente. Le esenzioni previste per il Covid rientrano in quelle per le quali è necessario presentare la dichiarazione, in quanto il Comune non può essere a conoscenza del fatto che il singolo contribuente sia in possesso dei requisti per non versare l'acconto.

Imu: le esenzioni per il Covid!

In estrema sintesi tutte le esenzioni per il pagamento dell'Imu previste dal Governo a seguito dell'emergenza Covid prevedono la presentazione dell'apposita dichiarazione. I soggetti interessati dovranno, quindi, provvedere a presentare la dichiarazione Imu barrando la casella: Esenzione. Nel momento in cui l'esenzione dovesse venire meno, non sussiste lo stesso obbligo, per il semplice fatto che, in questo caso, i Comuni sarebbero a conoscenza del fatto che le esenzioni vengono meno. Questo tipo di adempimento, invece, rimane in capo agli enti non commerciali. In questo caso a dettare legge è il comma 770, il quale stabilisce che la dichiarazione Imu deve essere presentata ogni anno.

Uno dei punti più delicati del 2021 è relativo al calcolo dell'Imu. Molti contribuenti si sono chiesti se il pagamento della tassa debba essere effettuato basandosi sulle condizioni oggettive e soggettive dell'immobile oggetto della tassa. Ma soprattutto se acconto e saldo debbano essere pagati prendendo in considerazione il primo ed il secondo semestre dell'anno, o se semplicemente si stia pagando il 50% della tassa annua. Il Mef ha provveduto a dare una risposta chiara anche in questo caso, spiegano che stando ai commi 761-762 dell'art. 1 della legge 160/2019, il

versamento della prima rata è pari all'imposta dovuta per il primo semestre applicando l'aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell'anno precedente. L'Imu è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota e ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso.

Imu, come ottenere la riduzione al 75%

Caso particolare, invece, è quello legato all'Imu sugli immobili residenziali per i quali è possibile ottenere uno sconto del 25%. E' il caso in cui si decida di concedere un alloggio in affitto con contratto a canone concordato: il proprietario potrà beneficiare di una riduzione dell'Imu, a cui si potranno sommare tutti i benefici che sono previsti dall'attuale normativa nazionale e quelli previsti a livello locale.

Ad andare incontro ai proprietari immobiliari, in questo caso, è la legge n. 431/1998, che permette di ottenere una riduziona al 75% dell'Imu. A questo è poi possibile aggiungere alcune riduzioni che si possono ottenere a livello locale: alcuni comuni prevedono l'applicazione di un'aliquota pari a 7,6 per mille invece di quella applicata a livello nazionale. Per ottenere queste agevolazioni, però, è necessario che il proproprietario e l'inquilino sottoscrivano un contratto a canone concordato e che lo stesso sia redatto basandosi sugli accordi territoriali. La stupula del contratto può avvenire anche senza l'assistenza delle organizzazioni firmatarie dell'accordo, ma comunque deve essere da loro certificato.