È tempo di passare alla cassa e di pagare l'Imu. La deadline è stata fissata per giovedì 16 dicembre 2021, quando si dovrà versare il saldo. I Comuni hanno fame e mai, come in questo periodo, aspettano che i contribuenti provvedano a pagare quando dovuto di Imu. Quella di dicembre, poi, è una scadenza molto impegnativa, anche perché arriva pochi giorni dopo il pagamento dell'anticipo Irpef.

Anche per quest'anno è confermata l'esenzione per le abitazioni principali e per le relative pertinenze, sempre che non siano degli immobili di lusso Da ricordare, inoltre, la riduzione Imu riservata a quanti abbiano affittato il proprio immobile a canone concordato. Confermato l'esonero dal pagamento del saldo 2021 per alcune categorie di imprenditori, che sono stati particolarmente impattati dalla pandemia.

Imu, un bell'aumento all'orizzonte!

Lo scorso 16 giugno i contribuenti hanno dovuto versare l'acconto Imu, che è stato conteggiato sul 50% rispetto a quanto versato nel corso del 2020. Nel momento in cui si andrà a versare il saldo del 16 dicembre, invece, sarà necessario rifare i conti e calcolare l'Imu per l'anno intero, tenendo conto delle aliquote che il Comune di riferimento ha deciso per i 2021. Da questo totale si dovrà poi detrarre quanto versato nel mese di giugno. Come già era avvenuto nel 2020, non sarà necessario versare la Tasi, che altro non è che la tassa sui servizi indivisibili, che proprio dallo scorso anno è stata accorpata all'Imu. È pari allo 0,86% l'aliquota ordinaria della tassa municipale, ma ogni singolo comune può decidere di aumentarla all'1,06%, che può essere portata all1,14% nel caso in cui le amministrazioni municipali abbiano applicato in passato la Tasi dello 0,8 per mille. Cosa che sostanzialmente ha effettuato la maggior parte dei comuni.

Nel caso in cui l'aliquota 2021 sia identica ed uguale a quella del 2020, l'operazione di saldo è molto semplice: si verserà la stessa somma pagata a giugno. Il suggerimento, però, è quello di muoversi con la massima cautela e prendere la calcolatrice in mano e rifare i conteggi. In alternativa è possibile appoggiarsi su uno dei tanti programmi informatici rilasciati dai Comuni, che permettono di calcolare l'Imu realmente dovuta per il 2021, detrarre l'acconto e versare la differenza corretta.

È necessario ricordare che, perché la delibera comunale abbia valore per il saldo dell'Imu del 16 dicembre, questa sia stata pubblicata entro il 14 ottobre 2021 sul Portale del Federalismo Fiscale del Ministero dell'Economia e delle Finanze, in modo che questo avesse potuto pubblicarla sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre 2021. Nel caso in cui il Comune non avesse provveduto a deliberare le aliquote Imu per il 2021, dovranno essere applicate quelle del 2020. In questo caso i contribuenti l'acconto ed il saldo Imu 2021 saranno dello stesso importo.

Imu, come funziona per i negozi!

Ricordiamo e ribadiamo che l'Imu non deve essere pagata per l'abitazione principale e le relative pertinenze: posto auto o garage, cantina o solaio. Nel caso in cui l'abitazione principale sia un immobile di pregio, la tassa deve essere versata: per sapere se è necessario pagare, si deve verificare che questi appartengano alle seguenti categorie catastali:

  • A/1: immobili signorili;
  • A/8: ville;
  • A/9: castelli e palazzi.

L'Imu deve, inoltre, essere pagata per qualsiasi immobili residenziale che si possiedono, come le seconde case. Indipendentemente che siano sfitti e non usati nel corso degli anni. Si deve pagare anche su quegli immobili dati in uso gratuito, anche se si può usufruire di una riduzione del 50%, purché chi lo stia utilizzando un genitore od un figlio e si rispettino delle regole molto rigide. L'Imu deve essere pagato anche sulle pertinenze non della prima casa, come ad esempio un secondo box.

La tassa dovrà essere versata anche per gli uffici, i negozi, i depositi ed i capannoni. Ma anche per tutti gli altri immobili commerciali ed industriali e per le aree industriali, indipendentemente da chi siano possedute. Dal 2020 è inoltre necessario pagare l'Imu per gli immobili-merce che sono stati costruiti per la vendita, ma sono rimasti invenduti, anche se non locati. In questo caso c'è un'aliquota massima dello 0,25%. La tassa colpisce anche i terreni agricoli anche se incolti e gli orticelli. Sono esclusi dal pagamento i terreni agricoli, purché siano collocati in Comuni classificati come montani o di collina.

Imu: ogni proprietario deve pagare la propria parte!

L'Imu deve essere pagata da chiunque sia proprietario di un immobile in Italia. Sono tenuti al pagamento anche quanti siano titolari di un diritto reale di godimento, come il diritto di uso o l'usufruttuario. L'Imu dovrà essere pagata anche dalle società, per un qualsiasi immobile posseduto in una qualsiasi categoria catastale, anche se sono utilizzati per svolgere la propria attività. Nel caso in cui si siano più comproprietari, la tassa dovrà essere pagata in base alla propria quota.

Ci sono dei casi in cui è possibile ottenere l'esenzione. Il Corriere della Sera ne stila l'elenco:

1) l’abitazione data al coniuge separato o divorziato assegnatario dell’immobile (anche se non proprietario) con diritto all’esenzione purché vi dimori abitualmente e risieda anagraficamente; 2) le unità immobiliari di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari o destinate a studenti che siano soci assegnatari, a prescindere dalla residenza; 3) gli alloggi regolarmente assegnati dagli Iacp e i fabbricati di civile abitazione destinati agli alloggi sociali (housing sociale); 4) l’abitazione (non locata) degli appartenenti a Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco o alla carriera prefettizia, anche se risiedono altrove.

Ci sono dei casi in cui i comuni possono esentare dal pagamento dell'Imu anche gli immobili posseduti da persone anziane, che abbiano preso la residenza all'interno di un istituto di ricovero. L'immobile non deve, però, essere stato dato in affitto.