Quando le cose non sono chiare, a volte è il preludio che qualcosa di terribile sta per arrivare. Sull'IMU ci sono troppe voci tra di loro contrastanti. Un'Europa che chiede il ritorno dell'IMU sulla prima casa. Un Governo che introduce nuove esenzioni. Leggi che cancellano l'IMU. Comuni che applicano l'IMU sulla prima casa dopo una sentenza shock. Ma cosa dobbiamo attenderci per il futuro? L'Imposta municipale unica è una tassa che porta soldi nelle casse dei comuni, che hanno bisogno di entrate. E se lo Stato centrale riduce i trasferimenti verso gli enti locali, questi dovranno in qualche modo recuperare. Ma facciamo un po' di chiarezza di cosa bolle in pentola per l'IMU.

IMU: la Cassazione abolisce l'esenzione sulla prima casa

Il principio dell'esenzione del pagamento dell'IMU ruota intorno alla definizione di prima casa o abitazione principale. La sua definizione la ritroviamo all'art. 1, comma 741, lett. b), primo e secondo periodo, della legge n. 160 del 2019:

L’abitazione principale è definita come l’unità immobiliare in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente.

Proprio in base a questa definizione, la Corte di Cassazione nel 2020 ha emesso la sentenza n.4166 con la quale sancisce l'obbligo del pagamento ai coniugi che hanno residenze diverse e abitano nelle loro rispettive case. In questo caso, la sentenza non ammette l'esenzione IMU sulle abitazioni dei coniugi in quanto non considerate rispettive abitazioni principali. Infatti questa non solo è la dimora abituale, ma è anche la dimora dove vivono i componenti del nucleo famigliare. Nel caso specifico i due coniugi dimorando in abitazioni diverse, ma soprattutto con residenze diverse non potevano considerare le loro abitazioni come prima casa, in quanto non è rispettato l'obbligo di residenza dell'intero nucleo famigliare nella stessa abitazione. 

In base a questa sentenza sono iniziate le cacce alle streghe da parte di comuni. Il primo comune a partire è stato Bologna.

IMU prima casa: arrivano le cartelle esattoriali da pagare

La sentenza della Cassazione ha rivoluzionato il principio di esenzione sull'abitazione principale. Ricordiamo tuttavia che anche gli immobili classificati in A/1, A/8 e A/9, cosiddette di lusso e le pertinenze dell'abitazione principale sono soggette al pagamento dell'IMU. Ma qui stiamo parlando proprio delle case principali in cui due coniugi vivevano. In realtà non si possono definire abitazioni principali, e per questo motivo la Corte di Cassazione ha emesso la sentenza n. 4166 che ha cancellato l'esenzione del pagamento dell'IMU sulla prima casa, quando questa in realtà non rispetta la definizione data dalla legge. Sulla base di questa sentenza, il comune di Bologna ha iniziato ad inviare le prime cartelle esattoriali a quei proprietari di immobili che non possono considerarsi abitazione principale. Sono così arrivate più di duemila cartelle esattoriali per il recupero dell’Imu prima casa. In base alla sentenza della Corte e facendo i dovuti accertamenti, il Comune di Bologna (unico in Italia) ha iniziato a rivalersi sull’Imu mancata del 2015.

L’assessore al Bilancio Davide Conte spiega

sono 17mila i nuclei bolognesi con almeno due immobili in Comuni differenti. Di questi, poco piu di duemila hanno ‘spezzato’ il nucleo per godere del vantaggio fiscale. Non si tratta di furbetti, ma di una interpretazione della norma che è stata superata dalla Cassazione. C’era un’incertezza interpretativa, poi definita dagli ermellini.

Ma il salasso è stato servito. Con una media di 1.500 euro a cartella per 5 anni, queste famiglie si troveranno a dovere pagare 7.500 euro. Ma i cittadini sono in rivolta perchè in alcuni casi lo spostamento della residenza è dettato da esigenze lavorative e questo non dovrebbe permettere di far pagare una doppia IMU. 

IMU: si paga sulla prima casa. Ecco quando

La domanda che è stata posta sulla rubrica specifica de il Sole24Ore riguardava il pagamento dell'IMU sulla prima casa che aveva perso il suo status di abitazione principale in quanto il contribuente aveva acquistato una nuova prima casa con le agevolazioni fiscali previste. Nel caso in cui un soggetto acquista una nuova abitazione come prima casa, e sia proprietario di un'altra prima casa acquistata in passato con le stesse agevolazioni fiscali dell'abitazione principale, non perde i benefici erariali sul nuovo acquisto se vende entre 12 mesi la precedente prima casa. Ma questo ai fini IMU non rileva. Infatti sulla prima casa che perde lo status di abitazione principale, l'IMU dovrà essere pagata fino alla data della vendita che dovrà avvenire entro 12 mesi per non perdere le agevolazioni fiscali. Cambia, se invece quella prima casa viene affittata. 

IMU scontata del 25% su case affittate

I possessori di immobili affittati a canone concordato potranno usufruire di particolari agevolazioni anche per il pagamento della prima rata Imu 2021. Vediamo quali sono.

Oltre ai contratti liberi (4+4), infatti, è prevista anche la formula del canone concordato (3+2) che da diritto a uno sconto del 25% sull'Imu. Questo comporta che i proprietari dovranno versare solo il 75% dell'imposta, a prescindere dell'aliquota decisa dal Comune. 

Il canone concordato prevede una serie di agevolazioni fiscali per il proprietario, oltre a un affitto agevolato per l'inquilino. Per poter usufruire delle agevolazioni, però, è necessario che il contratto sia registrato e inviato al Comune per non correre il rischio di dover restituire lo sconto ottenuto.

Questa soluzione contrattuale può essere utilizzata per i contratti a uso abitativo, a uso transitorio e per gli studenti universitari.

IMU: l'Europa chiede una nuova tassa sulla prima casa

Il debito italiano ha sforato il 160% del PIL. La ricchezza prodotta dal nostro paese non riesce a ripagare il debito. Anzi solo nel mese di marzo 2021, gli interessi sul debito sono aumentati di 37 miliardi portandolo a 2.651 miliardi di euro. Un macigno su cui sono puntati gli occhi di diversi istituti internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e l'OCSE. Ma anche dalla stessa Banca d'Italia. Il debito è una palla al piede molto pesante per la nostra economia, e se il PNRR deve cercare di ridare slancio al PIL anche con l'obiettivo di generare ricchezza per ridurre il debito, dall'altro lato si dovrà mettere in conto un possibile ritorno dell'IMU sulla prima casa. 

Il Fondo Monetario Internazionale è stato netto e chiaro. Non si può pensare che l'incremento del PIL, previsto già nel 2021, possa essere sufficiente a sostenere gli interessi debitori. Si deve intervenire con una patrimoniale sulle ricchezze più cospicue, ma in via temporanea. La posizione del FMI è quella di mettere tasse più alte sui ricchi e sui redditi alti con l'obiettivo di pagare i conti dell’emergenza economica innescata dalla pandemia da Covid-19. 

Fa eco alla posizione del FMI anche l'OCSE nel suo report Going for Growth 2021. L'OCSE chiede all'Italia di reintrodurre l'IMU sulla prima casa. Ma non solo, l'organizzazione per la cooperazione e sviluppo economico chiede di aggiornare i valori catastali di tutto il patrimonio immobiliare. Questo significa incrementare le rendite catastali che sono alla base del calcolo dell'IMU. 

IMU: cancellazione cartelle esattoriali, esenzioni e proroghe

In attesa di comprendere come sarà l'IMU del futuro, per il 2021 proviamo a fare un punto.

Il primo è sulla cancellazione dell'IMU non pagata tra il 2000 e 2010, se l'intero debito erariale del contribuente non supera i 5.000 euro, e il reddito imponibile del 2019 non sia superiore a 30.000 euro. Per approfondire questo aspetto si legga l'articolo Cancellazione IMU 2021: è ufficiale! Ecco chi non paga.

Poi ci sono le esenzione IMU per l’anno 2021. Secondo quanto previsto da parte del decreto-legge del 2013, numero 102, rientrano nell’esenzione IMU durante l’anno 2021, tutti i cittadini italiani che risultano essere in possesso di un immobile equiparato all'abitazione principale e gli alloggi sociali, alloggi per studenti universitari,immobili destinati al culto religioso, terreni agricoli, alloggi di cooperative edilizie con proprietà indivisa, immobili posseduti da Stato, Regioni, Province o Comuni, immobili relativi a enti senza scopo di lucro.

Infine, alcuni comuni come Ravenna e Forlì, hanno deciso di rinviare la scadenza per il pagamento dell’acconto dell’Imu dal 16 giugno al 16 settembre prossimo, senza incorrere in sanzioni o interessi.I versamenti effettuati entro il 16 settembre saranno pertanto ritenuti tempestivi. Tale misura consente a tutti i cittadini di poter effettuare i conteggi e i versamenti in tempi più ragionevoli.