L’IMU sulla prima casa è la tassa più discussa del momento, sia per quanto riguarda l’ipotesi di tassazione sulla prima casa, sotto forma di patrimoniale, sia per le imprese. Tra chi dice sì e chi dice no, la linea è sottile, e non è semplice muoversi in un dedalo di ipotesi sempre più numeroso.

L’IMU sulla prima casa di fatto potrebbe venire introdotta a seguito della decisione di attuare una patrimoniale, aggiungendo questa tassa così odiata dagli italiani, per andare a rifornire le casse dello stato a seguito delle ingenti erogazioni in forma di sussidi e sostegni economici agli italiani.

Da un lato, gli italiani sono sempre più spaventati dall’idea di pagare una tassa patrimoniale per la prima casa, dall’altro, si ipotizzano nuove misure per l’IMU delle imprese. Il terremoto che sta sconvolgendo questa tassa continua a persistere, e bisogna fare chiarezza.

IMU prima casa: la tassa più temuta dagli italiani

Negli scorsi giorni ha fatto notizia l’invio di moltissime cartelle esattoriali contenenti richieste di saldo della tanto odiata tassa sulla prima casa IMU. La vicenda ha visto coinvolte molte famiglie della città di Bologna, che hanno visto avverarsi i timori peggiori.

Molte famiglie della città di Bologna hanno ricevuto questa richiesta a seguito di una sentenza sul recupero della tassa per i casi di separazione, nel momento in cui la coppia separata si trova ad abitare in due diversi immobili. La vicenda, documentata dal Sole24ore, ha destato scalpore, e acceso nuove paure di un ritorno dell’IMU sulla prima casa.

Ma non è solo la vicenda particolare a spaventare gli italiani, ma anche le continue discussioni che pongono al centro l’IMU per l’ipotesi di introduzione di una tassa patrimoniale. La patrimoniale è una tassa straordinaria introdotta solamente in momenti storici di grave crisi. E la pandemia, con conseguente crisi economica, sembra essere uno di questi momenti, come spiega un articolo di Quifinanza.it:

“La proposta di una patrimoniale era apparsa già col precedente governo alla fine dello scorso anno e adesso ritorna come una delle soluzioni per bilanciare l’aumento del debito pubblico italiano, necessario a fronteggiare gli effetti economici dell’epidemia Covid-19.”

Patrimoniale IMU prima casa: le ipotesi

Sembra che presto verrà reintrodotta una tassa sulla prima casa, l’IMU, come ipotesi di patrimoniale. L’Europa più volte ha spinto in questa direzione, affermando anche diverse volte che l’Italia è uno dei pochi paesi in cui i cittadini non pagano regolarmente la tassa IMU sulla prima abitazione.

Tra le spinte dell’Europa, e una nuova possibilità di patrimoniale, tremano le famiglie italiane che si trovano già in difficoltà economica. L’ipotesi di patrimoniale tuttavia non prevede unicamente l’applicazione dell’IMU sulla prima casa, ma si parla anche di introdurre una tassa patrimoniale sui conti correnti. Ne ha parlato in un articolo Escapologia-fiscale.it:

“La patrimoniale è un provvedimento fiscale di applicazione di un’imposta sul patrimonio del contribuente. Non è un’imposta che grava sui redditi da lavoro, ma sul patrimonio (mobile e immobile) in misura fissa o variabile.”

Mentre al momento la patrimoniale è solo un’ipotesi, si sta parlando molto in questi giorni di quali saranno le nuove misure apportate dal Decreto Sostegni bis, relative a famiglie e imprese. Una di queste misure potrebbe vedere una svolta decisiva per il mondo delle imprese, perché sono previsti ulteriori sgravi fiscali e nuove esenzioni IMU per le imprese.

Esenzione IMU per le imprese: le prospettive 2021

Secondo i prossimi provvedimenti del governo, in particolare il Decreto Sostegni bis, verrà applicata un’esenzione della prima rata IMU per chi esercita attività di impresa, relativamente agli immobili con cui viene esercitata l’impresa.

La misura è attualmente in fase di approvazione, e di fatto eliminerà la prima rata IMU del 2021, purché si tratti degli immobili posseduti da imprenditori che hanno regolare Partita Iva con residenza italiana, che svolgono attività di impresa o producono reddito agrario.

Il limite principale riguarda la finalità dell’immobile: possono beneficiare dell’esenzione IMU i proprietari la cui impresa si sviluppa nell’immobile soggetto ad esenzione. Questo significa che la particolare esenzione sarà erogata a chi effettivamente può avere accesso ai contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni, incluso il criterio relativo al calo di fatturato.

Ricordiamo che sia il Decreto Sostegni che il prossimo Decreto Sostegni bis tengono conto della perdita economica che le imprese hanno subito dal 2019 ad oggi, e in particolare i ristori vengono erogati a queste particolari categorie di soggetti.

Con il governo Draghi tutti pagheranno l’IMU prima casa?

Sembra quasi che, risparmiato da una parte, gli italiani dovranno pagare dall’altra. Se da un lato infatti le nuove misure di sostegno alle imprese garantiranno sgravi fiscali importanti per le attività in crisi, dall’altro non mancano le ipotesi di una introduzione dell’IMU prima casa come tassa a tempo indeterminato.

Il rischio sarebbe maggiore rispetto a quello applicato su una patrimoniale IMU una tantum: si assisterebbe, se vengono applicate le misure richieste dall’Europa, ad un ritorno dell’odiata tassa sulla prima casa per cui il popolo italiano è stato esente per molto tempo.

L’Europa, e in particolare il Fondo Monetario Internazionale, hanno chiesto esplicitamente all’Italia di reintrodurre la tassa IMU prima casa. La tassa al momento in Italia è presente solo per gli immobili successivi al primo, perché le abitazioni adibite a prima casa non ne sono coinvolte. L’ipotesi è che con l’attuale governo Draghi tutti dovranno pagare l’IMU, anche sulla prima casa.

Riforma fiscale e tassazione IMU prima casa

Abbiamo visto che a livello europeo si spinge per l’applicazione dell’IMU anche sulle prime case. Il sito Financialounge.com ci descrive la situazione relativa alla richiesta arrivata dall’Europa:

“Il Fondo monetario internazionale invita il governo a spostare il peso delle tasse dal lavoro alle proprietà immobiliari.”

Di fatto quindi, non si tratterebbe di aggiungere solamente una tassa, ma di una ridistribuzione della tassazione attuale. Sappiamo che attualmente il governo sta valutando una nuova riforma fiscale, per equilibrare il sistema di tassazione italiano a livello generale.

E una delle tasse che vedremo modificarsi è proprio quella relativa al lavoro. L’IRPEF, ovvero la tassa sul lavoro, sarà modificata con nuove aliquote, che ne alleggeriranno la pressione. Al tempo stesso però, è molto probabile che l’IMU possa tornare come tassa persistente per gli italiani.

Si può dire che nel caso in cui venga accolta questa proposta, gli italiani vedranno un alleggerimento fiscale per la tassazione sul lavoro, ma un inasprimento sugli immobili, ovvero sulla prima casa. Una riforma che ha pro e contro, che sicuramente cambierà le carte in tavola relative alla pressione fiscale, ma che può lasciare interdetti gli italiani.

IMU senza residenza: alcuni chiarimenti

Solitamente, secondo le attuali disposizioni, si può essere esonerati dal pagamento dell’IMU su un immobile per famiglia, perché considerato come prima abitazione. L’IMU prima casa al momento non va pagato, ma è presente la tassazione sulle seconde case.

Per chi non lo sapesse, il proprietario di appartamenti in affitto, è obbligato a pagare l’IMU sulle abitazioni, in quanto non sono considerate direttamente prime case. Si tratta di uno dei tanti casi di IMU senza residenza. Questo potrebbe cambiare con l’attuazione dell’ipotesi di un’IMU prima casa estesa su tutti gli immobili.

In condizioni normali, secondo le attuali norme, si può essere esonerati dal pagamento dell’IMU se si rientra in una categoria specifica. Oltre all’esenzione per la prima casa, ci sono altre esenzioni presenti, spiegate da Fisco7.itnon si paga l’IMU su immobili per il culto religioso, su terreni agricoli, alloggi universitari, immobili di enti no profit, immobili posseduti da Stato, Regioni e Comuni.

Secondo la normativa sono molti gli immobili esonerati al momento attuale dal pagamento dell’IMU, e ci si chiede cosa accadrà con un eventuale cambio di rotta del governo, nella direzione di approvazione delle pressioni europee.

Le prossime misure fiscali dal governo: IMU prima casa e imprese

Tra le prossime misure fiscali previste dal governo, al momento non è prevista con certezza la reintroduzione dell’IMU estesa anche alla prima casa, mentre per le imprese la situazione è diversa. Per venire incontro alle difficoltà economiche, abbiamo visto che con il Decreto Sostegni bis si accederà a nuove forme di aiuti alle imprese.

Le spese fisse sugli immobili sono particolarmente al centro della questione: dal canone rai alle bollette di gas e luce, dal mutuo al canone di affitto, i proprietari di attività e imprese si sono trovati frequentemente nella condizione di non poter pagare le spese per mantenere una struttura, a fronte di guadagni ridotti o fatturato dimezzato.

Una soluzione frequente è stata quella di proporre gli immobili in vendita, secondo quanto avevamo visto in questo articolo:

“Aumentano le vendite di case, hotel e alberghi, complice la crisi, che ha portato molti proprietari a cedere le strutture come soluzione estrema.”

Mentre molti proprietari sono costretti a vendere, il governo si accinge a proporre nuovi sgravi sull’IMU e sulle tasse attualmente presenti per le strutture adibite ad attività. Non ci resta che aspettare che, tra qualche giorno, vengano definitivamente pubblicate in versione finale le nuove misure a sostegno dell’economia.