Mario Draghi tira per la sua strada. Non è vincolato al voto, nè ai partiti. Ma lo è ai poteri forti dell'Europa, dell'OCSE e della Corte di Conti. Le riforme in Italia vanno fatte, e si devono fare per poter continuare a ricevere i fondi dell'EU Next Generation.

Il diktat che arriva, è spostare la tassazione dai redditi di lavoro al patrimonio, cercando di riequilibrare la tassazione di quest'ultima parte, tra quello mobiliare ed immobiliare. Nella legge delega sulla riforma fiscale che il Governo ha approvato ieri 5 ottobre, senza i ministri della Lega, ritirati da Matteo Salvini, prima del voto, si legge che va rivisto il catasto e potenzialmente anche la tassazione degli immobili ma a partire dal 2026 ed una riduzione della tassazione sui capital gain, interessi attivi sul conto corrente e deposito dal 26 al 23 percento.

Una riforma organica che inevitabilmente vedrà aumentare il peso fiscale da una parte ed una riduzione dall'altro. Ed ecco perchè il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi ha parlato di non aumento delle tasse. Se la somma algebrica dei movimenti dell'imposizione fiscale è pari a zero, il carico fiscale rimane invariato. Meno tasse sul lavoro, riequilibrio della tassazione sui beni.

Quindi anche se non la si vuol chiamare patrimoniale, come lo stesso Mario Draghi ha precisato, durante la conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia di oggi 6 ottobre, in realtà è una patrimoniale sulle ricchezze. Quali? Immobili e patrimonio finanziario. E proprio sugli immobili che il Governo ha traballato con i ministri della Lega che non hanno votato la delega fiscale. Ma l'ex banchiere della BCE (banca centrale europea) tira dritto.

Riforma catasto: aumenta l'IMU?

Nella delega fiscale varata dal governo martedì 5 ottobre c'è il capitolo riforma del catasto. E su questo Mario Draghi è irremovibile come ha lasciato intendere durante la conferenza stampa al termine del vertice Ue in Slovenia. 

Questo governo non tassa, non tocca le case degli italiani. L’ho detto fin dall’inizio: questo governo non aumenta le tasse, aggiungendo poi, perché nascondersi dietro l’opacità e calcolare le tasse sulla base di numeri che non hanno senso? Sono numeri che sono stati verificati vent’anni fa, moltiplicati per un numero, 160, che è il frutto di un negoziato. Non è meglio fare luce, essere trasparenti? E poi la decisione se far pagare o meno è una decisione assolutamente diversa ma intanto facciamo chiarezza.

Una risposta di stile che in qualche modo cerca di calmare le acque di un agitato Matteo Salvini che invece in risposta ha confermato la presenza della Lega nella maggioranza a sostegno del Governo a patto che la riforma del catasto vada via.

A ben leggere l'articolo della legge delega che riguarda la riforma del catasto, si punta l'attenzione a rivedere le procedure operative di mappatura degli immobili per far emergere quei fabbricati che da anni sono stati fantasma. 

Inoltre i decreti attuativi che dovranno dare corpo alla legge delega, dovranno anche mirare a completare le informazioni sulla scheda catastale e a modificare i valori patrimoniali esistenti con quelli di mercato. Queste novità non avranno però impatto tributario perchè non saranno rese disponibili prima del 2026.

In definitiva si scongiura un aumento dell'IMU al momento, ma non lo si esclude fra qualche anno.

Patrimoniale: arriva l'IMU sui fabbricati fantasma

L'operazione trasparenza cui mira il Governo sembra essere prioritario. E la revisione dei valori patrimoniali è passata in secondo piano essendo spostata nella sua attuazione nel 2026. 

Nel suo insediamento a palazzo Chigi, Mario Draghi aveva detto che non era il tempo di chiedere ma di dare, e che tutti devono pagare le tasse in base alle proprie disponibilità. 

Un'operazione di equità fiscale che mette in evidenza la filosofia del presidente del Consiglio dei Ministri. Se non si vogliono alzare le tasse, queste le devono pagare tutti. E quindi si devono individuare le base imponibili che fin'ora sono scappate alla tassazione.

Si parte dagli immobili fantasma, case ed altri edifici che negli anni sono stati costruiti, anche abusivamente e che il Catasto non conosce. L'operazione trasparenza punta a rilevare questi immobili, rinnovare i parametri di calcolo dei valori immobiliari e tassarli.

L'IMU arriverà quindi su questa fetta di patrimonio immobiliare e probabilmente molto presto. Ma se trattasi di prima casa non saranno tassate, come del resto oggi tutte le abitazioni principali sono escluse dall'IMU.

Tuttavia la tassazione sugli immobili non si ferma all'IMU. In caso di trasferimento di proprietà mediante compravendita, si applicano le imposte di registro del 2% sulla rendita catastale. Oppure in caso di successione.

Patrimoniale sulla casa: necessario per il PNRR

Perchè Mario Draghi insiste sulla riforma del catasto? Lo impone il PNRR. Vi chiederete cosa c'entra. Nella presentazione del PNRR per poter accedere agli oltre 200 miliardi di euro del Recovery Fund, Mario Draghi ha speso tutta la sua credibilità, stringendo un patto con l'Unione Europea, sulla capacita dell'Italia di fare le riforme. Come del resto lo chiede l'OCSE e la Corte dei Conti. Spostando la tassazione dal lavoro alle ricchezze. Ed ecco che il cerchio si chiude. 

La legge delega fiscale ha presentato una cornice di linee guida che ora dovranno essere eseguite con piani di azione, per poter modulare le tasse sul reddito (IRPEF) e quelle sul patrimonio (casa e patrimonio immobiliare). 

Sulla parte della tassazione del lavoro si punta a ridurre le aliquote marginali e medie per favorire il mercato del lavoro in particolare dei secondi percettori di reddito e dei giovani.

Sulla parte di tassazione dei redditi di capitale invece la legge delega punta ad un’aliquota uguale per tutti i redditi da capitale, ma con gradualità.

Per questa operazione però al momento le risorse sembrano ridotte. In totale 3 miliardi in un biennio. Troppo poco per un'operazione completa. E da qui il timore che effettivamente la tassazione sugli immobili possa aumentare e presto. 

IMU: chi paga oggi

A riforma non avviata oggi comunque ci sono proprietari di immobili su cui l'IMU si paga. Sono i proprietari delle seconde e terze case, i proprietari di immobili commerciali, gli immobili industriali. Su questi immobili una revisione del catasto con dei nuovi valori patrimoniali porterebbe ad un aumento della tassazione. Ma stiamo parlando non dell'abitazione principale su cui è pacifico che l'IMU non sarà applicata. Ma sugli altri immobili non si può escludere che l'operazione trasparenza prime e revisione dei valori immobiliari dopo, faccia di fatto scattare un aumento delle tasse.

L'IMU è versata alle casse dei comuni. In due rate. Acconto e Saldo. Il primo il 16 giugno ed il saldo entro la metà di dicembre. Ma anche quest'anno per alcuni proprietari l'IMU è stata cancellata. Si tratta di coloro che posseggono immobili non residenziali all'interno dei quali si svolge un'attività commerciale condotta direttamente dal proprietario. Così ad esempio, il proprietario di un albergo che conduce in prima persona l'attività di ospitalità, potrà contare sulla cancellazione dell'IMU. Se così non fosse dovrà invece pagarla.

Pagano anche i proprietari di immobili che sono però residenti all'estero. In questo caso però l'IMU è ridotta del 50%. Pagano sempre al 50% i proprietari o conduttori di immobili di minori dei quali hanno la tutela. 

IMU: chi non paga

Sono invece esentati dal pagamento dell'IMU i proprietari di immobili che sono stati concessi in affitto ma che non hanno percepito la somma della locazione per effetto del blocco degli sfratti imposto da marzo 2020 e fino a giugno 2021. Per chi aveva un titolo di sfratto in mano, non poteva lasciare l'abitazione per effetto dei decreti che si sono susseguiti da Marzo 2020. Ma a giugno 2021, questa tutela è venuta meno e quindi i decreti di sfratto sono stati resi di nuovo operativi. Nel frattempo però i proprietari hanno dovuto pagare l'IMU. 

Per loro il Governo guidato da Mario Draghi ha previsto la possibilità di richiedere il rimborso dell'acconto pagato a giugno 2021. Sono 100 milioni i fondi messi a disposizione e andranno a favore di circa 120 mila immobili. Per poter fare domanda si deve allegare la dichiarazione IMU. 

Nella domanda si deve dichiarare

  • il possesso dell’immobile;
  • l'esistenza di un contratto di locazione registrato
  • gli estremi della convalida di sfratto per morosità entro il 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa sino al 30 giugno 2021 oppure una convalida di sfratto per morosità successivamente al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa fino al 30 settembre 2021 o fino al 31 dicembre 2021;
  • l'evidenza del pagamento dell'acconto o della rata unica dell'IMU 2021;
  • l’importo di cui si chiede il rimborso;
  • le proprie coordinate bancarie.